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Intervista esclusiva con Thierry Ehrmann, fondatore Artprice.com

Boursica.com: Ci può ricordare com’è nata Artprice?

Thierry Ehrmann: Si è trattato innanzitutto di un enorme lavoro collettivo da parte di storici dell’arte. È stato incredibile. In quattordici anni abbiamo comprato la quasi totalità dei fondi editoriali in Europa e negli Stati Uniti e adesso in Asia. Questo include sia case editrici e fondi editoriali d’arte in tutto il mondo sia attivi per oltre 30 milioni di euro. È bene sapere che attraverso Groupe Serveur, di cui sono il fondatore (la controllante di Artprice, che si specializza in database legali, giuridici e scientifici), siamo presenti su Internet dal 1985 e abbiamo quindi potuto preparare e individuare i nostri obiettivi chiave quando negli anni ’90 abbiamo fatto il nostro ingresso sul mercato dell’arte.

Boursica.com: Quali erano questi obiettivi?

Thierry Ehrmann: Erano società mitiche come ad esempio Guide Enrique Mayer (1962/1987), il famoso dizionario di vendite d’arte 1700-1900 del dott. H. Mireur, il leader americano Sound View Press che possedeva una cinquantina di database sugli Stati Uniti (1991), Franck Editions Van Wilder (1970), Société Xylogic Svizzera (specialista globale degli indici del mercato dell’arte) (1985), il database Bayer sul mercato del arte anglosassone 1700-1913, Monogrammes et Signatures de Caplan (USA), opera di riferimento mondiale (1976), l’Argus du Livre de Collection (Francia), opera di riferimento mondiale (1982), e l’elenco potrebbe essere ancora molto lungo… Noi li abbiamo acquistati tutti. Da quattordici anni a questa parte seguiamo una politica sistematica di acquisto, principalmente di manoscritti e cataloghi di tutto il mondo, pubblicati tra il 1700 e il 1970. Non potevamo fare a meno di acquistare questo sapere storico. Diversamente non avremmo potuto standardizzare il mercato dell’arte con sicurezza né conoscere la completa tracciabilità delle opere e la loro corretta attribuzione alla biografia dell’artista. Abbiamo superato abbondantemente il milione di ore di lavoro di storici, ricercatori e giornalisti del mercato dell’arte che hanno svolto ricerche e scritto su tutte le opere menzionate in questi manoscritti e cataloghi, in particolare tra il XVII secolo e i giorni nostri. Ecco perché disponiamo del più grande database mondiale di informazioni in grado di tracciare le opere d’arte attraverso i secoli con 108 milioni tra immagini o incisioni di opere d’arte dal 1700 a oggi, commentate dai nostri storici d’arte. Non per nulla Artprice amplia in tempo reale i propri database con dati provenienti da quasi 4.500 case d’asta e pubblica costantemente le tendenze del mercato dell’arte per le principali agenzie e per 6.300 testate giornalistiche di tutto il mondo. Siamo presenti ogni giorno e senza pagare un centesimo sulla stampa del mondo intero, con il nostro copyright e il nostro indirizzo Internet. Che altro potremmo volere di più in termini di fama e di comunicazione?

Boursica.com: Finisca di raccontarci com’è nata Artprice.

Thierry Ehrmann: Finiamo di raccontarlo: siamo risaliti ai primi passi del mercato dell’arte che è praticamente nato intorno al 1700. Fu solo in questo periodo che l’artista iniziò veramente ad affrancarsi dagli ordini dei Principi della Chiesa e dei Principi di Sangue, per produrre finalmente in base a una domanda. È a quest’epoca che possiamo far risalire la nascita del mercato dell’arte in senso economico. Da quattordici anni, abbiamo esperti e operatori che lavorano per noi in tutto il mondo: quando trovano dei manoscritti, ci avvertono ed è così che compriamo manoscritti e cataloghi. Abbiamo effettuato acquisti talmente consistenti che si è verificato un prosciugamento graduale. All’inizio pagavamo prezzi molto elevati, ma in seguito la tecnica dello scalpello ha funzionato e gli ultimi che acquistiamo ogni anno hanno un prezzo molto ragionevole… Questo fondo è unico al mondo e lo rendiamo disponibile, previa autorizzazione, ai ricercatori del mondo intero.

Boursica.com: Qual è, allora, il vostro valore aggiunto su questi fondi documentari?

Thierry Ehrmann: Il nostro lavoro nei database di Artprice è paragonabile soprattutto al lavoro di un minatore che da quindici anni tutti i giorni deve scendere nel pozzo. Nel 2000 siamo passati a oltre un centinaio di dipendenti, ma attualmente siamo 45 perché tutto il lavoro è ora nei database. Il numero dei dipendenti è stato ridotto a un terzo mentre il numero di server è aumentato di quasi 30 volte negli ultimi dieci anni. La normalizzazione del mercato dell’arte, è passata attraverso un percorso obbligato, ovvero l’inventario assoluto delle opere d’arte e delle biografie di centinaia di migliaia di artisti dal IV secolo a.C. ai giorni nostri, con l’esigenza di separare centinaia di omonimi e di attribuire a ciascuno le opere giuste.

Boursica.com: Come fate a produrre i vostri indici di riferimento, quando si sa, ad esempio, che un quadro è unico per natura?

Thierry Ehrmann: Per esempio, un’opera repertata nel 1850 e che passa da una casa d’aste all’altra nel corso dei decenni, è sicuramente sempre la stessa. Ne conosciamo la quotazione e il rendimento anno dopo anno. Ecco perché siamo l’unica azienda al mondo a vantare un metodo econometrico impeccabile sull’insieme delle opere. In econometria viene denominato « metodo delle vendite ripetute ». Noi lavoriamo infatti su un mercato omogeneo. Gli altri calcolano medie aritmetiche, utilizzano il metodo del confronto tra le vendite, che tuttavia induce all’errore perché gli studi condotti si basano su un mercato di tipo eterogeneo.

Boursica.com: Come avete potuto superare questo problema in così poco tempo?

Thierry Ehrmann: Nel 2000 abbiamo acquisito una piccola fortuna, vale a dire la famosa azienda svizzera Xylogic, composta dagli scienziati che avevano sviluppato tutti gli algoritmi e gli indici del mercato dell’arte dal 1985 in poi. Siamo gli unici a disporre, dieci anni dopo, di queste gigantesche quantità di dati (oltre 700 terabyte) nei nostri centri dati che ospitano quasi 900 server operanti su fibre ottiche di nostra proprietà. Noi non dipendiamo da alcuna società di servizi di IT, il che spiega l’estrema rapidità del nostro sviluppo, il nostro R&S e come mai le nostre spese per l’IT sono così contenute. Ciò che è molto importante per Artprice è che siamo riusciti a creare la più grande collezione al mondo di antichi manoscritti e cataloghi annotati. Questa colossale raccolta di documenti è stata iscritta in conto spese nel contesto del principio di precauzione. Si tratta di un’ottima notizia per i nostri azionisti che si ritrovano con un bilancio dove questi attivi, che sono ovviamente molto importanti, non risultano. Ogni giorno arricchiamo il nostro database con nuovi dati provenienti da tutto il mondo. Abbiamo acquistato database anglosassoni, cinesi, olandesi, senza i quali non potremmo lavorare. Neppure se si incaricassero i migliori storici dell’arte per lo sviluppo, si potrebbe ottenere lo stesso risultato. Ad esempio, per un pittore olandese di nome Van Dick, un cognome molto comune in Olanda, sarebbe impossibile senza il nostro database essere sicuri di parlare dello stesso artista e delle sue opere.

Boursica.com: La gente si chiede « come mai tutti vanno su Artprice ». Voi che rispondete?

Thierry Ehrmann: Semplicemente che non abbiamo veri concorrenti. Siamo gli unici, infatti, a gestire più di un milione di biografie anche di artisti non ancora quotati, e 108 milioni di immagini e incisioni di opere d’arte. Anche chi non ha relazioni particolari con Artprice è costretto a passare da noi per un artista che non è ancora noto, o addirittura completamente sconosciuto. Lo stesso vale per un’opera rara da autenticare. La gente vede solo la punta dell’iceberg di Artprice, ma Artprice è costituito innanzitutto tutto da un enorme mole di lavoro svolto. Mi chiedo addirittura dove abbiamo trovato la forza di farlo! Penso che la passione sia l’unica spiegazione razionale, dopo tutti questi decenni…

Boursica.com: Le acquisizioni di Artprice sono state un successo grazie ai fondi raccolti sul mercato azionario e ai fondi di Groupe Serveur e Groupe Bernard Arnault?

Thierry Ehrmann: Sì, ma solo in parte perché è necessario sapere che il libretto d’assegni non offriva una copertura sufficiente per acquisire tutti quei fondi. Stiamo parlando di storici o di autori famosi dal carattere tremendo, che a volte avevano ricevuto alcune offerte mirabolanti. Ma l’aspetto finanziario era molto secondario per questi individui. Abbiamo dovuto convincere con il nostro progetto personaggi come Frank Van Wilder e Peter Falk Hastings. Questi database rappresentano la ricchezza di Artprice e, ancora, in base al principio di precauzione, il nostro bilancio non riflette il valore reale dei nostri attivi che è molto elevato. E che costituisce anche un patrimonio per i nostri azionisti per gli anni a venire. Gli standard IFRS non consentono di determinare il vero valore della nostra società, ecco quindi da dove ha origine la quotazione di borsa che, guarda caso, è molto più vicina alla verità. Difficilmente il mercato si sbaglia su oltre dieci anni di quotazioni continue come nel caso di Artprice.

Boursica.com: Come gestite il diritto di riproduzione delle opere online?

Thierry Ehrmann: Il diritto di riproduzione delle opere è previsto dal nostro contratto specifico con l’ADAGP, la società più rappresentativa del mondo, che incassa e distribuisce le royalty in oltre 43 paesi. Questo accordo veramente antesignano (2007) per l’economia digitale viene regolarmente utilizzato come esempio dai vari ministri della Cultura in Europa e particolarmente in Francia. Anche in questo caso Artprice ha conquistato un chiaro vantaggio su eventuali outsider.

Boursica.com: Sarebbe possibile creare un’altra « Artprice »?

Thierry Ehrmann: No, assolutamente no. Tutto è tutelato dalla proprietà intellettuale. Per di più io stesso ho studiato legge e diritto sulla proprietà letteraria e artistica e nel 1990 ho creato una lobby per la protezione dei database in Europa, che in seguito è diventato il diritto specializzato del settore. La legge europea è l’equivalente di quello che negli Stati Uniti viene chiamato brevetto software. In parole povere, qualsiasi soggetto, anche se disponesse di fondi per centinaia di milioni di euro, sarebbe soggetto al divieto di creare database o replicare il mercato standardizzato (Place de Marché Normalisée) di Artprice, pena una condanna per contraffazione con una sanzione pecuniaria proporzionale agli investimenti e, per di più, il divieto di utilizzare quei database. Dovrebbe quindi essere un potenziale concorrente non solo dotato di fondi molto consistenti, ma in grado anche di reinventare un’ergonomia e una struttura completamente diversa da Artprice. Per analogia e semplificando l’esempio all’estremo, potremmo dire di aver creato un meccanismo per tutelare il fatto che un’automobile utilizzi ruote gommate. La concorrenza dovrebbe concepire un veicolo circolante su rotaie o su cremagliera. Si tratta di una barriera d’ingresso molto difficile da superare.

Boursica.com: Come vi assicurate di essere collegati alle case d’asta?

Thierry Ehrmann: Oltre l’80% delle case d’asta di tutto il mondo basano i propri cataloghi sui nostri dati: in tempo reale hanno una biografia dell’artista, la tracciabilità dell’opera e le quotazioni e indici dell’artista per stimare il prezzo da proporre. Abbiamo passato due anni, tra il 2001 e il 2003, a chiamare e visitare le 3.600 case d’asta e i 7.400 esperti di tutto il mondo. Questo studio di marketing e ingegneria ci è costato molto caro in termini di trasferte e costi salariali. L’universo delle case d’asta era privo di database e i banditori avevano tutt’al più dei file di Word o Excel. Tra le principali case d’asta, ancor oggi ve ne sono alcune che non dispongono di archivi informatizzati sotto forma di database.

Boursica.com: Com’è possibile avere un simile ritardo informatico e di Internet nel 2011?

Thierry Ehrmann: È pura follia. Ciò detto, una vecchia regola dell’informatica dice che quanto più una professione o un gruppo dispongono di un potere e di una conoscenza elevata, tanto più disprezzano o ignorano il computer, fino al giorno in cui sono costretti a piegarsi alle esigenze dei propri clienti. Ed è qui che Artprice entra in scena. Ecco perché la nostra clientela professionale è estremamente fidelizzata e torna sempre nel corso degli anni. Questo rappresenta anche una garanzia di serietà per i nostri azionisti. Di qui nasce anche la nostra intranet che le case d’asta usano per produrre rapidamente cataloghi cartacei e su Internet e, contemporaneamente, promuovere sul mercato standardizzato di Artprice le proprie vendite future in un solo clic, ad esempio pubblicizzando un’asta di arte contemporanea relativa a 63 artisti, selezionando elettronicamente tra i nostri 1,3 milioni di clienti solo coloro che seguono e cercano quei 63 artisti (o addirittura un determinato periodo di quell’artista). Questa è l' »applicazione killer » sognata da tutte le case d’aste piccole e grandi che spendono una fortuna in pubblicità e marketing. Per una vendita cosiddetta « di prestigio », la voce della pubblicità e del marketing può pesare sulla casa d’aste per il 70-80%, mentre con Artprice il costo è solo del 4,5%.

Boursica.com: Perché la Demeure du Chaos è stata scelta come quartier generale di Artprice? Provocazione o strategia?

Thierry Ehrmann: Né l’una né l’altra cosa. Il mondo della Demeure du Chaos è inseparabile dalla storia di Artprice e del Groupe Serveur, pioniere storico di Internet dal 1987 in poi, la cui sede è nel cuore della Demeure du Chaos. La Demeure du Chaos, o Abode of Chaos secondo il New York Times, è nata nel 1999 dal mio atto concettuale, che si nutre del Caos alchemico di questo nostro XXI secolo, tragico e sontuoso, le cui braci si sono formate l’11 settembre 2001. Ha quasi la stessa età Artprice, dalla quale la separano tre anni. Con più di 1890 reportage giornalistici e audiovisivi in 72 paesi, in dodici anni è diventata una « factory » e un museo imprescindibile, essenziale e unico al mondo, secondo la stampa d’arte internazionale. Si tratta di un museo a cielo aperto gratuito, dove vengono presentate più di 3.627 opere e dove transitano ogni anno 120.000 visitatori. Ogni volta che la stampa artistica mondiale parla della Demeure du Chaos, Artprice viene naturalmente citata. Com’è possibile creare da zero Artprice, una società quasi mitica che fornisce informazioni sul mercato dell’arte al 90% della stampa mondiale, senza essere personalmente immersi nella sua carne e nella sua anima, artisti appassionati di storia dell’arte? Non immaginate neanche quanta gente ormai visita il mio museo, che oggi è il numero due a Lione per numero di ingressi, e tra i visitatori vi sono anche clienti o azionisti di Artprice. Ogni anno teniamo la nostra assemblea generale nella Demeure du Chaos e da dieci anni riceviamo solo incoraggiamenti. Per quanto riguarda i clienti, in particolare le gallerie d’arte del mondo, c’è una grande sensibilità a lavorare con Artprice il cui fondatore è iscritto da oltre venticinque anni alla società dei diritti d’autore come artista scultore. Guardando la mia biografia su Who’s Who si capisce che cosa intendo dire: ho moltissime opere esposte in tutto il mondo. Bisogna tenere presente che il mondo dell’arte è molto epidermico e che per alcuni puristi, negli anni ’90, Artprice, con tutti quegli indici, quelle quotazioni e addirittura il mercato azionario, era un gruppo incapace di cogliere la sensibilità del loro mondo. Con la Demeure du Chaos quei puristi sono diventati i nostri clienti più fedeli. Ecco la vera risposta alla sua domanda!

Boursica.com: Quanto può essere valutata Artprice?

Thierry Ehrmann: Da quasi 120 anni, in base al metodo del confronto, il valore di una casa d’aste nel mondo è costituito per l’80% dal portafoglio clienti, dove ogni cliente ha un valore compreso tra gli 800$ e i 4.000$, e per il 20% dal marchio della casa d’aste, se è particolarmente famoso. Per capire la differenza tra un cliente del valore stimato di 800$ e un altro del valore stimato di 4.000$, occorre tenere presente che il prezzo è calcolato in base a diversi strati di informazioni detenute sul cliente finale.

Boursica.com: Può chiarire il concetto con un esempio specifico?

Thierry Ehrmann: Consideriamo ad esempio un’asta dello scultore Arman (1928-2005). Si potrebbe assegnare al livello 1 (800$) una casa d’aste che dice: « Abbiamo 4.500 clienti che acquistano i neorealisti come Yves Klein, César, Arman e Nikki de Saint Phalle, ecc. ». Il livello 2 si avrebbe se la casa d’aste dicesse di avere anche i clienti che acquistano le sculture di Arman sapendo che è anche pittore e fotografo. Ma attualmente il non plus ultra è i livello 3 di Artprice che può offrire i 4.500 clienti di tutto il mondo che cercano sculture di Arman sul tema molto specifico dei « rifiuti organici ». In questo contesto, il fatto di possedere queste informazioni finali rappresenta il Santo Graal assoluto per le case d’asta o i battitori. Questo perché possono essere sicuri che le aste otterranno il massimo. Si può pertanto concludere che il livello 3 è la valutazione del cliente che lo pone nella fascia superiore da circa 4.000$. Si tratta del metodo più antico per determinare il valore di una casa d’aste. Il grande valore di Artprice consiste nella sua capacità di trovare per una vendita i collezionisti di tutto il mondo che, con la loro presenza, permetteranno di raddoppiare o triplicare il prezzo di vendita dell’opera. In un’asta catalogata di un artista famoso, i nuovi collezionisti dell’altro capo del mondo possono far raddoppiare le vendite e, a questo proposito, Artprice è l’unica a possedere i dati su questi famosi collezionisti di 210 paesi. Possiamo tranquillamente sostenere che Artprice detiene attualmente il 100% dei protagonisti che contano nel mercato dell’arte, i grandi mercanti, i grandi collezionisti, tutte le case d’asta e gli esperti, lo zoccolo duro, quelli che determinano o fanno saltare i prezzi e che si chiamano market-maker. Sono clienti sistematici di Artprice.

Boursica.com: Anche chi vi critica è su Artprice?

Thierry Ehrmann: Anche chi ci critica più aspramente utilizza i nostri dati. Abbiamo 1.300.000 clienti. Possiamo considerare che la valutazione si basi sui livelli di ricerca dei clienti. Più i clienti cercano qualcosa di molto preciso, più la valutazione cresce per questi clienti. Siamo sicuri di proporre le ricerche più affinate. Più la ricerca è affinata, più il cliente è in grado di far crescere i prezzi durante le aste. E più, in quella misura, il cliente risulta interessante per una casa d’aste. Abbiamo un archivio clienti molto completo, con oltre 18 miliardi di registrazioni, conforme alle disposizioni CNIL e a quelle delle autorità europee e americane, che ci permette di sapere esattamente che cosa i nostri clienti cercano o possiedono. In retrospettiva penso onestamente che sia a tutt’oggi il metodo migliore per determinare il valore di una casa d’aste perché viene usato da 120 anni ed è ancora attuale e confermato migliaia di volte in tutto il mondo.

Boursica.com: Quali commissioni praticate sulle transazioni?

Thierry Ehrmann: Siamo molto competitivi perché la mediazione si colloca al 37,5%, secondo il Conseil des ventes volontaires che corrisponde all’AMF del mercato dell’arte, mentre noi ci collochiamo tra il 4,5% e il 7%. Siamo meglio di una banca per una galleria! Offriamo il 4,5% per la transazione più il 3-4,5% sul noleggio del file clienti di cui abbiamo appena parlato, che consente alle case d’asta di mirare con maggiore precisione ai potenziali acquirenti. Infatti, non solo permette alla casa d’aste di mettersi in contatto con le persone che cercano Arman, ma, meglio ancora, di offrire loro il periodo « rifiuti organici di Arman », ad esempio. Allo stesso modo, le commissioni saranno del 4,5% sulle vendite OTC.

Boursica.com: È possibile un’OPA su Artprice?

Thierry Ehrmann: Un’OPA ostile è impossibile a causa dell’autocontrollo di Groupe Server sul capitale Artprice. Per contro, un’OPA amichevole non è da escludere a priori, se si basa su una logica di settore. In particolare, se viene da una casa d’aste quotata in borsa, ci si può fare un pensiero. Per capire meglio Artprice bisogna consultarne il documento di riferimento o relazione annuale: sono delle vere miniere di informazioni sensibili e molto specializzate.

Boursica.com: Artprice ha concorrenti?

Thierry Ehrmann: No. La relazione lo indica chiaramente, perché tutto è protetto a titolo di proprietà intellettuale. C’è solamente, in un ambito diverso rispetto a noi, Artnet che in un anno di borsa realizza quello che noi realizziamo in una settimana. Artnet non fa il nostro stesso lavoro, è quotata solo su un mercato non regolamentato e la sua contabilità non è soggetta a revisione. Per noi equivale a un servizio hosting di lusso privo dello strumento di produzione. Inoltre, in alcuni paesi non sempre ha rispettato il diritto di riproduzione. Per di più, per mancanza di vigilanza si è fatta soffiare il marchio, vale a dire Artnet, da oltre diciotto richiedenti in ventuno paesi, tra cui alcuni molto importanti… Infine le sue tariffe sono esorbitanti, con richieste limitate al mese, caratteristica dell’economia di Internet nei primi anni ’90. Riteniamo che per essere leader mondiali sia necessario praticare una politica tariffaria estremamente aggressiva, come Dell, che ho preso a modello e ha annientato la concorrenza nel mondo dei PC e dei server.

Boursica.com: Artprice abusa di posizione dominante?

Thierry Ehrmann: No! La domanda dà già la risposta. Ciò che viene punito dal garante della concorrenza è l’abuso della posizione dominante, non la posizione dominante stessa. Noi non abbiamo rifiutato alcuna vendita e i nostri prezzi riflettono la realtà dei costi e degli investimenti da noi sostenuti e non pratichiamo alcuna politica selettiva di vendita. Ma soprattutto, siamo gli autori originali dell’insieme dei prodotti e servizi Artprice e rappresentiamo pertanto un’iniziativa innovatrice e innovativa. C’è chi ha tentato un simile approccio con noi ma è stato regolarmente respinto. Per conquistare il mercato lealmente, ma aggressivamente, occorre praticare prezzi così bassi che un’ipotetica concorrenza entrerebbe immediatamente in perdita, a meno di non aver già pagato, come noi, tutti gli investimenti effettuati in 14 anni. Lo dimostra il fatto che nel periodo 2000-2010 non si è presentato nessun concorrente. Per contro, si è perso il conto dei fallimenti di altri siti d’arte che chiudono per mancanza di traffico e, di conseguenza, di fatturato. Ogni settimana riceviamo una decina di offerte di marchi, siti Web o DNS, che tuttavia non ci interessano, tranne nel caso di micro database molto specializzati di mercati emergenti.

Boursica.com: Siete mai stati tentati di comprare Artnet?

Thierry Ehrmann: Ci è stato chiesto tre volte di comprare Artnet, ma non ci interessa in nessun modo, poiché rischieremmo di essere coinvolti in una gran quantità di azioni legali. Siccome il marchio non è stato registrato a livello mondiale verremmo immediatamente trascinati in controversie sulla proprietà intellettuale con gli altri proprietari di Artnet che hanno la ragione dalla loro parte.

Boursica.com: Sembra che altri DNS accedano ai database di Artprice…

Thierry Ehrmann: Sì, certo, ad esempio Artmarket.com. Abbiamo 1.800 DNS generici sul mercato dell’arte in nove lingue. Se si digita Artmarket su Google, Artprice è numero 1 nel ranking grazie al DNS Artmarket.com. Agli inizi degli anni ’90 abbiamo registrato tutta la semantica che consente di avvicinarsi al mercato dell’arte. Alcuni DNS ora valgono come l’oro perché sono generici nella forma più pura come Artmarket, ma ci rifiutiamo di venderli.

Boursica.com: Avete nuovi clienti?

Thierry Ehrmann: Sì, ne arrivano ogni giorno e ci rendiamo conto che l’età media della nostra clientela è in crescita perché si tratta di persone che scoprono Internet. Tant’è vero che dobbiamo aiutarle nella navigazione del sito e su Internet in generale. È nostra politica cercare nuovi clienti, ovunque, e accompagnarli su Artprice. Questa clientela viene chiamata da altri silver surfer. I colossi del marketing li definiscono i navigatori Internet oltre la mezza età (vale a dire oltre i 55 anni). Parallelamente si vedono sempre più spesso giovani collezionisti con un’età media di 30-35 anni: è da qui che nasce il fenomenale successo dell’abbonamento Artprice Smartphone. Ormai il mercato dell’arte è veramente passato dai 500.000 collezionisti del dopoguerra agli oltre 300 milioni di appassionati, collezionisti e professionisti che hanno scelto come terreno di caccia preferito Internet, con la dematerializzazione, in particolare tramite il mercato standardizzato. Senza dubbio il continente asiatico ha fatto esplodere il numero di attori sul mercato dell’arte.

Boursica.com: Come sta Artprice dal punto di vista finanziario?

Thierry Ehrmann: A differenza della stragrande maggioranza delle società quotate, non abbiamo un centesimo di debito. Nessuno scoperto, nessun finanziamento a breve, medio e lungo termine, nessuno strumento finanziario da rimborsare, come le obbligazioni con opzione di conversione e altri prodotti derivati… Questo spesso lascia l’AMF di stucco! Per di più, abbiamo una buona liquidità e un capitale circolante netto negativo. È opportuno precisare che io sono visceralmente contrario agli aumenti di capitale, che non solo diluiscono l’azionariato, ma soprattutto, e spesso questo viene dimenticato, impediscono alla società quotata di registrare un rapido apprezzamento. A riprova di ciò, Artprice ha circa 4 milioni di azioni in circolazione. Se fossimo come la maggior parte delle società regolamentate dell’Eurolist avremmo piuttosto dai 20 ai 40 milioni di azioni in circolazione e la nostra quotazione sarebbe salita di soli 2 o 3EUR in due mesi, a fronte dei 22 guadagnati in 45 giornate di scambi in borsa per un volume di circa 250 milioni di euro.

Boursica.com: Visti i volumi registrati, come è stato possibile non superare la soglia dichiarata?

Thierry Ehrmann: Secondo alcune stime e stando all’ultimo sondaggio TPI, che siamo passati da 18.000 azionisti a circa 27.000, probabilmente. Nel 2010, l’81% dei nostri clienti erano azionisti Artprice. È una garanzia di sicurezza perché queste persone sanno quasi tutto di Artprice. A volte sono loro a segnalarci obiettivi di acquisto o a darci idee per migliorare i nostri database.

Boursica.com: E i fondi cinesi?

Thierry Ehrmann: La nozione di superamento della soglia non è un concetto che comprendono. Pertanto accedono attraverso account multipli, il che consente loro di tenersi sotto al limite. Abbiamo fatto alcune teleconferenze con i gestori di fondi, 2 o 3 dei quali si trovano a Hong Kong. Non mi era mai capitato di vendere una cosa simile in precedenza. Di sicuro non comprano per clienti francesi.

Boursica.com: Quanto tempo pensa che durerà il processo legislativo per portare a termine la legge di liberalizzazione delle aste?

Thierry Ehrmann: È al massimo una questione di settimane. È opportuno ricordare che in meno di 45 anni la Francia è passata dal 1º posto mondiale al 4 º e che attualmente il gradino più alto del podio è occupato dalla Cina, seguita dagli Stati Uniti e poi dalla Gran Bretagna. Per di più, lo scandalo Drouot incide notevolmente. Ogni settimana assistiamo a nuovi sviluppi di questa vicenda. I rinvii a giudizio sono solo all’inizio. Vi invito a leggere il libro « Adjugé Volé » (Aggiudicato, rubato) di Michel Deléan su questo caso. Ci sono già 39 rinvii a giudizio. Il governo sembra determinato ad andare fino in fondo, sapendo che Drouot rappresenta il 45% del mercato d’arte francese. Abbiamo fatto infuriare l’Europa sul recepimento della direttiva nel diritto nazionale e le pressioni sulla Francia sono enormi. Si tratta di un affare di Stato, con il rischio di pesanti sanzioni da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea. D’altronde, l’autorità francese del mercato dell’arte, il CVV, ritiene che per la Francia una riforma troppo mite equivarrebbe a un suicidio e che dopo le ingiunzioni di Bruxelles, il deferimento alla Corte di giustizia europea sia molto vicino. Nel 2000 siamo stati i primi a scrivere la legge, il Code des Ventes Volontaires et Judiciaires o codice delle vendite volontarie e giudiziarie, che è diventato il punto di riferimento per i banditori francesi. È l’unica opera (1.800 pagine) che illustra la prima riforma del 2000 e la sua mancata applicazione. La riforma del 2000 è stata una grande messinscena perché i banditori hanno conservato il proprio monopolio, che risale al 1535, a cui è stato aggiunto l’obbligo di richiedere l’autorizzazione per ogni vendita, autorizzazione che veniva concessa pochi giorni o addirittura poche ore prima della vendita. Si tratta di un vero ostacolo alla libera circolazione dei beni e dei servizi in Europa, in particolare per le aste di opere d’arte su Internet. Ci sono tutti fattori per il successo. Il processo è stato definitivamente approvato. Il treno della storia è in viaggio e siamo su questo treno che adesso nulla può fermare. È stato necessario solo essere pazienti e aggressivi per sconfiggere questo monopolio che durava da 500 anni seguendo una via crucis legislativa di dieci.

Boursica.com: Perché non vi siete trasferiti altrove?

Thierry Ehrmann: Perché il costo di uno spostamento sarebbe stato maggiore, per non parlare poi di altre conseguenze come la comunicazione in lingua straniera, le quotazioni su un nuovo mercato, il trasferimento fisico di tutto il sistema e del personale, ecc.

Boursica.com: Che ne pensa dell’ISF, l’imposta sul patrimonio?

Thierry Ehrmann: Si tratta di un argomento molto serio. È il blocco parlamentare di centrodestra dell’UMP che ha avanzato questa proposta. La loro intenzione è di creare un ISF che colpisca solo le plusvalenze latenti incontestabili. Non sono per forza d’accordo. Non credo che questa sia la soluzione giusta, ma i parlamentari hanno capito che Artprice permette di dire ai collezionisti che le opere di loro proprietà generano un rendimento esatto. Per contro, è chiaro che ciò favorirà Artprice come luogo di scambio commerciale perché le persone beneficiano dell’anonimato. Artprice, infatti, tutela l’identità del compratore e del venditore, cosa impossibile per le case d’asta fisiche. Abbiamo notato che la quantità di portafogli virtuali creati dai nostri clienti è esplosa il giorno in cui è stato dato questo annuncio e, nelle ore successive, lo stesso è successo con le simulazioni di quotazione delle collezioni.

Boursica.com: È concepibile una rapida transizione verso SRD Long Only?

Thierry Ehrmann: Forse a settembre. È il comitato scientifico di Euronext che deve decidere. Ma è chiaro che noi superiamo i criteri di ammissione.

Boursica.com: Avete condotto dei backtest sul sistema per le future aste online?

Thierry Ehrmann: Certo, abbiamo condotto alcuni test beta all’estero e tutto funziona. Le case d’asta sono già collegate alla nostra rete Intranet per i cataloghi. Per quanto riguarda il mercato, penso che sarà costituito per l’80% da case d’asta e professionisti e per il 20% da collezionisti e singoli individui. Non appena la legge sarà approvata, i nostri migliori clienti saranno i banditori. Sono loro stessi a dirlo: « Possiamo operare solo con Artprice ». Hanno perso il treno di Internet sul finire degli anni ’90 e poi quello del 2005. Adesso è troppo tardi e troppo costoso. Si gioca ormai con il tutto esaurito.

Boursica.com: Qual è la penetrazione si Artprice sul mercato cinese?

Thierry Ehrmann: Per avere successo abbiamo acquisito molti database cinesi. Diversamente, sarebbe stato impossibile. Abbiamo avuto il pieno appoggio diplomatico da parte delle autorità cinesi. Si è trattato di una necessità perché le case d’asta cinesi sono sotto il controllo parziale del governo. Il Dipartimento degli Affari Culturali cinese ci ha aiutato per dimostrare che la Cina è il N. 1 del mercato globale dell’arte. Abbiamo personale cinese a Lione. Sono passati quattro anni dal momento in cui abbiamo deciso di operare sul mercato cinese e il momento in cui siamo diventati operativi.

Boursica.com: Ha avuto difficoltà a diventare un leader mondiale? Non le hanno mai rinfacciato il suo modo di procedere?

Thierry Ehrmann: Sì e me ne assumo la responsabilità al 100%. In quattordici anni abbiamo dovuto affrontare 126 cause giudiziarie in diversi paesi, promosse in particolare dai distributori dei libri di quotazioni che avevamo acquistato dalle case editrici. Erano distributori che volevano la propria parte su Internet. Abbiamo affrontato in giudizio anche numerosi falsificatori di Artprice per i quali la nostra tolleranza è pari a zero. Abbiamo vinto 117 processi e tra questi vi sono tutti quelli più importanti. Ad esempio i processi contro le cinque case d’asta francesi, alcune delle quali si trovano attualmente presso Drouot. Hanno tutte rinunciato a ricorrere in appello, tranne Camard, che stiamo perseguendo penalmente. Le cause perse erano nei confronti di terzi e non hanno influenzato le attività della società né i suoi conti né i suoi obiettivi. Christie’s Monde è stata una delle nostre vittorie più belle.

Boursica.com: È legittimo aspettarsi un dividendo in tempi brevi?

Thierry Ehrmann: Sì. Credo che sarà nel 2013-2014, secondo le nostre previsioni. Prima di allora penso che avremo arricchito i nostri azionisti in modo significativo con la quotazione delle azioni. Rafforzeremo innanzitutto la nostra posizione di fondi propri, per finanziare i server e altre apparecchiature molto costose che ci servono per svilupparci nel mondo con la massima sicurezza. Ricordo che siamo gli unici ad essere proprietari dei nostri data center. Siamo considerati pionieri di Internet in Francia. Groupe Serveur è stato il primo provider francese e il secondo in Europa, come ha dichiarato anche Time Magazine. L’arricchimento dei nostri azionisti sarà così elevato che non sarà possibile avere subito e contemporaneamente azioni e dividendi! Tanto più che non abbiamo mai provveduto a un aumento di capitale.

Boursica.com: Che impatto avrà la modifica della legge in materia di fatturato annuo?

Thierry Ehrmann: Registrerà un boom per motivi puramente meccanici! La crescita sarà colossale.

Boursica.com: È legittimo considerare che la quotazione di 30EUR sia solo un inizio?

Thierry Ehrmann: È opportuno notare che la quotazione è ritornata ai livelli raggiunti nel 2005-2006, quando abbiamo iniziato a parlare di recepimento della direttiva sui servizi. I 30EUR sono appena l’inizio, un semplice ritorno in pari prima che la Francia esasperasse per cinque anni l’Europa con il suo lato patetico. Se si vuole ragionare seriamente, possiamo partire solo da una base di 67EUR, vale a dire la quotazione più alta. Abbiamo mantenuto tutti gli impegni indicati nel nostro prospetto di quotazione. Siamo addirittura molto al di sopra degli impegni indicati nel prospetto del 1999. I 67EUR erano il prezzo di mercato quando il mercato standardizzato non esisteva ancora. È quindi assolutamente logico aspettarci un avvio di quotazione che si collochi meccanicamente oltre i 67EUR. Il detto « quotazione vista, quotazione rivista » è una regola di borsa molto antica.

Boursica.com: Infine una previsione: quale sarà il futuro di Artprice?

Thierry Ehrmann: Gli impegni che avevamo preso nel 1999 con il prospetto di quotazione erano molto ambiziosi. Li abbiamo tutti soddisfatti ben oltre quello che era stato indicato nel prospetto, superando la crisi del Nasdaq nel 2000, gli attacchi dell’11 settembre 2001, la guerra in Iraq del 2003, la grande crisi finanziaria iniziata nel 2007, che è tutt’altro che finita. In questo decennio, il più disastroso degli ultimi due secoli, conosco poche società quotate sul mercato regolamentato che ne sarebbero uscite vive senza un aumento di capitale, acquisendo contemporaneamente una posizione di leader mondiale. Per concludere questa intervista, credo onestamente che Artprice abbia coperto solo il 10% del suo percorso storico.

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Découvrir l’alchimie et l’univers d’Artprice avec le documentaire d’Artprice (plus de 2,7 millions de vues en 18 mois) http://web.artprice.com/video ou écrire à Artprice pour recevoir sans frais ce DVD.

Artprice est le leader mondial des banques de données sur la cotation et les indices de l’art avec plus de 27 millions d’indices et résultats de ventes couvrant 450 000 artistes. Artprice Images(R) permet un accès illimité au plus grand fonds du marché de l’art au monde, bibliothèque constituée de 108 millions d’images ou gravures d’oeuvres d’art de 1700 à nos jours commentées par ses historiens. Artprice enrichit en permanence ses banques de données en provenance de 3 600 Maisons de ventes et publie en continu les tendances du marché de l’art pour les principales agences et 6300 titres de presse dans le monde. Artprice diffuse auprès de ses 1 300 000 membres (member log in), ses annonces normalisées, qui constituent désormais la première place de marché mondiale pour acheter et vendre des oeuvres d’Art (source Artprice).

juin 20, 2011 Posted by | 999, Artmarket Marché de l'Art, Artprice | , , , , , , , , , , , | Laisser un commentaire

Entrevista exclusiva a Thierry Ehrmann, Fundador de Artprice.com

Boursica.com: ¿Podría recordarnos cómo nació Artprice?

Thierry Ehrmann: Bueno, en primer lugar, es el fruto de un inmenso e increíble trabajo colectivo llevado a cabo por historiadores del arte. En 14 años, hemos comprado prácticamente todos los fondos editoriales de Europa y EE.UU. y a continuación, de Asia. Abarca tanto a editoriales, fondos editoriales de arte de todo el mundo como a elementos de activos y representa más de 30 millones de €. Hay que saber que, a través de Groupe Serveur, del que soy fundador (casa madre de Artprice, la empresa especialista en bancos de datos jurídicos, judiciales y científicos), estamos en Internet desde 1985 y gracias a ello, pudimos preparar e identificar nuestros objetivos clave a nuestra llegada al mercado del arte en los años 90.

Boursica.com: ¿En qué consistían estos objetivos?

Thierry Ehrmann: Los objetivos eran sociedades míticas como, por ejemplo, le Guide Enrique Mayer (1962/1987), el famoso Dictionnaire des ventes d’art 1700-1900 del Doctor H. Mireur, el líder americano Sound View Press, con cerca de 50 bases de datos sobre los EE.UU (1991), las Ediciones Franck Van Wilder (1970), la sociedad suiza Xylogic (especialista mundial en índices del mercado del arte) (1985), el banco de datos Bayer sobre el mercado del arte anglosajón de 1700 de 1913, Monogramas y Firmas de Caplan (EE.UU.), obra de referencia mundial (1976), L’Argus du Livre de Collection et des manuscrits (Francia), la obra de referencia mundial (1982); la lista es muy extensa… Y los compramos todos. También hay una política de compra sistemática desde hace 14 años, de manuscritos y catálogos, principalmente de 1700 a 1970, procedentes de todo el mundo. No podíamos hacer otra cosa que adquirir este saber histórico, si no, no podríamos estandarizar el mercado del arte de manera exacta ni conocer la trazabilidad perfecta de las obras y su correcta atribución a la biografía del artista. Superamos con creces la cifra del millón de horas de trabajo, en el que participaron historiadores, investigadores y periodistas del mercado del arte, que documentaron y escribieron sobre todas las obras derivadas de estos manuscritos y catálogos, especialmente del siglo XVII a nuestros días. Por este motivo, tenemos el banco de datos de información más grande del mercado de todo el mundo, lo que permite realizar un seguimiento de las obras de arte a lo largo de los siglos con 108 millones de imágenes o gravados de obras de arte desde 1700 a nuestros días, comentadas por nuestros historiadores de arte. No es algo casual que Artprice enriquezca en tiempo real sus bancos de datos procedentes de casi 4.500 casas de subastas y publique de manera continua las tendencias del mercado del arte para las principales agencias y 6.300 títulos de prensa en el mundo. Cada día, estamos presentes, sin pagar un céntimo, en toda la prensa mundial con nuestro copyright y nuestra página web. ¿Qué más se puede pedir en cuanto a notoriedad y comunicación?

Boursica.com: ¿Puede concluir su relato sobre el nacimiento de Artprice?

Thierry Ehrmann: Volviendo al nacimiento de Artprice, nos remontamos a las premisas del mercado del arte, que nació prácticamente en 1700 pues es sólo a partir de este período cuando el artista empieza a consolidarse realmente, recibiendo pedidos de los príncipes de la Iglesia y luego de los príncipes de sangre, para acabar produciendo para responder a la demanda. Es en este momento cuando podemos considerar el nacimiento del mercado del arte en el sentido económico del término. Desde hace 14 años, tenemos expertos y marchantes que trabajan para nosotros en todo el mundo y en cuanto tienen manuscritos, nos avisan y compramos los manuscritos y catálogos. Realizamos compras de tal envergadura que poco a poco hemos instaurado un estado de agotamiento. Al principio, comprábamos a precios muy elevados y progresivamente la técnica del recorte funcionó y los últimos fueron comprados cada año a precios muy razonables… Este fondo es único en el mundo y lo abrimos, con una previa autorización de nuestra parte, a investigadores de todo el mundo.

Boursica.com: ¿Cuál es su valor añadido sobre estos fondos documentales?

Thierry Ehrmann: Nuestro trabajo en los bancos de datos de Artprice es ante todo un trabajo de minero de extracción. Cada día hay que bajar a la mina y esto es algo que llevamos haciendo 15 años. En los años 2000, nuestra plantilla creció a más de un centenar de empleados mientras que ahora somos 45 ya que, en la actualidad, todo el trabajo se realiza en bancos de datos. El número de empleados se dividió por tres y el número de servidores se multiplicó por cerca de 30 a lo largo de la última década. Para estandarizar el mercado del arte, hubo que consultar todo el inventario de las obras de arte y la biografía de cientos de miles de artistas del siglo IV a.C. a nuestros días, llegando a encontrar a veces cientos de homónimos a los cuales había que asignar sus obras correspondientes.

Boursica.com: ¿Cómo crean sus índices de referencia sabiendo que cada cuadro es único por naturaleza?

Thierry Ehrmann: Por ejemplo, si tenemos una obra datada de 1850 y la vemos pasar de casa de subastas en casa de subastas a lo largo de décadas, podemos estar seguros de que se trata efectivamente de la misma obra. Conocemos la cotización y el rendimiento año por año y es por ello, que somos la única empresa del mundo que cuenta con un método econométrico irreprochable sobre el conjunto de las obras. En econometría, es lo que se denomina el método de las « ventas repetidas ». Porque trabajamos en un mercado homogéneo. Los demás efectúan medias aritméticas, abusan del método de los comparables pero ello induce a error ya que sus estudios se basan en un mercado de tipo heterogéneo.

Boursica.com: ¿Cómo pudieron solventar este problema en tan poco tiempo?

Thierry Ehrmann: Por este motivo, compramos una pequeña fortuna en 2000, la famosa sociedad suiza Xylogic, compuesta por científicos que habían elaborado todos los algoritmos e índices del mercado del arte desde 1985. Somos los únicos que contamos, 10 años después, con estas bases de datos gigantescas (más de 700 teraoctetos) en nuestras propias salas informáticas con cerca de 900 servidores operando en nuestras propias fibras ópticas, de las que somos propietarios. No dependemos de ninguna SSII, lo que explica la extrema rapidez de nuestros desarrollos, nuestra I+D y nuestro bajo gasto informático. Lo que es muy importante para Artprice es que hemos logrado constituir la mayor colección de manuscritos y catálogos antiguos anotados del mundo. Este fondo documental colosal ha pasado incluso a la cuenta de gastos como medida de precaución, lo cual es una noticia estupenda para nuestros accionistas que cuentan con un balance que no revela estos activos que evidentemente son muy importantes. Todos los días enriquecemos nuestras bases de datos con nuevos datos procedentes de todo el mundo. Hemos comprado bases de datos anglosajonas, chinas, holandesas, sin las cuales no podríamos trabajar. Aunque reuniéramos a los mejores historiadores de arte para trabajar en el desarrollo, no podrían lograr el mismo resultado. Por ejemplo, si tomamos como ejemplo un pintor holandés que se llama Dick Van, un patronímico muy extendido en Holanda, es imposible sin nuestras bases de datos estar seguros de que hablamos del mismo pintor y de sus obras.

Boursica.com: Cuando la gente pregunta por qué recurre todo el mundo a Artprice, ¿qué responden ustedes?

Thierry Ehrmann: Pues simplemente que esto se debe a que no tenemos ninguna competencia real, ya que somos los únicos que gestionamos más de un millón de biografías y también artistas que aún no están cotizados y 108 millones de imágenes o grabados de obras de arte. Incluso la persona que no siente demasiada devoción por Artprice se ve obligada a pasar por nosotros cuando se trata de un artista que no es muy conocido aún o que es incluso totalmente desconocido. Lo mismo ocurre con una obra difícil de autentificar. La gente sólo ve la punta del iceberg de Artprice, pero Artprice es ante todo el resultado de un trabajo previo enorme. ¡A veces me pregunto incluso de dónde pudimos obtener tanta fuerza para sacarlo adelante! Creo que la pasión es la única explicación racional después de todas estas décadas…

Boursica.com: ¿El dinero recaudado en bolsa junto con los fondos del Groupe Serveur y del grupo Bernard Arnault son la fuente del éxito de las adquisiciones de Artprice?

Thierry Ehrmann: Sí, pero sólo en parte ya que hay que saber que no bastaba con tener un talonario para adquirir todos estos fondos. Son historiadores o autores famosos con un carácter terrible que a veces recibían ofertas desorbitadas pero el aspecto financiero era muy secundario para estas personalidades. Hubo que convencerles con nuestro proyecto, como ocurrió en los casos de Frank Van Wilder o Peter Hastings Falk. Estas bases de datos son la riqueza de Artprice y, como medida de precaución, nuestros balances tampoco reflejan en este caso el valor real de nuestros activos, que son muy importantes. También es la riqueza para nuestros accionistas para los próximos años. Las normas IFRS no permiten dar el verdadero valor de nuestra sociedad, de ahí la cotización en bolsa que, casualmente, se aproxima mucho más a la verdad. El mercado rara vez se equivoca.Y menos en el caso de Artprice, que lleva más de 10 años cotizando de continuo.

Boursica.com: ¿Cómo abordan el derecho de reproducción de las obras en línea?

Thierry Ehrmann: El derecho de reproducción de las obras está garantizado por nuestro contrato específico cerrado con la ADAGP, la empresa más representativa del mundo, que percibe y reparte los derechos de autor en más de 43 países. Este acuerdo, precursor (2007) en la economía digital, suelen tomarlo con frecuencia de ejemplo los distintos ministerios de cultura de Europa y, especialmente, de Francia. En este punto también, Artprice lleva un claro adelanto frente a posibles outsiders.

Boursica.com: ¿Es posible realizar otro « Artprice »?

Thierry Ehrmann: No, en absoluto. Todo está protegido por las leyes de la propiedad intelectual. Cuento además con una formación de jurista en propiedad literaria y artística y, en los años 90, creé incluso un lobby para la protección de los bancos de datos en Europa que después se convirtió en derecho « Sui Generis ». Este derecho en Europa es el equivalente de lo que llamamos en EE.UU. las patentes informáticas. En palabras llanas, cualquier persona dotada de varios cientos de millones de € no tendría permiso para construir los bancos de datos o el Mercado Estandarizado de Artprice, e incurriría encima en una condena por falsificación que derivaría en una multa proporcional a las inversiones y además, en la prohibición de explotar sus bancos de datos. Por tanto, se necesitaría un rival que no sólo estuviera dotado de fondos muy importantes sino también que pudiera reinventar una ergonomía y una arborescencia totalmente distinta a las de Artprice. Por analogía y simplificando al extremo, se podría decir que hemos protegido el hecho de que un coche tenga ruedas redondas. Nuestro adversario tendría que ser capaz de imaginar que el vehículo vaya sobre raíles o con una cremallera, lo que representaría una barrera de entrada extremadamente difícil de superar.

Boursica.com: ¿Cómo puede estar tan seguro de haberse hecho con el mercado de las subastas?

Thierry Ehrmann: Más del 80% de las casas de subastas de todo el mundo elaboran sus catálogos a partir de nuestros datos. En tiempo real, obtienen la biografía del artista, la trazabilidad de la obra y las cotizaciones e índices del artista para estimar el precio. Pasamos dos años, de 2001 a 2003, realizando llamadas y visitas a las 3.600 casas de subastas y a los 7.400 tasadores. Este estudio de marketing e ingeniería nos costó muy caro en desplazamientos por todo el mundo y en cargas salariales. El universo de las casas de subastas no contaban con bancos de datos. Los subastadores tenían, en el mejor de los casos, ficheros Word o Excel. Entre las casas de subastas más grandes, aún en la actualidad, algunas no tienen aún ficheros informatizados en forma de bancos de datos.

Boursica.com: ¿Cómo es posible tener un retraso tan grande en informática e Internet en 2011?

Thierry Ehrmann: Es simplemente de locos. Dicho esto, una vieja regla informática nos dice que cuanto más poder y saber existe en una profesión o corporación social, más desprecia o ignora ésta la informática hasta el día en el que se ve obligada a plegarse a las exigencias de sus clientes y aquí es donde entra Artprice, en el momento oportuno. De ahí nuestros clientes profesionales, que se muestran muy receptivos y recurren con frecuencia a nuestros servicios a lo largo de los años. Aquí también demostramos nuestro serio compromiso con nuestros accionistas. De ahí nuestra Intranet, a través de la cual la casa de subastas puede producir rápidamente su catálogo en papel y en Internet y al mismo tiempo difundir en el mercado estandarizado de Artprice sus ventas futuras con un simple clic e impulsar, por ejemplo, una venta contemporánea que incluya a 63 artistas, seleccionando en modo electrónico de entre nuestros 1,3 millones de clientes únicamente los que siguen y buscan a estos 63 artistas (o incluso un período determinado propio del artista). Es la « killer application » con la que soñaban todas las casas de subastas, pequeñas o grandes, que gastaban fortunas en publicidad y marketing. Para una venta denominada « de prestigio », la partida de publicidad y marketing puede representar en la casa de subastas un porcentaje del 70% al 80% mientras que esta partida con Artprice sólo les cuesta un 4,5%.

Boursica.com: ¿Por qué eligieron la Demeure du Chaos como sede social de Artprice? ¿Provocación o estrategia?

Thierry Ehrmann: Ni lo uno ni lo otro, el universo de La Demeure du Chaos es indisociable de la historia de Artprice y del Groupe Serveur, pionero histórico de Internet desde 1987 cuyas sedes sociales están en el corazón de la Demeure du Chaos. La Demeure du Chaos, « Abode of Chaos » en palabras del New York Times, nació en 1999 de mi acto conceptual, que se nutre del caos alquímico de nuestro siglo XXI, trágico y suntuoso, cuyas brasas nacen el 11 de septiembre de 2001. Tiene casi la misma edad que Artprice con una diferencia de casi 3 años. Se ha convertido hoy en día, con más de 1.890 reportajes de prensa escrita y audiovisual de 72 países en 12 años, en una factoría y un museo de visita obligada y único en el mundo, según la prensa internacional. Es un museo a cielo abierto y gratuito, que presenta más de 3.627 obras, donde convergen cada año 120.000 visitantes. Cada vez que la prensa artística mundial habla de la Demeure du Chaos, Artprice aparece citada naturalmente. ¿Cómo se puede construir de la nada Artprice, sociedad casi mítica que abastece al 90% de la prensa mundial con información del mercado del arte, sin ser uno mismo en cuerpo y alma, un artista plástico apasionado de la historia del arte? No se imagina el número de visitantes que acuden a mi museo, actualmente el número dos en Lyon en número de entradas, y que también son clientes o accionistas de Artprice. Cada año hacemos nuestra junta general en la Demeure du Chaos y sólo recibimos comentarios alentadores desde hace 10 años. Los clientes y sobre todo, las galerías de arte del mundo, se muestran muy sensibles a la hora de trabajar con Artprice, cuyo fundador está inscrito desde hace más de 25 años en las sociedades de derecho de autor como escultor plástico. Consulte mi biografía en el Who’s Who y lo entenderá. Hay una gran parte de mis exposiciones en todo el mundo. Hay que saber que el mundo del arte es muy epidérmico y que Artprice, para algunos puristas, era en los años 90, un grupo que no captaba la sensibilidad de su mundo a través de sus índices, cotizaciones y estadísticas, por no hablar del hecho de estar presente en bolsa. Con la Demeure du Chaos estos puristas se convirtieron en nuestros clientes más fieles. ¡He aquí la verdadera respuesta a su pregunta!

Boursica.com: ¿A cuánto puede ascender el valor de Artprice?

Thierry Ehrmann: Desde hace casi 120 años, según el método de los comparables, el valor de una casa de subastas en el mundo es el 80% de su fichero de clientes, entre 800 y 4.000 dólares por cliente, y el 20% por la marca de la casa de subastas si esta última tiene una gran notoriedad. Para entender correctamente la diferencia entre una partida de clientes estimada en 800 dólares y otra en 4.000 dólares, habrá que calcular el precio a partir de los estratos de información que se tengan sobre el cliente final.

Boursica.com: ¿Puede dar un ejemplo concreto para ilustrarlo más claramente?

Thierry Ehrmann: Tomemos como ejemplo una venta del escultor Arman (1928/2005). Se podría definir el grado uno (800 dólares) cuando la casa de subastas le dice: « Tengo 4.500 clientes que compran obras de los nuevos realistas como Yves Klein, César, Arman o Nikki de Saint-Phalle etc. » El grado 2 se produciría cuando la casa de subastas le precisa que también tiene clientes que sólo compran esculturas de Arman sabiendo que también es pintor y fotógrafo. Pero el nec plus ultra que sólo Artprice puede ofrecer a día de hoy es el grado 3, en el que se puede ofrecer los 4.500 clientes del mundo que buscan las esculturas de Arman sobre un tema tan concreto como el de las « papeleras orgánicas ». En este marco, contar con la información final constituye para las casas de subastas o los marchantes el Santo Grial absoluto. Ya que de este modo podrán asegurarse de que las subastas alcancen las cotizaciones máximas. Por tanto, podemos deducir que el grado 3 es la estimación en la horquilla alta de unos 4.000 $ por cliente. Es el método más antiguo para estimar el valor de una casa de subastas. El gran valor de Artprice es poder encontrar para una venta a coleccionistas de todo el mundo que, mediante su presencia, van a permitir duplicar o triplicar el precio de venta de la obra. En una venta catalogada sobre un artista conocido, nuevos coleccionistas del otro extremo del planeta pueden hacer que se duplique la venta y en este punto, Artprice es el único que posee estos famosos coleccionistas en 210 países. Podemos afirmar sin dificultad que actualmente tenemos en Artprice al 100% de los actores principales del mercado del arte, los grandes marchantes, los grandes coleccionistas, la totalidad de las casas de subastas y los tasadores, el núcleo duro, los que hacen y deshacen los precios y que reciben el nombre de market-makers. Todos ellos son sistemáticamente clientes de Artprice.

Boursica.com: ¿Incluso sus detractores están en Artprice?

Thierry Ehrmann: Incluso nuestros peores detractores se sirven de nuestros datos. Tenemos 1.300.000 clientes. Se puede considerar que la estimación de valor se realiza en función de los niveles de búsqueda de los clientes. Cuantos más clientes que busquen algo muy concreto tengamos, más importante será la estimación de valor para estos clientes. Estamos seguros de ofrecer las búsquedas más afinadas. Cuanto más afinada es la búsqueda, mayor posibilidad tiene el cliente de hacer subir los precios, por lo que este cliente resulta aún más interesante para una casa de subastas. Tenemos un fichero de clientes extremadamente completo con más de 18.000 millones de registros y conforme a la CNIL, las autoridades europeas y americanas, lo que nos permite saber exactamente lo que buscan o poseen nuestros clientes. Mirándolo desde fuera, pienso que, a día de hoy, se trata sin lugar a dudas del mejor método para estimar el valor de una casa de subastas porque data de 120 años y siempre está actualizada y testada miles de millones de veces en todo el mundo.

Boursica.com: ¿Qué comisiones percibirán ustedes sobre las transacciones?

Thierry Ehrmann: Somos muy competitivos ya que la intermediación se sitúa en el 37,5% según el Consejo de Ventas Voluntarias, que es la AMF del mercado del arte mientras que nosotros estaremos entre el 4,5% y el 7%. ¡Seremos mejores que un banco para una galería! Solicitaremos el 4,5% por la transacción y además entre el 3% y el 4,5% sobre el alquiler del fichero de clientes del que acabamos de hablar, lo que permitirá a las casas de subastas dirigirse mejor a los compradores potenciales, ya que pondremos en relación con la casa de subastas a las personas que busquen obras de Arman y, lo que es mejor, les propondremos el período de « papeleras orgánicas de Arman », por ejemplo. Asimismo, las comisiones serán del 4,5% sobre las ventas de común acuerdo.

Boursica.com: ¿Se puede lanzar una OPA a Artprice?

Thierry Ehrmann: Es imposible lanzar una OPA salvaje debido al autocontrol de Groupe Serveur sobre el capital de Artprice. Sin embargo, una OPA amistosa, por qué no, si tiene una lógica industrial especialmente con una casa de subastas cotizada en Bolsa, se puede considerar. Para entender mejor a Artprice, hay que consultar su documento de referencia o informe anual. Son verdaderas minas de oro en términos de información sensible y muy precisa.

Boursica.com: ¿Artprice tiene competencia?

Thierry Ehrmann: No, esto aparece claramente explicado en el informe, ya que todo está protegido por las leyes de propiedad intelectual. Nos encontramos simplemente en un perímetro distinto que la sociedad Artnet, que obtiene en volumen en un año en Bolsa lo que nosotros obtenemos en una semana. Artnet no desempeña el mismo trabajo que nosotros, sólo cotiza en un mercado no regulado y sus cuentas no están auditadas. Para nosotros, es un alojamiento de lujo que no posee su herramienta de producción. Además, sigue sin respetar el derecho de reproducción en determinado número de países. Y, por si fuera poco, ha dejado que le usurpen su marca Artnet por falta de control más de 18 solicitantes de patente de 21 países y no de los menos importantes… Por último, sus tarifas son desorbitadas y ofrecen búsquedas limitadas por mes, lo que era propio de la economía de Internet de principios de los años 90. Consideramos que para ser líder mundial, hay que practicar una política tarifaria extremadamente agresiva como Dell, que para mí es un modelo y que ha laminado el universo del PC y del Servidor.

Boursica.com: ¿Abusa Artprice de su posición dominante?

Thierry Ehrmann: Rotundamente no. Su pregunta cuenta con la respuesta , lo que está castigado por las autoridades de la competencia es el abuso y no la posición dominante. No hemos rechazado ninguna venta, nuestros precios reflejan la realidad de nuestros costes e inversiones y no disponemos de una política de venta selectiva pero, sobre todo, somos los autores originales del conjunto de los productos y servicios de Artprice y, por tanto, una iniciativa novedosa e innovadora. Ya probaron algunos este enfoque con nosotros y fueron sistemáticamente desestimados. Para tomar el mercado de manera leal pero agresiva hay que fijar precios tan bajos que una hipotética competencia incurriría inmediatamente en pérdidas por no haber pagado como nosotros todas las inversiones a lo largo de 14 años. Prueba de ello es, a mi parecer, que a lo largo del período 2000/2010 no ha aparecido ninguna competencia. Sin embargo, ya no contamos el número de fracasos de sitios web de arte que cierran por falta de visitas y por tanto, de volumen de negocios. Cada semana recibimos alrededor de una decena de solicitudes de compra de marcas, de sitios web o de DNS pero esto no tiene ningún interés para nosotros, salvo en el caso de algunas microbases de datos muy minuciosas sobre países emergentes.

Boursica.com: ¿Han tratado de adquirir Artnet?

Thierry Ehrmann: Hemos recibido tres solicitudes de compra de Artnet pero no vemos ningún interés en ello y sí el riesgo de exponernos a múltiples demandas judiciales. En cuanto a la marca, como no está patentada a escala mundial, nos veríamos inmediatamente inmersos en conflictos de propiedad intelectual con los demás propietarios de Artnet, que están en su derecho de hacerlo.

Boursica.com: Parece que otros DNS acceden a los bancos de datos de Artprice…

Thierry Ehrmann: Sí, por supuesto, como por ejemplo, Artmarket.com. Tenemos 1.800 DNS que son genéricos en torno al mercado del arte en 9 idiomas. Si teclea « Artmarket » en Google, obtendrá Artprice en la posición número 1 del ranking gracias al DNS Artmarket.com. A principios de los 90, patentamos toda la semántica que permitiera abordar el mercado del arte. Hoy en día, algunos de ellos valen oro ya que son genéricos en estado puro como Artmarket, pero nos negamos a venderlos.

Boursica.com: ¿Les llegan nuevos clientes?

Thierry Ehrmann: Sí, todos los días y nos damos cuenta de que la edad media de nuestra clientela aumenta ya que tenemos personas que descubren Internet hasta tal punto que debemos ayudarles en su navegación por el sitio web y por Internet en general. Tenemos la política de salir a buscar nuevos clientes, allí donde estén, y acompañarlos a Artprice. Esta clientela recibe el nombre, entre otros, de silver surfers, y está definida por los gigantes del marketing como los navegantes de sienes plateadas o, dicho de otro modo, los Seniors (más de 55 años). Asimismo, vemos cada vez a más jóvenes coleccionistas con una media de edad de 30 a 35 años, de ahí el éxito extraordinario del abono Artprice Smartphone. Y es que el mercado del arte ha pasado en el mundo de 500.000 coleccionistas en el tiempo de la posguerra a cerca de 300 millones de amateurs, coleccionistas y profesionales, cuyo terreno de caza predilecto es ahora Internet con la desmaterialización, especialmente a través del Mercado Estandarizado. Es evidente que el continente asiático ha hecho explotar el mercado del arte en número de actores.

Boursica.com: ¿Cuál es la salud financiera de Artprice?

Thierry Ehrmann: Contrariamente a la gran mayoría de sociedades que cotizan en bolsa, no tenemos ni un céntimo de deuda. Ni descubiertos bancarios, ni préstamos a corto, medio o largo plazo, ni instrumentos financieros a devolver como los BSA u otros productos derivados… ¡¡Lo que suele sorprender a la AMF!! A lo que se suma una buena tesorería y una necesidad de fondo de maniobra negativa. Hay que precisar que soy visceralmente hostil a los aumentos de capital que no sólo diluyen al accionariado sino que sobre todo, y esto es algo que se olvida a menudo, impide a la empresa cotizada ver subir su cotización muy rápidamente. Como muestra de ello, diré que Artprice tiene alrededor de 4 millones de títulos en circulación. Si fuéramos como la mayor parte de empresas de la Eurolist regulada, estaríamos más bien entre los 20 y los 40 millones de títulos en circulación y sólo hubiéramos percibido 2€ ó 3€ en 2 meses mientras que hemos percibido 22€ por un volumen tratado en 45 sesiones de bolsa de alrededor de 250 millones de €.

Boursica.com: Con los volúmenes observados, ¿por qué no hay un rebasamiento de umbral declarado?

Thierry Ehrmann: Según nuestra última encuesta TPI y algunas estimaciones, hemos pasado de 18.000 accionistas a una estimación posible de en torno a 27.000 accionistas. En 2010, el 81% de nuestros clientes eran accionistas de Artprice. Es el compromiso de la seguridad ya que conocen casi todo de Artprice, a veces son ellos los que nos identifican objetivos a comprar o nos dan ideas para mejorar nuestros bancos de datos.

Boursica.com: ¿Y qué hay de los fondos chinos?

Thierry Ehrmann: La noción de rebasamiento de umbral para ellos no es una noción que comprendan ni integren por múltiples cuentas, lo que les permite permanecer por debajo. Hemos dado teleconferencias a los gerentes de fondos, de los cuales, las 2/3 partes son de Hong Kong. No había visto nunca esto y está claro que no compran para clientes franceses.

Boursica.com: ¿En cuánto tiempo piensa usted que terminará el recorrido legislativo para la ley de liberación de las ventas en las subastas?

Thierry Ehrmann: Es una cuestión de semanas como mucho. Hay que precisar que Francia ha pasado en menos de 45 años de la 1ª fila a la 4ª fila mundial y que China se encuentra en lo alto del podium como nº1, siguiéndole por detrás los EE.UU. en el nº2 y Gran Bretaña en el nº 3. Además, el escándalo Drouot le ha afectado mucho. Cada semana seguimos el desenlace del caso y las imputaciones no han hecho más que empezar. Les invito a leer la obra « Adjugé Volé » de Michel Deléan sobre este tema. Ya hay 39 imputaciones. El gobierno parece decidido a ir hasta el final, sabiendo que Drouot representa el 45% del mercado del arte francés. Hemos exasperado a los europeos sobre la adaptación de esta directiva en derecho interno y las presiones son enormes en Francia. Es un asunto de estado, en el que existe el riesgo de que el TJCE, el Tribunal de Justicia Europeo, interponga multas colosales. Además, la Autoridad Francesa del mercado del arte, el CVV, estimó que sería suicida para Francia realizar una reforma mínima y que tras los requerimientos de Bruselas, la intervención del TJCE está muy próxima. Fuimos los primeros en redactar el código de ley, el Código de Ventas Voluntarias y Judiciales en 2000, que se convirtió en la referencia para los subastadores franceses. Es la única obra (1.800 páginas) que indica la primera reforma de 2000 y su falta de aplicación. Esta reforma de 2000 fue una gigantesca puesta en escena ya que los subastadores se quedaron con su monopolio de 1535 con la obligación, entre otros, de pedir una autorización para cada venta. Petición que era concedida unos días o incluso unas horas antes de la venta. Se trataba, por tanto, de un verdadero obstáculo para la libre circulación de los productos y servicios en Europa para las subastas de obras de arte en Internet. Tenemos todos los factores del éxito. El proceso está avalado definitivamente. El tren de la Historia está en marcha y nosotros estamos en este tren que nada puede detener. Simplemente había que ser muy pacientes y feroces frente a este monopolio de casi 500 años siguiendo un camino de cruz legislativo de 10 años.

Boursica.com: ¿Por qué no se han mudado a otro lugar?

Thierry Ehrmann: Porque el coste de salida habría sido superior, sin mencionar las incidencias como la comunicación en una lengua extranjera, un nuevo mercado de cotización, la mudanza física de todo el sistema y del personal, etc.

Boursica.com: ¿Qué me dice del Impuesto sobre la Fortuna?

Thierry Ehrmann: Es un asunto muy serio. Fue el bloque parlamentario UMP quien realizó esta propuesta. Su análisis era hacer un ISF que sólo afectara a las plusvalías latentes incuestionables. No es una vía con la que comulgue al 100%, no pienso que sea la solución adecuada pero los parlamentarios han entendido que Artprice les permite decir a los coleccionistas que hay un rendimiento exacto para las obras que poseen. Sin embargo, está claro que va a favorecer al mercado de Artprice ya que la gente gozará del anonimato, pues Artprice protege la identidad del comprador y del vendedor. Cosa que no es posible en las salas de ventas físicas. Nos dimos cuenta de que el número de creaciones de carteras virtuales por nuestros clientes explotó el día del anuncio y en las horas que siguieron para simular el curso de su colección.

Boursica.com: ¿Podemos pensar en un paso rápido al SRD Long Only?

Thierry Ehrmann: Quizá en septiembre. Será el comité científico de Euronext quien deberá decidirlo pero está claro que superamos los criterios de entrada.

Boursica.com: ¿Ha sometido su sistema a pruebas de backtesting para las futuras subastas en línea?

Thierry Ehrmann: Sí, por supuesto. Hemos hecho tests beta en el extranjero y todo es operativo. Las casas de subastas ya están conectadas a nuestra Intranet para poder acceder a los catálogos. En cuanto al mercado, creo que debe de haber un 80% de casas de subastas y profesionales y un 20% de coleccionistas y particulares. En cuanto se apruebe la ley, nuestros mejores clientes serán los subastadores. Ellos mismos aseguran que el único modo de hacerlo es con Artprice. Dejaron pasar el tren de Internet al final de los años 90 y luego el de 2005 y hoy ya es demasiado tarde y demasiado caro. Nos movemos en un escenario para el que todas las entradas han sido vendidas.

Boursica.com: ¿Qué índice de penetración tiene Artprice en el mercado chino?

Thierry Ehrmann: Para acceder a este mercado, adquirimos numerosos bancos de datos chinos. De lo contrario, era imposible. Obtuvimos el pleno apoyo diplomático de las autoridades chinas, como no puede ser de otro modo, ya que las casas de subastas chinas están bajo el control parcial del gobierno. El departamento de asuntos culturales de China nos ayudó a demostrar que China era el nº1 mundial del mercado del arte. Tenemos personal chino en Lyon; pasaron 4 años desde el momento en que decidimos tomar el mercado chino y el momento en el que fuimos operativos.

Boursica.com: ¿Atravesaron muchas dificultades para llegar a ser líderes a escala mundial? A veces, se les achaca su paso frecuente por los tribunales…

Thierry Ehrmann: Sí y lo asumo al 100%. Hemos pasado por 126 juicios en 14 años en varios países, iniciados sobre todo por los distribuidores de libros de cotización que habíamos comprado a las Editoriales y que querían su parte en Internet así como numerosos falsificadores de Artprice con los cuales tuvimos tolerancia cero. De hecho, ganamos 117 de estos juicios, entre ellos, todos los principales. Como, por ejemplo, los juicios contra las 5 casas de subastas francesas, algunas de las cuales se encuentran en Drouot, dicho sea de paso. Todas ellas renunciaron al beneficio del Tribunal de Apelación salvo Camard a quien hemos demandado por lo penal. Los juicios que se perdieron fueron contra terceros que ni tuvieron una repercusión en la vida de la empresa, ni en sus cuentas ni en sus objetivos. Christie’s Monde es una de nuestras victorias más sonadas.

Boursica.com: ¿Cabe esperar un dividendo próximamente?

Thierry Ehrmann: Sí, creo que en 2013/2014 según nuestras previsiones. Antes de esta fecha, creo que habremos enriquecido de manera muy importante a nuestros accionistas mediante la cotización de la acción. Nos fortalecemos antes en fondos propios para financiar a los servidores y otros equipos muy costosos para permitirnos desarrollarnos en el mundo con la máxima seguridad. Es importante recordar que somos los únicos que tienen sus propias salas de máquinas. Nos consideran los pioneros de Internet en Francia, el Groupe Serveur fue el primer proveedor en Francia y el segundo en Europa, tal y como indicaba Time Magazine. El enriquecimiento de nuestros accionistas será de tal calibre en las acciones ¡que no podremos tener acciones y dividendos al principio! Y más si tenemos en cuenta que nunca hemos realizado un aumento de capital.

Boursica.com: ¿Qué impacto tendrá el cambio de estatus tras la ley sobre el volumen de negocios anual?

Thierry Ehrmann: Desde el punto de vista funcional, ¡explotará! El crecimiento será colosal.

Boursica.com: ¿Se puede considerar que a 30€, nos encontramos tan sólo al principio de la historia?

Thierry Ehrmann: Estamos observando que el curso retrocede a los niveles alcanzados en 2005/2006, cuando empezamos a hablar de la transposición de la Directiva de Servicios. 30€ es el principio, un sencillo ajuste antes de que Francia exaspere en 5 años a Europa por su lado patético. Si lo razonamos seriamente, sólo se puede partir de una base de 67€, que era el precio de cotización más alto. Hemos respetado todos los compromisos de nuestros folletos de admisión. Hemos llegado incluso a superar los compromisos del folleto de 1999. 67€ fue el precio de mercado cuando no existía el mercado estandarizado. Por eso, lo más lógico que cabe esperar es un precio de salida que se sitúe mecánicamente por encima de los 67€. La famosa frase en francés que dice « cotización que existe, cotización que vuelve » es una regla muy antigua de la bolsa.

Boursica.com: Para acabar, ¿alguna predicción para el futuro de Artprice?

Thierry Ehrmann: En cuanto a nuestros compromisos, que ya entonces eran muy ambiciosos en el folleto de admisión de 1999, los hemos cumplido todos, superándolos con creces, a pesar de la crisis del NASDAQ de 2000, los atentados del 11 de septiembre de 2001, la guerra de Iraq de 2003, la gran crisis financiera que empezó en 2007 y que está lejos de tocar a su fin. En la década más catastrófica de los dos últimos siglos, conozco a muy pocas empresas cotizadas en el mercado regulado que hayan salido vivas sin aumento de capital y que hayan adquirido durante este período una posición de líder mundial indudable. Para concluir esta entrevista, opino sinceramente que sólo estamos en el 10% de la historia de Artprice.

juin 19, 2011 Posted by | 999, Artmarket Marché de l'Art, Artprice | , , , , , , , , , , , , | Laisser un commentaire

Exklusivinterview mit Thierry Ehrmann, Gründer und CEO von Artprice.com

Exklusivinterview mit Thierry Ehrmann, Gründer und CEO von Artprice.com [Jun 11]

Boursica.com: Herr Ehrmann, wie ist Artprice entstanden?

Thierry Ehrmann: Ganz am Anfang steht vor allem eine enorme kollektive Arbeit hervorragender Kunsthistoriker. Innerhalb von 14 Jahren haben wir praktisch das gesamte kunstrelevante Verlagsmaterial in Europa, den USA und seit kurzem auch in Asien erworben. Dieses umfasst Verlagshäuser, Kunstdokumentationen aus aller Welt und Vermögenswerte im Wert von über 30 Mio.€. Wissenswert ist zudem, dass wir mit der von mir gegründeten Serveur-Gruppe – der Muttergesellschaft von Artprice, die sich auf gerichtliche, juristische und wissenschaftliche Datenbanken spezialisiert – seit 1985 im Internet präsent sind. Wir waren daher in der Lage, uns vorzubereiten und unsere wichtigsten Zielobjekte im Zuge unseres Eintritts in den Kunstmarkt in den 1990er-Jahren zu identifizieren

Boursica.com: Welches waren denn diese Zielobjekte?

Thierry Ehrmann: Wir legten unser Augenmerk auf legendäre Gesellschaften und Werke, wie z.B. den Guide Enrique Mayer (1962/1987), den renommierten Dictionnaire des Ventes d’Art 1700-1900 von Dr. H. Mireur, das führende US-Verlagshaus Sound View Press mit seinen mehr als 50 Datenbanken über die USA (1991), die Editions Franck Van Wilder (1970), die Schweizer Xylogic, ein globales, auf Kunstmarktindizes spezialisiertes Unternehmen (1985), die Datenbank von Bayer zum anglosächsischen Kunstmarkt von 1700 bis 1913, Caplans Enzyklopädie der Signaturen und Monogramme (USA), ein globales Referenzwerk (1976), L’Argus du Livre de Collection et des Manuscrits (France), ein weiteres globales Referenzwerk (1982); usw. und so fort…. Wir haben sie alle aufgekauft. Seit 14 Jahren betreiben wir zudem eine systematische Kaufpolitik, in deren Rahmen wir Manuskripte und Kataloge, vor allem aus der Zeit zwischen 1700 und 1970, aus aller Welt erwerben. Wir können gar nicht anders als dieses historische Wissen zu kaufen, denn ohne dieses ließe sich der Kunstmarkt nicht mit Sicherheit normieren, und die Werke könnten weder lückenlos zurückverfolgt noch korrekt der Biographie des betreffenden Künstlers zugewiesen werden. Wir sind weit über die Millionen Arbeitsstunden der Historiker, Forscher und Journalisten am Kunstmarkt hinausgegangen, welche die Werke aus diesen Manuskripten und Katalogen von 1700 bis zum heutigen Tag dokumentiert und beschrieben haben. Aus diesem Grund verfügen wir heute über die umfassendste Datenbank zum weltweiten Kunstmarkt. Diese Datenbank ermöglicht die Verfolgung der Kunstwerke im Laufe der Jahrhunderte. Sie umfasst 108 Millionen Bilder und Gravierungen von Kunstgegenständen des genannten Zeitraums sowie von unseren Kunsthistorikern verfasste Kommentare. Darüber hinaus aktualisiert Artprice ihre Datenbanken in Echtzeit mit Informationen, die wir von rund 4‘500 Auktionshäusern zusammentragen. Zudem veröffentlichen wir laufend Beiträge zu den Trends am Kunstmarkt, die wir den wichtigsten Agenturen und weltweit rund 6‘300 Kunstpublikationen zukommen lassen. Auf diese Weise sind wir mit unserem Copyright und unserer Internetadresse tagtäglich und völlig kostenlos in der Presse rund um den Erdball vertreten. Da bleiben in Bezug auf Bekanntheitsgrad und Kommunikation kaum noch Wünsche offen.

Boursica.com: Wie ging es mit der Entstehungsgeschichte von Artprice weiter?

Thierry Ehrmann: Wir gingen zu Beginn zu den Ursprüngen des Kunstmarkts um das Jahr 1700 zurück. Erst um diese Zeit wurden die Künstler von Aufträgen der Kirche und des Adels unabhängiger und schufen ihre Werke auf Basis einer weiter gefassten Nachfrage. Die Entstehung eines Kunstmarkts im ökonomischen Sinn lässt sich auf diesen Zeitraum festlegen. Seit 14 Jahren verfügen wir über Experten und Händler, die in der ganzen Welt für uns tätig sind und uns informieren, wenn sie auf Manuskripte und Kataloge stoßen, die wir erwerben können. Wir haben so viele davon gekauft, dass das Angebot mittlerweile ziemlich knapp geworden ist. Zu Beginn bezahlten wir teuer dafür, aber wir etablierten uns zusehends, und die jüngsten Publikationen erwerben wir jedes Jahr zu äußerst vernünftigen Preisen … Dieser Fundus ist weltweit einzigartig. Wir überprüfen in selbst und machen ihn dann Forschern aus aller Welt zugänglich.

Boursica.com: Worin besteht denn der Mehrwert dieses Dokumentarfundus?

Thierry Ehrmann: Unsere Arbeit in den Datenbanken von Artprice gleicht in erster Linie dem Bergbau: Man muss tagtäglich in die Mine hinabsteigen und schürfen, was wir seit 15 Jahren tun. Mit über hundert Mitarbeitern stießen wir so ins neue Jahrtausend vor. Zurzeit beschäftigen wir noch 45 Mitarbeiter, weil unsere gesamte Arbeit nun in den Datenbanken stattfindet. Im vergangenen Jahrzehnt haben wir die Anzahl Mitarbeiter um zwei Drittel reduziert und unsere Serverkapazität nahezu verdreißigfacht. Um den Kunstmarkt zu standardisieren, mussten wir zuerst das gesamte bestehende Inventar an Kunstwerken sowie die Biographien Hunderter von Künstlern vom 4. Jahrhundert vor Christus bis zum heutigen Tag aufarbeiten. Dabei stießen wir bisweilen auf Hunderte von Homonymen, denen es die jeweils richtigen Werke zuzuordnen galt.

Boursica.com: Wie erstellen Sie Ihre Referenzpreise im Wissen, dass ein Gemälde seiner Natur nach einzigartig ist?

Thierry Ehrmann: Nehmen wir beispielsweise ein auf das Jahr 1850 datiertes Werk: Wir verfolgen seine Spur von Auktionshaus zu Auktionshaus und haben damit immer die Sicherheit, dass es sich tatsächlich um dasselbe Objekt handelt. Wir kennen somit seinen Preis und seine Rendite Jahr für Jahr. Aus diesem Grund sind wir die weltweit einzige Instanz, die eine ökonometrisch einwandfreie Methode für den Kunstmarkt als Ganzes anbieten kann. In der Ökonometrie wird dies als Repeat-Sales-Methode bezeichnet, weil wir in einem homogenen Markt arbeiten. Andere Informationsanbieter stützen sich auf arithmetische Durchschnittswerte und setzen vergleichende Methoden ein, was aber zu Fehlern führt, weil ihre Studien auf einem heterogenen Markt basieren.

Boursica.com: Wie haben Sie dieses Problem in so kurzer Zeit umgehen können?

Thierry Ehrmann: Aus ebendiesem Grund wendeten wir 2000 ein kleines Vermögen für die Übernahme des renommierten Schweizer Unternehmens Xylogic auf. Dieses beschäftigte Wissenschaftler, die seit 1985 sämtliche Algorithmen und Indizes zum Kunstmarkt konzipiert hatten. Zehn Jahre später waren wir die einzigen, die über derart gigantische Datenbanken (über 700 Terabytes) verfügen. In unseren eigenen Informatikräumlichkeiten stehen fast 900 Server, die wir als Besitzer über unser eigenes Glasfaseroptiknetz betreiben. Wir sind somit nicht von externen IT-Dienstleistern abhängig, was die extrem hohe Geschwindigkeit unserer Entwicklungen und unserer F&E-Abteilung sowie die geringen IT-Aufwendungen erklärt. Für Artprice entscheidend ist der Umstand, dass es uns gelungen ist, die weltweit größte Sammlung an alten Manuskripten und erläuternden Katalogen zusammenzutragen. Dieser riesige Dokumentenfundus wurde in unserer Erfolgsrechnung im Übrigen nach äußerst vorsichtigen Prinzipien unter Ausgaben verbucht. Dies ist für unsere Aktionäre eine gute Nachricht, zumal diese Aktiven damit in der Bilanz nicht aufgeführt sind, obschon sie ganz offensichtlich sehr wertvoll sind. Tag für Tag ergänzen wir unsere Datenbanken mit neuen Fakten aus aller Welt. Wir haben Datenbanken aus dem anglosächsischen Raum, aus China und Holland erworben, ohne die wir nicht arbeiten könnten. Selbst wenn wir die besten Kunsthistoriker auf diese Herausforderung ansetzen würden, könnten sie nicht dasselbe Resultat erzielen. Nehmen wir beispielsweise einen holländischen Maler namens Dick Van. Dieses Patronym ist in Holland derart verbreitet, dass wir ohne unsere Datenbanken nicht gewährleisten könnten, von ein und demselben Künstler und seinen Werken zu sprechen.

Boursica.com: Was antworten Sie jemandem, der Sie fragt, weshalb sich alle bei Artprice informieren?

Thierry Ehrmann: Dem ist ganz einfach so, weil wir keine wirklichen Konkurrenten haben und die einzigen sind, die über eine Million Biographien auch bisher nicht beschriebener Künstler führen und deren Datenbanken 108 Mio. Bilder und Gravierungen von Kunstobjekten umfassen. Selbst wer Artprice nicht besonders mag, kommt nicht um unsere Datenbanken herum, wenn er sich für einen bisher noch nicht sehr bekannten oder sogar gänzlich unbekannten Künstler interessiert. Dasselbe gilt für die Identifikation eines seltenen Kunstwerks. Die Menschen sehen lediglich die Spitze des Eisbergs Artprice, derweil es sich hauptsächlich um eine enorm aufwändige, nicht immer einfache Arbeit handelt. Ich frage mich manchmal selbst, woher wir die dazu nötige Kraft genommen haben. Nach all den Jahrzehnten lässt sich dies rationell wohl nur mit unserer Leidenschaft für unsere Arbeit erklären.

Boursica.com: Waren die an der Börse beschafften Mittel, neben dem Kapital der Serveur- und der Bernard-Arnault-Gruppe, für den Erfolg der Akquisitionen von Artprice verantwortlich?

Thierry Ehrmann: Ja, aber nur teilweise, denn dass Scheckbuch alleine hätte nicht ausgereicht, um den gesamten Fundus zu erwerben. Die vormaligen Besitzer waren bekannte Historiker oder Autoren mit oftmals eher schwierigem Charakter, die bisweilen bereits Schwindel erregende Angebote erhalten und abgelehnt hatten, weil der finanzielle Aspekt für diese Persönlichkeiten bestenfalls nebensächlich war. Wir mussten sie zuerst von unserem Projekt überzeugen, wie z.B. Frank Van Wilder oder Peter Hastings Falk. Diese Datenbanken sind die wahren Vermögenswerte von Artprice, und sie sind in unseren Bilanzen gemäß dem Vorsichtsprinzip nicht mit ihrem wahren Wert verbucht, obschon sie sehr wertvoll sind. Sie stellen zudem auch aus Sicht der Aktionäre die hauptsächlichen Aktiven der kommenden Jahre dar. Die IRFRS-Rechnungslegungsstandards erlauben es uns nicht, den wahren Wert unserer Gesellschaft anzugeben. Es erstaunt daher nicht, dass unsere Marktkapitalisierung an der Börse der Wahrheit sehr viel näher kommt – der Markt täuscht sich in Bezug auf ein Unternehmen wie Artprice, dass seit mehr als zehn Jahren an der Börse gelistet ist, nur höchst selten.

Boursica.com: Wie halten Sie es mit den Reproduktionsrechten der ins Internet gestellten Werke?

Thierry Ehrmann: Die Reproduktionsrechte der Werke sind im Rahmen unseres spezifischen Vertrags mit der ADAGP abgedeckt. Es handelt sich dabei um das weltweit repräsentativste Unternehmen in diesem Bereich, das in mehr als 43 Ländern Nutzungsgebühren einzieht und an die Inhaber der Nutzungsrechte verteilt. Diese für die digitale Wirtschaft bahnbrechende Vereinbarung (2007) wird von verschiedenen Kulturministerien in Europa, darunter jenem Frankreichs, regelmäßig als beispielhaft zitiert. Auch in dieser Hinsicht hat sich Artprice einen deutlichen Vorsprung im Vergleich zu etwaigen Konkurrenten verschafft.

Boursica.com: Ist es möglich, Artprice zu kopieren?

Thierry Ehrmann: Nein, unter keinen Umständen. Alles ist urheberrechtlich geschützt. Ich habe unter anderem eine Ausbildung als Jurist im Bereich literarisches und künstlerisches Urheberrecht, und in den 1990er-Jahren gründete ich eine Interessensgruppe für den Schutz von Datenbanken in Europa, der in das « Sui Generis »-Gesetz mündete. Dieses Gesetz in Europa entspricht in etwa den Softwarepatenten in den USA. Vereinfacht gesagt, wäre es jedermann, selbst wenn ihm Kapital in Höhe von mehreren Hundert Millionen Euro zur Verfügung stünde, untersagt, Datenbanken oder einen standardisierten Artprice-Kunstmarktplatz aufzubauen. Er würde wegen Fälschung verurteilt und mit einer Busse belegt, die sich an der Höhe der Investitionen orientiert. Zudem würde er mit einem Verbot der Nutzung seiner Datenbanken belegt. Ein etwaiger Konkurrent müsste daher nicht nur mit umfassendsten finanziellen Mitteln ausgestattet sein, sondern auch eine Ergonomie und Struktur erfinden, die sich grundsätzlich von jener von Artprice unterscheiden. Wenn wir den Vergleich extrem vereinfachen wollen, könnten wir sagen, dass hier der Umstand, dass ein Auto Räder hat, urheberrechtlich geschützt wurde. Ein Konkurrent müsste folglich ein Fahrzeug auf Schienen oder einer Zahnstange konzipieren, was eine extrem schwierig zu überwindende Eintrittshürde darstellt.

Boursica.com: Wie können Sie gewährleisten, dass die Auktionshäuser auf Artprice zurückgreifen werden?

Thierry Ehrmann: Mehr als 80% der internationalen Auktionshäuser erstellen ihre Kataloge auf Basis unserer Daten in Echtzeit. Sie verfügen dabei über die Biographie des Künstlers und die Rückverfolgbarkeit des Werks sowie sämtliche Preise und Indizes des Künstlers, um den Preis schätzen zu können. Zwischen 2001 und 2003 haben wir mit 3600 Auktionshäusern und 7400 Experten telefoniert oder diese besucht. Diese Marketing- und Umsetzungsstudie war mit hohen Kosten für Reisen rund um den Erdball sowie Löhne verbunden. Die Auktionshäuser selbst hatten keine Datenbanken, und die Auktionatoren verfügten bestenfalls über Word- oder Excel-Dokumente. Von den größten Auktionshäusern verfügen einige selbst heute noch über keine digitalen, in Datenbanken organisierte Angaben.

Boursica.com: Wie ist es möglich, im Jahr 2011 einen derartigen Rückstand bezüglich Informatik und Internet zu haben?

Thierry Ehrmann: Es ist an sich unglaublich, aber hier scheint sich eine alte Informatikregel zu bewahrheiten: Je mehr ein Berufsstand oder eine soziale Organisation über Macht oder Wissen verfügt, desto mehr wird die Informationstechnologie geschmäht oder ignoriert – bis zu jenem Tag, an dem sie sich gezwungen sehen, den Forderungen ihrer Kunden nachzukommen. Dann kommt Artprice wie gerufen. Unsere professionellen Kunden sind daher höchst loyal und nehmen unsere Dienstleistungen über Jahre in Anspruch, was wiederum unseren Aktionären gelegen kommen dürfte. Wir haben daher ein Intranet konzipiert, über welches ein Auktionshaus seinen Katalog rasch in gedruckter und digitaler Form für das Internet erstellen kann. Es kann gleichzeitig seine künftigen Auktionsangebote mit einem einfachen Mausklick auf den standardisierten Kunstmarktplatz von Artprice stellen. Nehmen wir beispielsweise einen Verkauf zeitgenössischer Kunst von 63 Künstlern: Das Auktionshaus kann für seine Marktpräsenz einen digitalen Modus wählen, der von unseren 1,3 Mio.Kunden selektiv nur jene anspricht, die diese 63 Künstler verfolgen und nachfragen. Diese Selektivität lässt sich weiter eingrenzen, z.B. auf eine bestimmte Schaffensperiode eines bestimmten Künstlers. Dies ist eine „Killer Application“, von der große wie kleine Auktionshäuser, die ein Vermögen für Werbung und Marketing ausgeben, seit langem träumen. Für eine Auktion der „gehobenen Klasse“ kann sich der Posten Werbung und Marketing für das Auktionshaus auf 70-80% der Ausgaben belaufen, während er mit Artprice lediglich auf 4,5% zu stehen kommt.

Boursica.com: Warum haben Sie das Demeure du Chaos als Firmensitz von Artprice gewählt – Provokation oder Strategie?

Thierry Ehrmann: Weder noch. Das Universum der Demeure du Chaos („Residenz des Chaos“) ist untrennbar mit der Geschichte von Artprice und der Serveur-Gruppe, die seit 1987 zu den Pionieren des Internets zählt, verbunden. Beide Gesellschaften haben ihren Firmensitz im Demeure du Chaos. Das Demeure du Chaos, von der New York Times als Abode of Chaos bezeichnet, wurde 1999 von mir konzipiert. Das Konzept fußt auf dem alchimistischen Chaos unseres 21. Jahrhunderts, das zugleich tragisch und prunkvoll ist und dessen Glut am 11. September 2001 geschürt wurde. Die Demeure du Chaos ist praktisch gleich alt wie Artprice, die drei Jahre später ins Leben gerufen wurde. Zwölf Jahre sowie 1890 gedruckte und audiovisuelle Reportagen aus 72 Ländern später ist sie laut der internationalen Kunstpresse zu einer „Factory“ und einem angesagten und weltweit einzigartigen Museum avanciert. Ein Open-Air-Museum mit Gratis-Eintritt, das über 3.627 Werke ins beste Licht rückt und damit jedes Jahr rund 120.000 Besucher anzieht. Jedes Mal, wenn die internationale Kunstpresse über das Demeure du Chaos berichtet, wird selbstverständlich auch Artprice erwähnt. Wie hätte ich Artprice, diese fast schon mythische Gesellschaft, die 90% der internationalen Presse mit Kunstmarktinformationen versorgt, aus dem Nichts aufbauen können, wenn ich nicht selbst mit Fleisch und Blut Plastiker mit einer Leidenschaft für die Kunstgeschichte wäre? Sie machen sich keine Vorstellung davon, wie viele Menschen mein Museum besuchen. Nach Eintritten sind wir bereits die Nummer 2 in Lyon, und die meisten Besucher sind auch Kunden oder Aktionäre von Artprice. Jedes Jahr führen wir unsere Generalversammlung im Demeure du Chaos durch, und seit zehn Jahren erhalten wir nur ermutigenden Zuspruch. Unsere Kunden im Allgemeinen und die weltweiten Kunstgalerien im Besonderen arbeiten ganz bewusst mit Artprice zusammen, deren Gründer als Bildhauer und Plastiker seit mehr als 25 Jahren dem Urheberrechtsverband angehört. Schlagen Sie meine Biographie im Who’s Who nach, dann werden Sie verstehen, was ich meine. Ich habe weltweit zahlreiche Werke ausgestellt. Man muss wissen, dass das Kunstmilieu hoch sensibel ist und dass Artprice in den 1990er-Jahren von gewissen Puristen als Fremdkörper angesehen wurde, dem die Sensibilität ihres Milieus fehlt. Als Beleg hierfür wurden unsere Indizes, unsere Preisangaben, unsere Statistiken und natürlich der Umstand, dass wir an der Börse gelistet sind, ins Feld geführt. Dank des Demeure du Chaos sind diese Puristen zu unseren treusten Kunden geworden. Dies ist die wirkliche Antwort auf Ihre Frage!

Boursica.com: Wie hoch würden Sie den Wert von Artprice ansetzen?

Thierry Ehrmann: Seit fast 120 Jahren gilt gemäß der Vergleichsmethode, dass sich der Wert eines Auktionshauses zu etwa 80% aus seinem Kundenstamm (zwischen 800$ und 4’000$ pro Kunde) und zu rund 20% aus seiner Marke ergibt, wenn diese einen hohen Bekanntheitsgrad genießt. Um den Unterschied zwischen einem mit 800$ und einem auf 4’000$ geschätzten Kunden zu verstehen, beurteilt man die Strukturierung der Informationsschichten zum jeweiligen Endkunden und berechnet den Preis entsprechend.

Boursica.com: Könnten Sie das anhand eines konkreten Beispiels etwas näher erläutern?

Thierry Ehrmann: Nehmen wir beispielsweise eine Auktion des Bildhauers Arman (1928/2005). Als Niveau 1 (800 Dollar) könnte z.B. gelten, wenn Ihnen das Auktionshaus sagt: Wir haben 4500 Kunden, welche die neuen Realisten wie Yves Klein, César, Arman oder Nikki de Saint-Phalle usw. kaufen. Niveau 2 wäre, wenn Ihnen das Auktionshaus jene Kunden nennen kann, die ausschließlich Skulpturen von Arman erwerben, obschon dieser auch als Maler und Fotograf tätig ist. Das Nonplusultra, das zurzeit nur Artprice anbieten kann, ist das Niveau 3: In der Lage zu sein, jene 4500 Kunden weltweit anzusprechen, die Arman-Skulpturen zum äußerst spezifischen Thema „organische Abfallkübel“ suchen. Derart fein strukturierte Informationen sind für Auktionshäuser und Kunsthändler so etwas wie der Heilige Gral, denn sie geben ihnen die Gewissheit, dass die Auktionsgebote Maximalwerte erreichen werden. Man darf folglich davon ausgehen, dass das Niveau 3 dem oberen Ende der Bewertungsspanne, also rund 4’000$ pro Kunde, entspricht. Dies ist die älteste Methode zur Bewertung von Auktionshäusern. Der hohe Mehrwert von Artprice besteht darin, für eine Auktion jene internationalen Sammler ansprechen zu können, die durch ihre Präsenz eine Verdoppelung oder Verdreifachung des Verkaufspreises eines Werks bewirken können. Bei einem katalogisierten Verkauf von Werken eines bekannten Künstlers können neue Sammler vom anderen Ende der Welt den Preis um 100% nach oben schnellen lassen. Artprice ist der einzige Anbieter, der diese begehrten Sammler aus 210 verschiedenen Ländern identifizieren kann. Wir können problemlos bestätigen, dass wir auf Artprice zurzeit sämtliche wichtigen Kunstmarktakteure erfasst haben: die Großhändler, die großen Sammler, die Gesamtheit der Auktionshäuser und der Experten – kurz: den harten Kern der Marktmacher, welche die Preise nach oben oder unten drücken. Sie sind systematisch Kunden von Artprice.

Boursica.com: Sogar Ihre Kritiker sind auf Artprice?

Thierry Ehrmann: Selbst unsere härtesten Kritiker bedienen sich unserer Daten. Wir haben 1’300’000 Kunden. Man darf davon ausgehen, dass die Bewertung auf Basis der Nachfrageaktivitäten der Kunden vorgenommen wird. Je mehr Kunden wir haben, die etwas sehr Bestimmtes suchen, desto wichtiger wird die Bewertung für diese Kunden. Wir bieten mit Sicherheit die engsten Suchkriterien an. Je feiner abgestimmt die Suche, desto stärker ist der Kunde geneigt, die Preise während der Auktion nach oben zu drücken, und desto interessanter wird er damit für ein Auktionshaus. Wir haben höchst vollständige Kundendaten mit über 18 Milliarden Einträgen, die den Vorschriften der Commission Nationale Informatique et Libertés (CNIL) und weiterer europäischer und US-amerikanischer Aufsichtsinstanzen entsprechen und es uns erlauben, genau zu wissen, welcher Kunde welche Kunst besitzt oder welches Werk er sucht. Mit etwas Abstand betrachtet, bin ich heute davon überzeugt, dass es sich hierbei um die beste Methode zur Bewertung eines Auktionshauses handelt, ist sie doch 120 Jahre alt und trotzdem immer noch aktuell und hat sich weltweit tausendfach bewährt.

Boursica.com: Wie hoch werden Ihre Provisionen auf die Transaktionen sein?

Thierry Ehrmann: Wir sind äußerst konkurrenzfähig, denn die Vermittlungsgebühren liegen gemäß dem Conseil des Ventes Volontaires , der Aufsichtsbehörde des Kunstmarkts, im Bereich von 37,5%, während sich unsere auf zwischen 4,5% und 7,0% belaufen. Damit sind wir für eine Galerie klar vorteilhafter als eine Bank! Wir erheben 4,5% für die Transaktion selbst, zuzüglich 3,0–4,5% für die Platzierung des Kundendossiers gemäß den erläuterten Möglichkeiten. Dies erlaubt es den Auktionshäusern, potenzielle Käufer gezielter anzusprechen. Denn wir bringen ein Auktionshaus nicht nur in Kontakt mit Käufern, die ein Arman-Kunstwerk suchen, sondern gezielt mit jenen, die beispielsweise an seinen „organischen Abfallkübeln“ interessiert sind. Die Gebühren für Verkäufe zwischen Privaten werden ebenfalls im Bereich von 4,5% liegen.

Boursica.com: Ist Artprice reif für eine Übernahme?

Thierry Ehrmann: Ein feindliches Übernahmeangebot kann ausgeschlossen werden, weil die Serveur-Gruppe das Kapital von Artprice kontrolliert. Eine freundliche Übernahme, die aus Branchensicht sinnvoll ist, z.B. von einem an der Börse gelisteten Auktionshaus, ist aber denkbar. Zu einem besseren Verständnis von Artprice trägt ihr Referenzdokument oder ihr Jahresbericht bei. Diese Berichte sind wahre Goldminen für aufschlussreiche und topaktuelle Informationen.

Boursica.com: Hat Artprice Konkurrenten?

Thierry Ehrmann: Nein, dies wird auch im Jahresbericht klar festgehalten. Alles und jedes ist urheberrechtlich geschützt. In einer gänzlich anderen Liga gibt es lediglich die Gesellschaft Artnet, die in einem ganzen Börsenjahr dieselben Handelsumsätze verzeichnet, die wir in einer Woche erreichen. Artnet ist nicht im selben Bereich tätig wie wir, und sie ist lediglich an einem nicht reglementierten Markt gelistet, weshalb auch ihre Rechnungslegung nicht geprüft wird. Wir sehen Artnet als eine Art Luxus-Host, der seine Produktionsmittel nicht selbst besitzt. Zudem hat die Gesellschaft in gewissen Ländern die Reproduktionsrechte nicht immer respektiert. Des Weiteren war Arnet nicht wachsam und hat sich ihre Marke von mehr als 18 Deponenten in 21 Ländern – davon in einigen bedeutenden – unter der Nase wegschnappen lassen. Und letztlich sind ihre Tarife exorbitant, und die monatliche Anzahl der Nachfragen ist beschränkt, wie das in der Internet-Wirtschaft Anfang der 1990er-Jahre noch gang und gäbe war. Wir glauben, dass man eine extrem aggressive Tarifpolitik verfolgen muss, um weltweiter Marktführer zu werden, wie z.B. Dell, die mit ihrem Modell meines Erachtens die PC- und Serverwelt aufgemischt hat.

Boursica.com: Missbraucht Artprice ihre dominierende Stellung?

Thierry Ehrmann: Nein! Ihre Frage enthält auch gleich die Antwort: Die Wettbewerbsbehörden bestrafen nicht eine dominierende Stellung, sondern deren Missbrauch. Wir haben noch nie einen Verkauf zurückgewiesen, unsere Preise entsprechen der Realität unserer Kosten und Investitionen, und wir haben keinerlei selektive Verkaufspolitik. Vor allem aber sind wir die ursprünglichen Schöpfer sämtlicher Produkte und Dienstleistungen von Artprice, wir pflegen also einen neuartigen und innovativen Ansatz. Gewisse Gesellschaften haben uns einzuklagen versucht, aber sie wurden systematisch abgewiesen. Um den Markt entschieden zu erobern und seine Loyalität zu wahren, sind so niedrige Preise erforderlich, dass ein hypothetischer Konkurrent sofort in die roten Zahlen rutschen würde, weil er nicht schon wie wir sämtliche Investitionen über die letzten 14 Jahre bezahlt hat. Als Beweis hierfür gilt mir, dass zwischen 2000 und 2010 kein einziger neuer Konkurrent auf den Plan getreten ist. Derweil haben wir aufgehört, die Zahl der Internet-Kunstsites zu zählen, die infolge mangelnder Frequentierung und folglich fehlender Umsätze Konkurs gehen. Jede Woche erhalten wir rund ein Dutzend Anfragen zur Übernahme von Marken, Sites oder Domänen-Namen. Meist sind diese für uns von keinerlei Interesse, vielleicht mit Ausnahme von klar fokussierten Mikro-Datenbanken zu Schwellenländern.

Boursica.com: Waren Sie je versucht, Artnet zu übernehmen?

Thierry Ehrmann: Wir sind dreimal wegen eines Kaufs von Artnet angegangen worden. Wir haben daran aber absolut kein Interesse, zumal das Risiko besteht, dass wir in eine Vielzahl von Rechtsstreitigkeiten hineingezogen würden. Was die Marke betrifft, so wurde diese wie gesagt nicht weltweit registriert. Wir befänden uns also sofort in urheberrechtlichen Konflikten mit allen anderen Besitzern der Marke Artnet, die im Recht sind.

Boursica.com: Es scheint, dass auch andere Domänen-Namen Zugriff auf die Datenbanken von Artprice nehmen …

Thierry Ehrmann: Ja, selbstverständlich, wie z.B. Artmarket.com. Wir haben 1800 Domänen-Namen (DNS) in neun verschiedenen Sprachen, die sich mit dem Kunstmarkt befassen. Wenn sie Artmarket googeln, erscheint Artprice dank dem DNS Artmarket.com zuoberst auf der Liste. Wir haben die gesamte Semantik, die für den Zugriff auf den Kunstmarkt relevant ist, zu Beginn der 1990er-Jahre registrieren lassen. Einige dieser DNS sind heute Gold wert, weil es sich um, wie z.B. bei Artmarket, um generische Marken in reinster Form handelt. Indes weigern wir uns, diese zu verkaufen.

Boursica.com: Haben Sie neue Kunden?

Thierry Ehrmann: Ja, täglich kommen neue hinzu. Wir haben festgestellt, dass das Durchschnittsalter unserer Kundschaft steigt, weil unseres Erachtens immer mehr (ältere) Menschen das Internet entdecken. Wir helfen diesen neuen Nutzern bei der Navigation auf unserer Site und dem Internet im Allgemeinen. Wir verfolgen eine Politik, in deren Rahmen wir aktiv und überall nach neuen Kunden suchen und diese dann auf Artprice begleiten. Wir nennen diese Kundschaft intern „Silver Surfers“. Laut Diktion der großen Marketingunternehmen handelt es sich dabei um die Surfer mit den grauen Schläfen, die früher als Senioren (Menschen im Alter von über 55 Jahren) bezeichnet wurden. Gleichzeitig sehen wir immer mehr junge Sammler im Durchschnittsalter von 30 bis 35 Jahren, was auch den phänomenalen Erfolg unseres Artprice-Smartphone-Abonnements erklärt. Der weltweite Kunstmarkt ist effektiv von 500’000 Sammlern in der Nachkriegszeit auf heute rund 300 Millionen Kunstliebhaber, Sammler und professionelle Händler an gewachsen. Zu ihren bevorzugten Jagdgründen sind heute im Zuge der Virtualisierung das Internet und damit unser standardisierter Kunstmarktplatz geworden. Es ist offensichtlich, dass der Kontinent Asien die Zahl der Kunstmarktakteure hat explodieren lassen.

Boursica.com: Wie steht es um die finanzielle Verfassung von Artprice?

Thierry Ehrmann: Im Gegensatz zur großen Mehrheit der börsengelisteten Gesellschaften haben wir keinen Cent Schulden. Keine Kreditdeckung vonseiten einer Bank, keine kurz-, mittel oder langfristige Darlehen, keine rückzahlbaren Finanzinstrumente wie Aktienoptionsscheine oder andere Derivate… Was die französische Finanzaufsichtsbehörde AMF nicht selten staunen lässt! Darüber hinaus verfügen wir über eine hohe Liquidität und eine negatives Nettoumlaufvermögen. Ich möchte festhalten, dass ich mit Leib und Seele gegen Kapitalerhöhungen bin. Diese verwässern nicht nur die Titel unserer Aktionäre, sondern behindern darüber hinaus einen sehr raschen Anstieg des Aktienkurses eines börsengelisteten Unternehmens, was oft vergessen wird. Als Beleg hierfür führe ich ins Feld, dass Artprice ungefähr 4 Millionen Aktien im Umlauf hat. Wären wir wie die Mehrzahl der am regulierten Eurolist-Markt kotierten Gesellschaften, so hätten wir rund 20 bis 40 Millionen Titel ausstehen, und unser Kurs wäre in zwei Monaten um lediglich 2€ oder 3€ gestiegen. Stattdessen haben wir in 45 Börsentagen mit einem Handelsumsatz von rund 250 Mio.€ um 22€ zugelegt.

Boursica.com: Warum wurde angesichts der registrierten Handelsvolumen die Deklarationsschwelle nicht überschritten?

Thierry Ehrmann: Gemäß der letzten Überprüfung unserer Namenstitel und Schätzungen ist unser Aktionariat von 18.000 auf schätzungsweise rund 27.000 Aktionäre angewachsen. 2010 waren 81% der Kunden von Artprice auch Aktionäre. Das ist für uns ein Sicherheitsnetz, da sie damit Artprice detailliert kennen. Oft sind es unsere Kunden bzw. Aktionäre, die uns auf mögliche Übernahmeziele hinweisen oder uns Verbesserungsvorschläge für unsere Datenbanken unterbreiten.

Boursica.com: Wie steht es mit Kapital aus China?

Thierry Ehrmann: Das Konzept einer Meldeschwelle ist den Chinesen fremd. Sie beteiligen sich durch verschiedenste Kanäle und bleiben daher unter dieser Schwelle. Wir haben Telefonkonferenzen mit Fondsmanagern abgehalten, von denen zwei Drittel in Hongkong ansässig sind. So etwas habe ich zuvor noch nie gesehen, aber ich kann mit Sicherheit sagen, dass sie nicht für französische Kunden kaufen.

Boursica.com: Wie lange wird es Ihres Erachtens noch dauern, bis das Gesetz zur Liberalisierung von Auktionsverkäufen verabschiedet wird?

Thierry Ehrmann: Das ist höchstens noch eine Frage von Wochen. Ich stelle fest, dass Frankreich in weniger als 45 Jahren vom weltweit 1. auf den 4. Rang abgerutscht ist. Zuoberst auf dem Podium steht heute China, gefolgt von den USA und Großbritannien auf den Rängen 2 und 3. Zudem wiegt auch der Drouot-Skandal schwer. Wir haben jede Woche mit den Konsequenzen dieses Vorfalls zu tun, und die Untersuchungen haben eben erst begonnen. Ich kann Ihnen zu diesem Thema das Werk « Adjugé Volé » von Michel Deléan wärmsten empfehlen. Es wurden bereits 39 Untersuchungsverfahren eingeleitet. Die Regierung scheint entschlossen, der Sache wirklich auf den Grund zu gehen, zumal Drouot 45% des französischen Kunstmarkts ausmacht. Wir haben die Europäer hinsichtlich der Aufnahme dieser Direktive ins EU-Recht verärgert, weshalb der Druck auf Frankreich nun enorm ist. Dies ist eine Staatsaffäre, und es besteht ein Risiko, dass der Gerichtshof der Europäischen Union gewaltige Bussen aussprechen wird. Die französische Kunstmarktaufsicht CVV glaubt zudem, dass es für Frankreich einem Selbstmord gleichkäme, lediglich eine Minimalreform durchzuführen, und dass es nach den Verfügungen aus Brüssel nur noch eine Frage der Zeit ist, bis die Angelegenheit vor den EU-Gerichtshof gelangt. Wir waren die ersten, die im Jahr 2000 das entsprechende Gesetz, den Code des Ventes Volontaires et Judiciaires, formulierten, das bei den französischen Auktionatoren mittlerweile zur Referenz avanciert ist. Es ist die erste Abhandlung (von 1800 Seiten), welche die erste Reform des Jahres 2000 und ihre Nicht-Umsetzung anspricht. Diese Reform des Jahres 2000 war eine gigantische Farce, denn die Auktionatoren hielten an ihrem Monopol aus dem Jahr 1535 fest, sodass für jeden einzelnen Verkauf weiterhin eine Bewilligung eingeholt werden musste. Wenn Letztere erst einige Tage oder sogar erst einige Stunden vor dem Verkauf erteilt wurde, stellte dies eine hohe Hürde für den freien Verkehr von Produkten und Dienstleistungen in Europa dar, insbesondere für Auktionen von Kunstgegenständen im Internet. Wir vereinen sämtliche Erfolgsfaktoren. Der Prozess genießt definitiv breite Unterstützung. Der Gang der Geschichte lässt sich nicht aufhalten, und wir sind mit von der Partie. Wir mussten nur Geduld haben und gleichzeitig dieses 500-jährige Monopol mit aller Kraft niederreißen, indem wir uns auf einen gesetzlichen Kreuzzug von zehnjähriger Dauer begaben.

Boursica.com: Warum haben Sie nicht einfach den Firmensitz verlegt?

Thierry Ehrmann: Weil dies mit hohen Kosten verbunden gewesen wäre. Ganz zu schweigen vom Umstand, dass wir künftig in einer Fremdsprache hätten kommunizieren und uns an einen neuen Börsenmarkt hätten gewöhnen müssen. Dann wäre da zudem der physische Umzug der ganzen Systeme und unserer Mitarbeiter usw.

Boursica.com: Wie sehen Sie die französische Vermögenssteuer (ISF)?

Thierry Ehrmann: Das ist eine sehr ernste Sache. Die Union pour un Mouvement Populaire (UMP) hat diesen Vorschlag ins Parlament eingebracht. Laut ihrer Analyse sollte eine Vermögenssteuer lediglich latente unbestreitbare Vermögenszuwächse betreffen. Ich bin nicht unbedingt dafür, ich halte dies nicht für die richtige Lösung. Aber die Parlamentarier haben sehr wohl verstanden, dass ihnen Artprice die Möglichkeit gibt, den Sammlern zu sagen, dass die Kunstwerke in ihrem Besitz eine klar bestimmbare Rendite generieren. Indes ist es offensichtlich, dass dies dem Artprice-Marktplatz zum Vorteil gereichen wird, da die Nutzer anonym auftreten, weil Artprice sowohl die Identität des Käufers als auch des Verkäufers schützt. Dies ist in den physischen Auktionssälen nicht möglich. Wir haben am Tag der Ankündigung und in den Stunden danach festgestellt, dass die Zahl der von unseren Kunden eingerichteten virtuellen Portfolios explodierte, weil diese die Preisentwicklung ihrer Sammlungen simulieren wollten.

Boursica.com: Ist ein baldiger Wechsel in das Long-Only-Segment des Deferred Settlement Service denkbar?

Thierry Ehrmann: Vielleicht im September. Die Entscheidung liegt beim Wissenschaftsausschuss der Euronext, aber es ist klar, dass wir die Eintrittkriterien mehr als erfüllen.

Boursica.com: Haben Sie Ihr System für die künftigen Online-Auktionen einem Backtesting unterzogen?

Thierry Ehrmann: Selbstverständlich. Wir haben im Ausland Beta-Tests durchgeführt, und alles ist betriebsbereit. Die Auktionshäuser sind für ihre Kataloge bereits an unser Intranet angebunden. Was den Marktplatz betrifft, so glaube ich, dass 80% der Auktionshäuser und professionellen Händler sowie 20% der Sammler und Privatpersonen dabei sein werden. Sobald das Gesetz verabschiedet wird, werden die Auktionatoren unsere besten Kunden sein. Sie sagen es sogar selbst: „Das lässt sich nur mit Artprice machen.“ Sie sind Ende der 1990er-Jahre und nochmals 2005 nicht auf den Internet-Zug aufgesprungen, und heute ist es dafür zu spät, zumal dies zu teuer wäre. Die Vorführung ist damit bereits ausverkauft.

Boursica.com: Wie hoch ist die Durchdringung von Artprice im chinesischen Markt?

Thierry Ehrmann: Um den Erfolg zu gewährleisten, haben wir diverse chinesische Datenbanken erworben. Anders wäre dies nicht möglich gewesen. Wir haben dabei die volle diplomatische Unterstützung der chinesischen Behörden genossen. Ohne diese hätte es nicht funktioniert, weil die Auktionshäuser teilweise vom Staat kontrolliert werden. Das chinesische Kulturministerium hat sich bemüht, uns zu zeigen, dass China die Nummer 1 auf dem globalen Kunstmarkt ist. Wir haben in Lyon chinesische Mitarbeiter, und wir benötigten nach unserer Entscheidung, in den chinesischen Markt vorzustoßen, lediglich vier Jahre, um dort betriebsbereit zu sein.

Boursica.com: War Ihr Weg zum weltweiten Marktführer mit Schwierigkeiten verbunden? Die Art und Weise Ihres Vorgehens gibt bisweilen Anlass zu Vorwürfen.

Thierry Ehrmann: Stimmt, und ich übernehme dafür die 100%ige Verantwortung. Wir haben in 14 Jahren 126 Prozesse in diversen Ländern geführt. Angestrengt wurden diese von den Vertreibern zahlungspflichtiger Bücher, die wir von Verlagshäusern gekauft hatten. Diese Vertreiber wollten sich eine Scheibe von den Internet-Umsätzen abschneiden. Dispute hatten wir zudem mit zahlreichen Artprice-Nachahmern, für die wir keinerlei Toleranz zeigen. Wir haben 117 dieser Prozesse gewonnen, darunter alle wichtigen. Nehmen wir die fünf französischen Auktionshäuser, von denen gewisse effektiv bei Drouot angesiedelt sind: Sie haben alle auf einen Weiterzug des Urteils vor das Appellationsgericht verzichtet. Die Ausnahme war Camard, die wir nun strafrechtlich verfolgen. Die verlorenen Prozesses waren solche gegen Dritte, die keinerlei Einfluss auf den Gang der Dinge unserer Unternehmens, seine finanzielle Entwicklung oder seine Ziele haben. Christie’s World ist einer unserer schönsten Siege.

Boursica.com: Darf man demnächst auf eine Dividendenausschüttung hoffen?

Thierry Ehrmann: Ja, gemäß unseren Prognosen sollte dies 2013/2014 möglich sein. Ich finde aber, dass wir unsere Aktionäre bereits mit dem Anstieg unseres Aktienkurses substanziell bereichert haben. Wir stärken vorab unsere Eigenkapitalposition, um die Server und weitere sehr teuere Ausrüstungsgüter finanzieren zu können. Nur so ist es uns möglich, uns weltweit und unter Wahrung einer maximalen Sicherheit weiterzuentwickeln. Ich rufe in Erinnerung, dass wir die einzigen sind, die unsere eigenen Server-Räumlichkeiten betreiben. Wir gelten in Frankreich als Internet-Pioniere. Laut Time Magazine war die Serveur-Gruppe der erste Internet-Provider Frankreichs, und der zweite in ganz Europa. Der Vermögenszuwachs für unsere Aktionäre über den Aktienkurs ist derart hoch, dass zu Beginn nicht beides – Aktienkurssteigerung und Dividende – zu haben ist. Dies umso mehr, als wir nie eine Kapitalerhöhung durchgeführt haben.

Boursica.com: Wie wird sich der Status-Wechsel nach Einführung des Gesetzes auf den Jahresumsatz auswirken?

Thierry Ehrmann: Er wird wortwörtlich explodieren! Das Wachstum wird enorm sein.

Boursica.com: Darf man dann davon ausgehen, dass ein Aktienkurs von 30€ nur der Anfang war?

Thierry Ehrmann: Es lässt sich feststellen, dass der Kurs auf die 2005/2006 verzeichneten Niveaus zurückgekommen ist. Damals begann man von der Umsetzung der „Directive Services“ zu reden. 30 EUR ist nur der Anfang, eine einfache Rückkehr zu den Notierungen der Zeit, bevor Frankreich dem Rest Europas während fünf Jahren mit seiner jämmerlichen Art auf die Nerven zu gehen begann. Wer sich die Frage ernsthaft stellt, sollte von einer Basis von 67€ ausgehen – der höchsten bisher erreichten Notierung. Wir haben alle Versprechen in unserem Einführungsprospekt gehalten. Wir sind sogar deutlich über die im Prospekt von 1999 erläuterten Engagements hinausgegangen. Unser Titel notierte bei 67€, als es unseren standardisierten Kunstmarktplatz noch nicht gab. Wir dürfen daher mit Recht und logischerweise einen Anstieg unseres Aktienkurses deutlich über 67€ hinaus erwarten. Einer sehr alten Börsenregel zufolge ist ein einmal registrierter Kursstand wieder erreichbar.

Boursica.com: Zum Schluss eine Prognose zur Zukunft von Artprice?

Thierry Ehrmann: Mit Blick auf unsere im Einführungsprospekt von 1999 abgegebenen Versprechen, die damals als höchst ehrgeizig bezeichnet wurden, dürfen wir feststellen, dass wir sie alle erfüllt und sogar übertroffen haben – und dies vor dem Hintergrund der Krise der Nasdaq im Jahr 2000, der Anschläge vom 11. September 2001, des Kriegs im Irak 2003 und der großen Finanzmarktkrise, die 2007 einsetzte, aber noch keineswegs ausgestanden ist. In diesem katastrophalsten Jahrzehnt der letzten zwei Jahrhunderte kenne ich nur wenige an einer regulierten Börse gelistete Unternehmen, die ohne Kapitalerhöhung überlebt und in dieser Zeit den Sprung zum unumstrittenen Weltmarktführer geschafft haben. Ich möchte dieses Interview deshalb mit der Bemerkung abschließen, dass wir meiner Meinung nach bisher bestenfalls 10% der Entwicklung von Artprice mitverfolgt haben.

Artprice ist der Weltmarktführer für Kunstmarktinformationen und –indizes mit insgesamt mehr als 27 Millionen Auktionsergebnissen und Preisindizes von mehr als 450.000 Künstlern. Artprice Images© stellt Ihnen einen unbegrenzten Zugang zu einer weltweit einmaligen Bibliothek mit 108 Millionen Abbildungen und Drucken von Kunstwerken von 1700 bis heute. Artprice bereichert laufend seine Datenbanken mit Informationen von weltweit 3.600 Auktionshäusern und veröffentlicht kontinuierlich die Kunstmarkttendenzen für die wichtigsten Agenturen und 6.300 Pressetitel aus der ganzen Welt. Artprice stellt darüber hinaus einen der wichtigsten Kunstmarktplätze weltweit zum Kaufen und Verkaufen von Kunstwerken, dessen angebote unter den 1.300.000 Artprice Mitgliedern bekannt gemacht werden (Quelle Artprice)

Artprice ist geführt am Eurolist by Euronext Paris : Euroclear : 7478 – Bloomberg : PRC – Reuters : ARTF

Entdecken Sie die Alchimie und das Universum von Artprice mit Artprice Film (mehr als 2,7 Millionen Aufrufe in 18 Monaten) auf http://web.artprice.com/video/ oder schreiben Sie an Artprice, um kostenlos den Film als DVD zu erhalten.

Zur Übersicht der Artprice Presseberichte: http://serveur.serveur.com/press_release/pressreleaseen.htm

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juin 16, 2011 Posted by | Artmarket Marché de l'Art, Artprice, Deutsch, La Revue de Presse | , , , , , , , , , | Laisser un commentaire

Artprice : suite du communiqué de 11h45 : suppression intégrale du communiqué Artprice sur Boursorama relatif à l’interview de thierry Ehrmann

Artprice : suite du communiqué de 11h45 : suppression intégrale du communiqué Artprice sur Boursorama relatif à l’interview de thierry Ehrmann
Le 15 juin 2011 à 11h45, la société Artprice, par la voie d’un communiqué :

« constate ce matin par voie d’huissier, dans le cadre d’une mesure conservatoire, que son communiqué du 6 juin 2011 diffusé par le site homologué par l’AMF, Actusnews ainsi que par le groupe PRNewswire a fait l’objet par la société Boursorama, de 9 suppressions de questions et des paragraphes réponses dans leur intégralité sans préavis ni la moindre justification sur son propre site Boursorama.com dans la rubrique Actualités de la homepage du carnet d’ordres d’Artprice.

A ce titre, afin de restituer l’intégralité et la cohérence de l’interview Artprice invite ses actionnaires et le marché à voir l’intégralité du communiqué sur :

PRNewswire France :
http://www.prnewswire.fr/

ActusNews :
http://www.actusnews.com/communique.php?ID=ACTUS-0-24065

Artprice.com Communiqués de presse :
http://serveur.serveur.com/press_release/pressreleasefr.htm#20110606
 »

Le 15 juin 2011, à 15h57, la société Artprice a constaté par voie d’huissier, dans le cadre d’une mesure conservatoire, que le dit communiqué du 6 juin 2011 avait réapparu dans son intégralité sur le site Boursorama.com dans la rubrique Actualités de la homepage du carnet d’ordres d’Artprice. A savoir, les 9 suppressions de questions et des paragraphes réponses dans leur intégralité.

Le 15 juin 2011, à 17h15, la société Artprice a constaté par voie d’huissier, dans le cadre d’une mesure conservatoire, que, primo : le dit communiqué du 6 juin 2011 avait totalement disparu sur le site Boursorama.com dans la rubrique Actualités de la homepage du carnet d’ordres d’Artprice, secundo : le communiqué du 15 juin 2011 intitulé « URGENT : accès intégral à l’interview de thierry Ehrmann suite à 9 suppressions inexpliquées sur Boursorama » avait lui aussi disparu !

Artprice rappelle à ses actionnaires et au marché, que dans son rapport financier annuel 2010, page 50 en Facteurs Risques, un paragraphe est dédié à Boursorama.

Artprice est le leader mondial des banques de données sur la cotation et les indices de l’art avec plus de 27 millions d’indices et résultats de ventes couvrant 450 000 artistes. Artprice Images(R) permet un accès illimité au plus grand fonds du marché de l’art au monde, bibliothèque constituée de 108 millions d’images ou gravures d’oeuvres d’art de 1700 à nos jours commentées par ses historiens. Artprice enrichit en permanence ses banques de données en provenance de 3 600 Maisons de ventes et publie en continu les tendances du marché de l’art pour les principales agences et 6300 titres de presse dans le monde. Artprice diffuse auprès de ses 1 300 000 membres (member log in), ses annonces normalisées, qui constituent désormais la première place de marché mondiale pour acheter et vendre des oeuvres d’Art (source Artprice).

Artprice est cotée sur Eurolist by Euronext Paris : Euroclear : 7478 – Bloomberg : PRC – Reuters : ARTF

Découvrir l’alchimie et l’univers d’Artprice avec le documentaire d’Artprice (plus de 2,7 millions de vues en 18 mois) http://web.artprice.com/video/ ou écrire à Artprice pour recevoir sans frais ce DVD.

Sommaire des communiqués d’Artprice :
http://serveur.serveur.com/press_release/pressreleasefr.htm

Suivez en temps réel toute l’actualité du marché de l’art :
Artprice.com sur Twitter : http://twitter.com/artpricedotcom/

juin 15, 2011 Posted by | Artmarket Marché de l'Art, Artprice, La Revue de Presse | , , | Laisser un commentaire

URGENT : accès intégral à l’interview de thierry Ehrmann suite à 9 suppressions inexpliquées sur Boursorama

URGENT : accès intégral à l’interview de thierry Ehrmann suite à 9 suppressions inexpliquées sur Boursorama

La société Artprice constate ce matin par voie d’huissier, dans le cadre d’une mesure conservatoire, que son communiqué du 6 juin 2011 diffusé par le site homologué par l’AMF, Actusnews ainsi que par le groupe PRNewswire a fait l’objet par la société Boursorama, de 9 suppressions de questions et des paragraphes réponses dans leur intégralité sans préavis ni la moindre justification sur son propre site Boursorama.com dans la rubrique Actualités de la homepage du carnet d’ordres d’Artprice.
A ce titre, afin de restituer l’intégralité et la cohérence de l’interview Artprice invite ses actionnaires et le marché à voir l’intégralité du communiqué sur :
PRNewswire France :
http://www.prnewswire.fr/
ActusNews :
http://www.actusnews.com/communique.php?ID=ACTUS-0-24065
Artprice.com Communiqués de presse :
http://serveur.serveur.com/press_release/pressreleasefr.htm#20110606

A propos d’Artprice :
Découvrir l’alchimie et l’univers d’Artprice avec le documentaire d’Artprice (plus de 2,7 millions de vues en 18 mois) http://web.artprice.com/video/ ou écrire à Artprice pour recevoir sans frais ce DVD.

Artprice est le leader mondial des banques de données sur la cotation et les indices de l’art avec plus de 27 millions d’indices et résultats de ventes couvrant 450 000 artistes. Artprice Images(R) permet un accès illimité au plus grand fonds du marché de l’art au monde, bibliothèque constituée de 108 millions d’images ou gravures d’oeuvres d’art de 1700 à nos jours commentées par ses historiens. Artprice enrichit en permanence ses banques de données en provenance de 3 600 Maisons de ventes et publie en continu les tendances du marché de l’art pour les principales agences et 6300 titres de presse dans le monde. Artprice diffuse auprès de ses 1 300 000 membres (member log in), ses annonces normalisées, qui constituent désormais la première place de marché mondiale pour acheter et vendre des oeuvres d’Art (source Artprice).

Artprice est cotée sur Eurolist by Euronext Paris : Euroclear : 7478 – Bloomberg : PRC – Reuters : ARTF

Sommaire des communiqués d’Artprice :
http://serveur.serveur.com/press_release/pressreleasefr.htm

Suivez en temps réel toute l’actualité du marché de l’art :
Artprice.com sur Twitter : http://twitter.com/artpricedotcom/

Contact: Josette Mey – tel: +33(0)478-220-000, e-mail: ir@artprice.com

juin 15, 2011 Posted by | Artmarket Marché de l'Art, Artprice, La Revue de Presse | , , , , , , | Laisser un commentaire

Exclusive interview of Thierry Ehrmann, the Founder and Ceo of Artprice.com

Boursica.com: Could you remind us of how Artprice was created?

Thierry Ehrmann:
It was first of all an enormous amount of collective work involving incredible art historians. In just 14 years, we bought up almost all the editorial funds in Europe and the USA and now we’re working on Asia. This covers art publishing houses, art editorial funds worldwide and assets representing over €30 million.

You should know that through the Serveur Group that I founded and is Artprice’s parent company (which specialises in judicial, juridical and scientific databases), we have been on the Internet since 1985 and we were therefore able to prepare and identify our key targets when we arrived on the art market in the 90’s.

BOURSICA.COM: Who were these targets?

Thierry Ehrmann:
The targets were legendary firms such as the Enrique Mayer Guide (1962/1987), the famous Dictionary of Art Sales 1700-1900 by Doctor H. Mireur, the leading American company, Sound View Press, with nearly 50 databases in the USA (1991), Franck Van Wilder editions (1970) the Swiss company Xylogic, the world specialist in Art Market price indices (1985), the Bayer database on the Anglo-Saxon art market from 1700 to 1913, Caplan’s Monograms and Signatures, a world reference work (USA – 1976), L’Argus du Livre de Collection et des Manuscrits (France),a world reference work (1982); and the list goes on… And we bought them all.

For the past 14 years, we have also had a systematic policy of purchasing manuscripts and catalogues, mainly from 1700 to 1970 from the world over. We had no choice but to buy this historic knowledge, otherwise we could not have standardised the art market with certainty nor obtained perfect traceability of works of art and correctly allocated them to the artist’s biography.

We have gone well beyond the millions of hours of work by historians, research workers and journalists in the art market, who have documented and written on all the works taken from these manuscripts and catalogues, particularly from the 17th century to date. This is why we now have the largest database of information on the market in the world, which allows us to trace works of art over the centuries, with 108 million images or engravings of works of art from 1700 to date, commented by our art historians.

It is not without reason that Artprice enriches its databases from almost 4,500 auction houses in real time and publishes trends on the Art Market continuously for the main agencies and 6,300 press titles worldwide. Every day, without paying a single cent, we are present in the world press with our copyright and our Internet address. What more could you ask in terms of reputation and communication?

BOURSICA.COM: Could you continue with how Artprice was created?

Thierry Ehrmann:
To get back to how it all started, we went back to the very beginnings of the art market, which was practically born in around 1700; it was only from that period that artists began to truly break free from commissions from the Princes of the Church and the Realm to finally produce works of art in response to demand. We can consider that It was at this time that the art market was born, in the economic sense of the word.

For the past 14 yearsn we’ve had experts and dealers working for us worldwide and as soon as they get their hands on manuscripts, they inform us and we buy the manuscripts and catalogues. We’ve bought so many that we’ve more or less achieved a shortage; at the outset we bought them at very high prices and then gradually the pincer technique has come into play and the latest are now bought every year at very reasonable prices. This fund is unique in the world and we open it up, with prior authorisation on our part, to researchers from the world over.

BOURSICA.COM: So what is your added value on this documentary fund?

Thierry Ehrmann:
Our work on the Artprice databases is really like mining work, every day we have to go down into the mine, and we’ve being doing it for the past 15 years. In the years 2000 we reached a figure of over a hundred employees, whereas now there are just 45 of us because all the work is now in the databases. The number of employees has been divided by three and the number of servers has been multiplied by nearly 30 over the past decade. To standardise the art market we had to create the definitive inventory of works of art and the biography of hundreds of thousands of artists from the 4th century B.C. until today, sometimes with hundreds of homonyms to each of which the right works have to be attributed.

BOURSICA.COM: How do you produce your reference prices since a painting is by its very nature unique?

Thierry Ehrmann:
Take for instance, a work of art identified in 1850, it goes from auction house to auction house over decades. We’re therefore certain that it is indeed the same work of art and we know its price and yield year after year. That’s why we are the only company in the world to have a perfect econometric method for all works of art. In econometrics, its called the repeated sales method, because we’re working on a homogeneous market. Others calculate arithmetic averages, using the method of comparables, but this leads to errors because their studies involve a heterogeneous market.

BOURSICA.COM: How have you been able to get around this problem in such little time?

Thierry Ehrmann:
That’s why, in 2000, we bought the famous Swiss company Xylogic for a small fortune, a company of scientists who had created all the algorithms and price indices for the art market since 1985. We are the only ones to have, 10 years later, these gigantic databases (over 700 terabytes) in our own computer rooms, with nearly 900 servers operating on our own fibre optics, which we own. We do not depend on any IT services company, which explains why our developments and R&D are so fast and our IT expenses so low.

What’s very important for Artprice is that we have succeeded in building up the largest collection of annotated manuscripts and catalogues in the world. This colossal documentary fund has been entered on our expense account (income statement) using a precautionary principle, something that is very good news for our shareholders who have a balance sheet that does not reveal these assets which are, of course, significant.

We add new data to our databases every day from the world over. We have bought up Anglo-Saxon, Chinese and Dutch databases, without which we could not work, even if we put the best art historians on the development, they could not get the same results. For example, for a Dutch painter called Dick Van, an extremely common name in Holland, it is impossible, without our databases, to be certain that we’re talking about the same artist and his works.

BOURSICA.COM: What do you reply to those who ask « why does everyone go on Artprice? »

Thierry Ehrmann:
Quite simply that we don’t have any real competitors because we’re the only ones who manage over a million biographies including artists who are not yet listed and 108 million images or engravings of works of art. Even someone who doesn’t really like Artprice can but search our databases for any artist who is not yet very well known, or is even totally unknown. The same goes for a rare work of art that requires authentication.

People only see the tip of the iceberg of Artprice, but Artprice is above all an enormous amount of work in the background, I even wonder myself how we’ve had the strength to do it! Passion, I believe, is the only rational explanation after all these decades…

BOURSICA.COM: Is the money raised on the stock market, along with funds from the Serveur group and the Bernard Arnault group behind the success of Artprice acquisitions?

Thierry Ehrmann:
Yes, but only in part, because you should know that a cheque book is not the only thing needed to acquire these documentary funds; we’re talking about famous Historians and Authors, infamously ill-tempered, who in some cases had received mind-boggling offers, but the financial aspect was only secondary to these people. We had to persuade them of the importance of our project, as was the case with Frank Van Wilder and Peter Hastings Falk, for example.

These databases represent the wealth of Artprice and, as a precautionary measure, here again our balance sheets do not reflect the true value of our assets, which are truly significant. That is also a source of wealth for our shareholders for the years to come. IRFRS standards do not allow us to give the true value of our company, whence the stock market price which, as if by chance, is much closer to the truth; the Market is very seldom mistaken in over 10 years of continuous listing, as has been the case for Artprice.

BOURSICA.COM: How do you manage reproduction rights for works on line?

Thierry Ehrmann:
Reproduction rights for the work is assured by the specific contract we have signed with the ADAGP, the most representative company in the world, which receives and distributes royalties in over 43 countries. This agreement was a real precursor (2007) in the digital economy and is regularly used as an example by the various different Ministries of Culture in Europe and particularly in France. There again, Artprice has taken the lead over any possible outsiders.

BOURSICA.COM: Would it be possible to create another « Artprice »?

Thierry Ehrmann:
No, absolutely not. Everything is protected under intellectual property laws. Amongst other things I’m trained as a lawyer in literary and artistic property and in the 90’s I was also the instigator of a lobby that aimed at protecting databases in Europe, which then became the « Sui Generis » law, the European law equivalent to what is known in the USA as software patents.

To put it simply, anyone, even someone willing to invest several hundreds of millions of euros, would be prosecuted and forbidden from building up databases or an Artprice Standardised Marketplace, and sentenced for counterfeit and fined in proportion to the investments made, in addition to a ban on using their databases.

Therefore a possible competitor would need to have not only a very large amount of funds available, he would also have to be able to reinvent ergonomics and a structure entirely different from Artprice’s. By analogy, and simplifying the example to the extreme, you could say that we have protected the fact that a car has round wheels; an adversary would have to dream up a vehicle on tracks or on a rail, which as you can imagine is an extremely big obstacle to overcome.

BOURSICA.COM: How are you sure you will do auctions?

Thierry Ehrmann:
Over 80% of Auction Houses worldwide draw up their catalogues based on our data; in real time they use the artist’s biography, prices and indices, and the work traceability, in order to estimate the starting price. Between 2001 and 2003, we spent 2 years calling and visiting 3,600 Auction Houses and 7,400 experts. This marketing and engineering study was extremely expensive in terms of world travel and staff expenses. The Auction House world was devoid of any databases; at best Auctioneers had available Word or Excel files. Still today some of the world’s greatest Auction Houses do not have any computerised databases.

BOURSICA.COM: How is it possible to be so behind, in terms of computerisation and the Internet in 2011?

Thierry Ehrmann:
It’s just crazy. That being said, an old IT rule says that the greater the power or knowledge of a profession or social body, the more it disdains or ignores IT until the day it is forced to give in to the its customers’ demands. In this case, Artprice has arrived in the nick of time. Our professional clients are highly captive and return to us over the years. That’s another proof of our professionalism to our shareholders.

Using our intranet an auction house can produce its paper and Internet catalogue very quickly, and at the same time promote on the standardised Artprice market place its future sales with just a click of the mouse. It can, for example, electronically promote a contemporary sale including 63 different artists to our 1.3 million clients, only those who follow and research these 63 artists (or even certain specific periods of the artist concerned). This is the « killer application » every Auction House has dreamed of, whether large or small, even those who have spent fortunes in advertising and marketing campaigns. For a prestige sale, advertising and marketing can represent up to 70% or 80% of an Auction House’s expenses, whereas with Artprice it will cost them only 4.5%.

BOURSICA.COM: Why have you chosen the Abode of Chaos as Artprice’s headquarters, is that provocation or strategy?

Thierry Ehrmann:
It’s neither. The world of the Abode of Chaos is inseparable from the history of Artprice and of the Serveur Group, a historic Internet pioneer since 1985, the two of which have their headquarters in the heart of the Abode of Chaos. La Demeure du Chaos / Abode of Chaos, dixit he New York Times, was conceived by me in 1999, it feeds on the alchemy of chaos of our 21st century, both tragic and sumptuous, the embers of which came into being on September 11, 2001. It is almost the same age as Artprice, give or take 3 years.

Today, with over 1,890 reports in the written and audiovisual press in 72 countries in just 12 years, it has become a « Factory », an essential Museum, unique in the world, according to the international art press. It’s an open-air, free-entry museum, presenting over 3,627 works, welcoming 120,000 visitors every year. Every time the world art press talks about the Abode of Chaos, Artprice is of course mentioned.

How could one build Artprice out of nothing, an almost-mythical company which sources 90% of the world press on art market information, without being oneself, body and soul, an artist who is passionate about the history of art? You can’t imagine the number of visitors to my Museum, now number two in Lyon in terms of the number of visitors, who are Artprice clients or shareholders. Every year we hold our annual general meeting at the Abode of Chaos and all we’ve been given are encouragements for the past 10 years.

In terms of clients, and particularly world art galleries, they are extremely aware of working with Artprice, whose founder has been registered for over 25 years with rights holder companies as a sculptor. Take a look at my entry in Who’s Who and you’ll understand. I have lots of work on show worldwide. You should be aware that the art world is highly sensitive and, in the 90’s certain purists saw Artprice, with its indices, prices and statistics, as a group that did not understand the sensitivity of their world, not to mention the fact that we were listed on the Stock Market. But with the Abode of Chaos these same purists have become our most loyal customers. That’s the real answer to your question!

BOURSICA.COM: How would you value Artprice?

Thierry Ehrmann:
For nearly 120 years, according to the comparables method, the value of an Auction House in the world is 80% the client file, at between $800 and $4,000 per client and 20% the Auction House’s name, if it is well known. To understand the difference between one client valued at $800 and the other at $4,000, understand that the price is based on the strands of information we hold on the end customer.

BOURSICA.COM: Could you be clearer, with a specific example?

Thierry Ehrmann:
Let’s take the example of a sale by the sculptor Arman (1928/2005). You could define a degree 1 ($800) with the Auction House who tells you, I’ve got 4,500 clients who buy new realists like Yves Klein, César, Arman or Nikki de Saint-Phalle etc…. Degree 2 would be that the Auction House tells you that it also has clients who buy only Arman sculptures, in the knowledge that he is also a painter and a photographer. But the ultimate offer, the one that only Artprice can offer to date, is degree 3 where one can offer the 4,500 clients in the world who are looking for Arman sculptures on the highly specific theme of « organic waste ». Within this context, holding this final information is the absolute Holy Grail for Auction Houses or Dealers. Because they can be certain that bids will reach a maximum. One can therefore presume that degree 3 is value in the upper bracket, at around $4,000 per client.

This is the oldest method of valuing an Auction House. The great value of Artprice is that, for a sale, we can find collectors throughout the world who, by their presence, will double or even triple the selling price of a work of art. In a catalogued sale for a well-known artist, new collectors from the other side of the world can double the sale and, in this respect, Artprice is the only company to hold details of these famous collectors, in 210 different countries.

We can state without any difficulty that we currently have on Artprice 100% of those who count in the art market, the great dealers, the great collectors, all the Auction Houses and Experts, the hard core, those who make and unmake prices, known as market-makers. They are all systematically clients of Artprice.

BOURSICA.COM: Even your critics are on Artprice?

Thierry Ehrmann:
Even our fiercest critics use our data. We have 1,300,000 clients, you can consider that value is made according to the level of research of clients. The more clients who are looking for something specific we have, the greater the value of these clients. We are certain of offering the narrowest search criteria. The narrower the search, the more the client is in a position to increase prices at auction and therefore this client is all the more interesting for the Auction House.

We have an extremely complete client file with over 18 billion logs, respecting the demands of the CNIL and European and American authorities, which enables us to know exactly what our clients own or are looking for. Putting things into perspective I really believe that this is currently the best method by which to valorise an Auction House because it is 120 years old and is still up to date, tried and tested thousands of time over, worldwide.

BOURSICA.COM: What will be the level of commission you earn on the transactions?

Thierry Ehrmann:
We are very competitive because intermediation is at 37.5% according to the Voluntary Sales Council, which is the AMF of the art market, whereas we will be at between 4.5% and 7%. We will be better than a bank for a gallery. We will take 4.5% for the transaction and, in addition, between 3% and 4.5% on the hire of the client file we have just talked about, which will enable Auction Houses to target potential buyers better, because we put into contact with the Auction House people looking for Arman works and, better still, offering them the « Arman Organic Waste » period customers, for example. Similarly, commission will be 4.5% on private sales.

BOURSICA.COM: Is Artprice ripe for a takeover bid?

Thierry Ehrmann:
A hostile takeover bid is impossible due to the fact that the Serveur Group controls the Artprice capital, on the other hand a friendly takeover bid, why not, if it is logical in terms of the industry, notably with an auction house listed on the Stock Market, we would think about it.

To better understand Artprice, its reference document or annual report should be consulted, those are real gold mines in terms of sensitive information and are really up to date and detailed.

BOURSICA.COM: Does Artprice have any competitors?

Thierry Ehrmann:
No, that’s stated clearly in the report, because everything is protected under intellectual property law. We only have, within a different perimeter, the company Artnet which achieves in volume in one year on the stock market, the same as we achieve in a week. Artnet is not in the same business as we are, it is listed only on a non-regulated stock market and its accounts are not audited. We see it as a luxury host site which does not own its own production tool. Also, it has not always respected copyright law in a certain number of countries. In addition it’s had its brand Artnet snatched due to lack of vigilance by over 18 different depositors in 21 countries, some of which are major countries…. Finally, its rates are outrageous, with a limited number of requests per month, something which was done on the Internet at the beginning of the 90’s. We consider that, in order to be world leader, you have to implement an extremely aggressive pricing policy, like Dell, which I see as a model and which has thrashed the world of PCs and Servers.

BOURSICA.COM: Is Artprice abusing its dominant position?

Thierry Ehrmann:

No! Your question contains the answer, what is punished by the competition authorities is the abuse, not the dominant position, we haven’t refused any sale, our prices reflect the reality of our costs and investments and we have no selective sales policy, but above all we are the original authors of all the products and services offered by Artprice, offering a new and innovative approach. Some people have attempted to make this claim, but their cases have been systematically dismissed.

To take the market fairly but aggressively, such low prices would be necessary that a hypothetical competitor would immediately be operating at a loss since they would not have done like us and paid for all the investments over a 14 year period.

The proof of this is that during the period 2000/2010 no competitor arrived on the scene, on the other hand countless numbers of art sites have gone bankrupt and closed down due to lack of traffic and therefore, turnover; Every week we get about ten requests for buyouts of brands, websites or DNS but they are absolutely of no interest to us, with the exception of some highly specific micro databases in emerging countries.

BOURSICA.COM: Did you try and buy out Artnet?

Thierry Ehrmann:
We were asked three times to buy out Artnet, but it was of no interest to us, at the risk of being subject to a large number of lawsuits. As for the brand, in view of the fact that it is not registered worldwide we would have been immediately caught up in intellectual property conflicts with the other owners of Artnet, who are in their own rights.

BOURSICA.COM: It would appear that other DNS can access the Artprice databases…

Thierry Ehrmann:
Yes, of course, such as for example Artmarket.com. We have 1,800 DNS which are generics around the Art market in 9 languages. If you type Artmarket into Google, you get Artprice as number 1 in ranking thanks to the DNS Artmarket.com. We registered the entire semantic at the beginning of the 90’s, in order to address the art market.

Some of them are worth their weight in gold today because there are generics in the purest state, such as Artmarket, but we refuse to sell them.

BOURSICA.COM: Do you have any new clients?

Thierry Ehrmann:
Yes, we get new clients every day and we realise that the average age of our customers is increasing because we have people who discover the Internet, to such an extent that we have to help them in their navigation on the site, and on The Internet in general. We have a policy of going to seek out new clients, wherever they are, and accompanying them on Artprice. This clientele is called, amongst other things the « silver surfers », as defined by the giants in marketing as being surfers with silver (grey) hair, in other words, Seniors (over the age of 55). Similarly, we are seeing more and more young collectors, with an average age of 30/35 years, whence the phenomenal success of the Artprice Smartphone subscription. The Art Market has indeed increased worldwide from 500,000 collectors just after the war to a current total of almost 300 million art-lovers, collectors and professionals, whose favourite hunting grounds are the Internet with the market going virtual, notably with Artprice’s normalised market place. And the Asian continent has created an explosion in the Art Market, in terms of market players.

BOURSICA.COM: How is Artprice’s financial health?

Thierry Ehrmann:
Unlike the vast majority of listed companies, we do not have a single cent in debt. No bank overdraft, short, medium or long term loans, no financial instruments to reimburse such as BSA and other derivative products… That’s what very often amazes the AMF!! We also have a good cash flow and negative working capital requirements.

I should point out that I am deeply hostile to any increases in capital which not only dilute shareholders but also, and this is often forgotten, prevent a listed company from seeing its price rising very rapidly. Proof is that Artprice has about 4 million shares in circulation. If we were like most of the companies on the regulated Eurolist, there would rather be between 20 and 40 million shares in circulation and we would have increased by only €2 or €3 in 2 months, whereas we have gained €22 for a volume processed in 45 market trading sessions of around €250 million.

BOURSICA.COM: With the volumes we have seen, why hasn’t the declaration threshold been crossed?

Thierry Ehrmann:
According to our latest TPI enquiry and estimates, we have increased from 18,000 shareholders to a possible estimate of around 27,000 shareholders. In 2010 81% of our clients were Artprice shareholders. This is a proof of security because they know almost everything about Artprice, sometimes they’re the ones who identify targets for us to buy or give us ideas for improving our databases.

BOURSICA.COM: What about the Chinese funds?

Thierry Ehrmann:
For them the notion of crossing a threshold is not one they understand, they enter through a multitude of accounts, which enables them to remain under the threshold limit. We have made conference calls to fund managers, 2/3 of whom are in Hong Kong. I’ve never seen that before and it’s certain that they are not buying for French customers.

BOURSICA.COM: How long do you think it will be before the legislative course is completed for the Law on the liberation of auction sales?

Thierry Ehrmann:
It’s a question of weeks, at most. It should be pointed out that in less than 45 years France has moved from 1st to 4th place in the world, with China now in first place, followed by the USA in second place and the United Kingdom in third.

Also, the Drouot scandal has weighed very heavily. Every week we come across consequences of that business, investigations have only just begun. I suggest you read the book « Adjugé Volé » (“Auctioned and Stolen”) by Michel Deléan on this matter. 39 investigations have already started. The government would appear to have decided to go all the way, knowing that Drouot represents 45% of the French art market. We have exasperated the Europeans with adaptation of this directive into domestic law and there is enormous pressure on France. It’s an affair of the State, with a risk of colossal fines being imposed by the European Court of Justice. Moreover, the French Art Market Authority, the CVV, considers that it would be suicidal for France to go for a minimal reform and after the injunctions from Brussels it is highly likely that the matter will go before the ECJ very soon.

We were the first to draft the code of law, the Code des Ventes Volontaires et Judiciaires in 2000, which has now become the reference amongst French auctioneers. It’s the only book (1800 pages) which refers to the first reform of 2000 and its non-application. That reform of 2000 was a gigantic farce because Auctioneers have remained with their monopoly of 1535 with, amongst other things, the obligation of requesting an authorisation for each sale.

In cases where this was given just a few days or even a few hours before the sale it proved a real obstacle to free movement of products and services in Europe, particularly for auctions of works of art on the Internet.

We have all the factors for success. The process has been definitely endorsed. The train of History is on its way and we are in that train, which nothing can stop now. We only had to be very patient and determined against this monopoly which has lasted almost 500 years, by following the way of the legislative cross for 10 years.

BOURSICA.COM: Why haven’t you moved away?

Thierry Ehrmann:
Because the cost of going would have been greater, not to mention other incidences such as communicating in a foreign language, a new stock market, physical moving of all the system, the staff, etc.

BOURSICA.COM: What have you got to say about the ISF (tax on fortune)?

Thierry Ehrmann:
That’s a very serious subject. It’s the UMP parliamentary block that has made this proposal. Their analysis is to set up an ISF that targets only indisputable latent capital gains. I don’t necessarily agree with it, I do not believe that it is the right solution but parliamentarians have understood that Artprice enables them to say to collectors that there is an exact gain for the works of art they own. On the other hand, clearly this will be good for the Artprice marketplace because people can benefit from remaining anonymous, with Artprice protecting the identities of both buyer and seller. This is not possible in actual auction sales rooms. We noticed that the number of creations of virtual portfolios by our clients exploded on the day the announcement was made and during the ensuing hours, to simulate the price of their collection.

BOURSICA.COM: Can we be thinking about rapid transition to the SRD Long Only?

Thierry Ehrmann:
Maybe in September, it’s up to the Euronext scientific committee to decide, but clearly we exceed the entry criteria.

BOURSICA.COM: Have you backtested your system for future on-line auctions?

Thierry Ehrmann:
Yes of course we have. We have carried out beta tests abroad and everything is operational. Auction Houses are already linked up to our Intranet for catalogues. For the marketplace I think there will be 80% Auction Houses and professionals and 20% collectors and individuals. As soon as the law is passed our best clients will be the Auctioneers. They say themselves « we can only do it with Artprice ». They let the Internet train pass them by at the end of the 90’s and then again in 2005 and now it’s too late and too expensive. The show has already sold out.

BOURSICA.COM: How far has Artprice penetrated the Chinese market?

Thierry Ehrmann:
In order to succeed we have acquired lots of Chinese databases, otherwise it would have been impossible. We have had the extremely diplomatic help of the Chinese authorities; we had to have it because Chinese Auction Houses are partially controlled by the government. The cultural affairs department in China helped us to show that China was first in the world art market. We have Chinese staff in Lyon, it took us 4 years between the moment we decided to go for the Chinese market and the moment when we became operational.

BOURSICA.COM: Did you have any difficulties in becoming world leader? You’re sometimes criticised for your procedural attitude?

Thierry Ehrmann:
Yes, and I take 100% responsibility for it. We’ve had to face 126 law suits in 14 years in several countries, particularly brought by distributors of price list books which we had bought from the publishing houses and who wanted their share on The Internet, we have also had disputes with the numerous counterfeiters of Artprice, for whom we have zero tolerance. We have won 117 of these cases, including all the main ones. Such as those against the 5 French Auction Houses, some of which are with Drouot actually, they all refrained from going to the Appeal Court, except Camard whom we are prosecuting. The cases we lost were against third parties who had no impact on the life of the company, its accounts or its objectives. Christie’s World is one of our greatest victories.

BOURSICA.COM: Can we hope for a dividend in the near future?

Thierry Ehrmann:
Yes, I think in 2013/2014 according to our forecasts. Before that I think we will have enriched our shareholders quite considerably through the share price. First we will increase equity in order to finance the servers and other very expensive equipment we require to enable us to develop worldwide with maximum security. Remember that we are the only ones to own our own machine rooms. We are considered as Internet pioneers in France. The Serveur Group was the first French provider and the second in Europe according to Time Magazine. The wealth created for our shareholders will be such in terms of the share price that they can’t have share and dividend to begin with! Particularly since we have never increased our capital.

BOURSICA.COM: What will be the impact of the change of status after the law on the annual turnover figure?

Thierry Ehrmann:
It will absolutely explode! Growth will be colossal.

BOURSICA.COM: Can we consider that at €30 we are only at the beginning of the story?

Thierry Ehrmann:
It will be noted that the price is returning to the levels reached in 2005/2006 when we started to talk about transposing the Services Directive. €30 is only the very beginning, a simple return to the level before France began its 5-year exasperation of Europe with its pathetic attitude. If we want to think about this seriously, we can only start with a basis of €67, which was the top price reached. We have kept all the commitments included in our introductory prospectus. We are even well above the commitments made in the 1999 prospectus. €67 was the market price when the standardised market didn’t exist. We therefore have the right to expect, quite logically, a start price that will be positioned above €67. « Price seen, price re-seen » is a very old stock market rule.

BOURSICA.COM: And to end with, what is your prediction for the future of Artprice?

Thierry Ehrmann:
With regard to our commitments, which at the time were very ambitious on the 1999 introductory prospectus, we have met them all, well beyond the prospectus actually, coming through the 2000 NASDAQ crisis, the terrorist attacks on September 11, 2001, the 2003 war in Iraq and the big financial crisis which began in 2007 and which is far from over. With this decade, which has been the most catastrophic in the past two centuries, I know of only very few companies listed on the regulated stock market which have come out alive, without increasing their capital and which, during this same period, have acquired an undisputed world-leader position. To close this interview, I sincerely believe that we have only seen 10% of the history of Artprice.

Source: http://www.artprice.com (c)1987-2011 thierry Ehrmann

Discover the Alchemy and the universe of Artprice: http://web.artprice.com/video/

Artprice is the world leader in art market information with over 27 million auction prices and indices covering over 450,000 artists. Artprice Images® offers unlimited access to the largest database of art market information in the world, a library of 108,000,000 images and engravings of art works from 1700 to the present day. Artprice continuously updates its databases with information from 3,600 international auction houses and provides daily information on art market trends to the main financial press agencies and to 6,300 press titles worldwide. Artprice offers standardised adverts to its 1,300,000 members (member log in) and is the world’s leading market place for buying and selling works of art (source: Artprice).

Artprice is listed on Eurolist by Euronext Paris: Euroclear: 7478 – Bloomberg: PRC – Reuters: ARTF
Artprice releases: http://serveur.serveur.com/press_release/pressreleaseen.htm

The Art Market in real time by Artprice on Twitter: http://twitter.com/artpricedotcom/

Contact: Josette Mey – tel: +33-(0)478-220-000, e-mail: ir@artprice.com

juin 9, 2011 Posted by | 999, Artmarket Marché de l'Art, Artprice, La Revue de Presse | , , , , , , , , , | Laisser un commentaire

Interview exclusive de Thierry Ehrmann, PDG d’Artprice.com par Boursica.com

5 juin 2011

Interview exclusive de Thierry Ehrmann, PDG d’Artprice.com

Boursica.com : Pouvez-vous nous rappeler la genèse d’Artprice ?

Thierry Ehrmann :
C’est tout d’abord un immense travail collectif d’historiens d’art incroyable. Nous avons racheté en 14 ans presque l’intégralité des fonds éditoriaux en Europe et aux USA puis désormais en Asie, cela couvre aussi bien des sociétés d’éditions, des fonds éditoriaux d’art dans le monde entier que des éléments d’actifs pour plus de 30 millions d’euros.

Il faut savoir qu’à travers Groupe Serveur dont je suis le Fondateur, (maison mère d’Artprice, qui est le spécialiste des banques de données juridiques, judiciaires et scientifiques), nous sommes sur Internet depuis 1985 et nous avons donc pu préparer et identifier nos cibles clés lors de notre arrivée dans les années 90 sur le marché de l’art.

Boursica.com : Quelles étaient ces cibles ?

Thierry Ehrmann :
Ces cibles étaient des sociétés mythiques comme par exemple le Guide Enrique Mayer (1962/1987), le célèbre Dictionnaire des ventes d’art 1700-1900 du Docteur H. Mireur, le leader américain Sound View Press avec près de 50 bases de données sur les USA (1991), les Editions Franck Van Wilder (1970) la Sté Suisse Xylogic (spécialiste mondial des indices du marché de l’Art) (1985), la banque de données Bayer sur le marché de l’art anglo-saxon de 1700 de 1913, Monogrammes et Signatures de Caplan (USA), ouvrage de référence mondial (1976), L’Argus du Livre de Collection et des manuscrits (France), l’ouvrage de référence mondiale (1982) ; et la liste est encore très longue…

Il y a aussi une politique d’achat systématique depuis 14 ans, des manuscrits et catalogues principalement de 1700 à 1970 en provenance du monde entier. On ne pouvait pas faire autrement que d’acheter ce savoir historique, sinon, on ne pouvait pas normaliser le marché de l’art avec certitude ni connaître la parfaite traçabilité des œuvres et de leur bonne attribution à la biographie de l’artiste.

On a largement passé le cap du million d’heures de travail d’historiens, de chercheurs et de journalistes en marché de l’art qui ont documenté et écrit sur toutes les œuvres issues de ces manuscrits et catalogues, notamment du 17e siècle à nos jours. C’est pour cela que nous avons la plus grande banque de données d’informations sur le marché au monde qui permet de tracer les œuvres d’art au fil des siècles avec 108 millions d’images ou gravures d’œuvres d’Art de 1700 à nos jours commentées par nos historiens d’art.

Ce n’est pas pour rien que Artprice enrichit en temps réel ses banques de données en provenance de près de 4500 Maisons de ventes et publie en continu les tendances du Marché de l’Art pour les principales agences et 6300 titres de presse dans le monde. On est chaque jour présent, sans payer un centime dans toute la presse mondiale avec notre copyright et notre adresse Internet. Que demander de plus en matière de notoriété et de communication ?

Boursica.com : Pouvez vous finir la genèse d’Artprice?

Thierry Ehrmann :
Pour revenir à la genèse, on est remonté aux prémisses du marché de l’art qui est né pratiquement vers 1700, ce n’est qu’à partir de cette période, que l’artiste s’affranchit réellement des commandes des Princes de l’Eglise puis des Princes de Sang, pour enfin produire face à la demande. C’est à ce moment là que nous pouvons considérer la naissance du marché de l’art au sens économique du terme.

Depuis 14 ans, on a des experts et marchands qui travaillent pour nous dans le monde entier et dès qu’ils ont des manuscrits, ils nous préviennent et on achète les manuscrits et catalogues. On en a tellement racheté qu’on a peu à peu instauré un assèchement, au début nous les achetions très cher puis progressivement la technique du ciseau a fonctionné et les derniers sont achetés chaque année à des prix très raisonnables… Ce fonds est unique au monde et nous l’ouvrons avec autorisation préalable de notre part à des chercheurs du monde entier.

Boursica.com : Quel est donc votre valeur ajoutée sur ces fonds documentaire ?

Thierry Ehrmann :
Notre travail dans les banques de données d’Artprice est avant tout un travail de mineur de fond, il faut chaque jour descendre à la mine, et ce depuis 15 ans, on est monté dans les années 2000 à plus d’une centaine de salariés alors que nous sommes désormais 45 car tout le travail est désormais en banques de données. Le nombre de salariées a été divisé par trois et le nombre de serveurs a été multiplié par près de 30 au cours de cette dernière décennie. Pour normaliser le marché de l’art, il a fallu passer par l’inventaire absolu des œuvres d’art et la biographie de centaines de milliers d’artistes du IV siècle avant J.C. à nos jours, avec parfois des centaines d’homonymes auxquels il faut attribuer à chacun ses bonnes œuvres.

Boursica.com : Comment produisez vous vos indices de référence sachant qu’un tableau est par nature unique ?

Thierry Ehrmann :
Par exemple une œuvre qui est repérée en 1850, on la voit passer de maison de ventes en maison de ventes aux travers des décennies, et on est donc bien certain qu’il s’agit de la même œuvre. On en connaît donc la cote et le rendement année par année et c’est pour cela qu’on est la seule société au monde à pouvoir avoir une méthode économétrique irréprochable sur l’ensemble des œuvres, En économétrie on appelle cela : la méthode des « ventes répétées ». Car nous travaillons sur un marché homogène. Les autres font des moyennes arithmétiques, usent de la méthode des comparables, mais cela induit des erreurs car leurs études porte sur un marché de type hétérogène.

Boursica.com : Comment avez vous pu contourner ce problème en si peu de temps ?

Thierry Ehrmann :
C’est pour cela que nous avons racheté une petite fortune en 2000 la célèbre société Suisse Xylogic, faite de scientifiques qui avaient élaboré tous les algorithmes et indices du marché de l’art depuis 1985. On est les seuls à avoir 10 ans après ces bases de données gigantesques (plus de 700 téraoctet) dans nos propres salles informatiques avec près de 900 serveurs en opérant sur nos propres fibres optiques dont nous sommes propriétaires. Nous ne dépendons d’aucune SSII, ce qui explique l’extrême rapidité de nos développements, notre R et D et la faiblesse de nos charges informatiques.

Ce qui est très important pour Artprice c’est que nous nous avons réussi à constituer la plus grande collection de manuscrits et catalogues anciens annotés au monde. Ce fonds documentaire colossal est d’ailleurs passé en compte de charges dans le cadre du principe de précaution, ce qui est une très bonne nouvelle pour nos actionnaires qui ont un bilan qui ne révèle pas ces actifs qui sont bien évidemment très importants.

Tous les jours on enrichit nos banques de données avec de nouvelles données qui viennent du monde entier. On a acheté des bases de données anglo-saxonnes, chinoises, hollandaises sans lesquelles on ne pourrait pas travailler, même si on mettait les meilleurs historiens d’art sur le développement, ils ne pourraient pas obtenir le même résultat. Par exemple, pour un peintre hollandais qui s’appelle Dick Van, un patronyme très répandu en Hollande, il est impossible sans nos bases de données d’être certain qu’on parle du même peintre et de ses oeuvres.

Boursica.com : Les gens disent: Pourquoi tout le monde va sur Artprice que répondez-vous ?

Thierry Ehrmann :
Tout simplement parce que nous n’avons pas de concurrent réel, car nous sommes les seuls à gérer plus d’un million de biographies avec aussi des artistes qui ne sont pas encore cotés et 108 millions d’images ou gravures d’œuvres d’Art. Même la personne qui n’a pas d’atomes crochus avec Artprice est obligée de passer par nous pour un artiste qui n’est pas encore très connu, voir totalement inconnu. Il en est de même pour une œuvre rare à authentifier.

Les gens ne voient que le haut d’Artprice, mais Artprice c’est avant toute chose un énorme travail en amont, je me demande même comment on a eu cette force ! La passion je pense est la seule explication rationnelle après toutes ces décennies…

Boursica.com : L’argent levé en bourse ainsi que les fonds du groupe Serveur et du groupe Bernard Arnault sont à l’origine de la réussite des acquisitions d’Artprice ?

Thierry Ehrmann :
Oui, mais qu’en partie car il faut savoir que le carnet de chèques ne suffisait pas pour acquérir tous ces fonds, ce sont des Historiens ou Auteurs célèbres avec un caractère terrible qui avaient reçu parfois des offres mirobolantes mais l’aspect financier était très secondaire pour ces personnalités. Il a fallu les convaincre avec notre projet, comme par exemple Frank Van Wilder ou Peter Hastings Falk.

Ces bases de données sont la richesse d’Artprice et par principe de précaution, nos bilans là aussi ne reflètent pas la valeur réelle de nos actifs qui sont très importants. C’est aussi la richesse pour nos actionnaires pour les années à venir. Les normes IRFRS ne permettent pas de donner la vraie valeur de notre société d’où la cotation en bourse qui comme par hasard est beaucoup plus proche de la vérité, le Marché se trompe très rarement sur plus de 10 ans de cotation en continue comme sur Artprice.

Boursica.com : Comment faites-vous avec le droit de reproduction des œuvres en ligne ?

Thierry Ehrmann :
Le droit de reproduction des œuvres est assuré par notre contrat spécifique conclu avec l’ADAGP, société la plus représentative au monde, qui perçoit et répartit les droits d’auteurs dans plus de 43 pays. Cet accord très précurseur (2007) dans l’économie numérique est régulièrement pris en exemple par les différents Ministères de la Culture en Europe et notamment en France. Là aussi Artprice a pris une très nette avance sur d’éventuels outsiders.

Boursica.com : Est-il possible de faire un autre « Artprice » ?

Thierry Ehrmann :
Non, absolument pas. Tout est protégé au titre de la propriété intellectuelle. J’ai en autres une formation de juriste en propriété littéraire et artistique, et dans les années 1990 j’ai d’ailleurs été à l’origine d’un lobby pour la protection des banques de données en Europe qui est ensuite devenu le droit « Sui Generis ». Ce droit en Europe est l’équivalent de ce qu’on appelle aux USA les brevets logiciels.

Pour être simple, toute personne même doté de fonds de plusieurs centaines de millions d’euros se verrait interdire de construire des banques de données ou la Place de Marché Normalisée d’Artprice, avec à la clé une condamnation pour contrefaçon avec une amende proportionnelle aux investissements, avec de surcroît l’interdiction d’exploiter ses banques de données.

Il faudrait donc un éventuel concurrent qui soit, non seulement muni de fonds très importants mais qui puisse aussi réinventer une ergonomie et une arborescence totalement différente de celles d’Artprice. Par analogie et en simplifiant à l’extrême l’exemple, on pourrait dire qu’on a protégé le fait qu’une voiture ait des roues rondes, il faudrait alors que l’adversaire puisse imaginer que le véhicule soit sur des rails ou avec une crémaillère, ce qui représente donc une barrière d’entrée extrêmement dure à franchir.

Boursica.com : Comment êtes-vous certain d’avoir les enchères ?

Thierry Ehrmann :
Plus de 80 % des Maisons de Ventes dans le monde font leurs catalogues à partir de nos données, en temps réel ils ont la bio de l’artiste la traçabilité de l’œuvre et les cotes et indices de l’artiste pour estimer la mise à prix. Entre 2001 et 2003 on a passé 2 ans à téléphoner et visiter les 3600 Maisons de Ventes et les 7400 experts, cette étude de marketing et d’ingénierie nous a coûté très cher en déplacement dans le monde et en charges salariales. L’univers des Maisons de Ventes étaient orphelins des banques de données, les Commissaires Priseurs avaient au mieux des fichiers word ou excel. Parmi les plus grandes Maisons de Ventes, encore actuellement, certaines n’ont toujours pas de fichiers informatisés sous banque de données.

Boursica.com : Comment est ce possible d’avoir un tel retard en informatique et sur Internet en 2011 ?

Thierry Ehrmann :
C’est tout simplement dément, ceci dit, une vielle règle informatique nous dit que plus une profession ou corps social est doté d’un pouvoir et d’un savoir élevé, plus elle méprise ou ignore l’informatique jusqu’au jour où elle est obligée de se plier aux exigences de ses clients, et là Artprice arrive au bon moment. D’où nos clients professionnels qui sont très captifs et récurrents au cours des années. Là aussi c’est un gage de sérieux donné à nos actionnaires.

D’où notre intranet par lequel la maison de vente peut produire très vite son catalogue papier et sur Internet, et en même temps diffuser sur la place de marché normalisée d’Artprice ses ventes futures en un simple clic et pousser par exemple, une vente contemporaine incluant 63 artistes en sélectionnant en mode électronique parmi nos 1,3 millions clients uniquement ceux qui suivent et recherchent ces 63 artistes (voir même certaine période propre à l’artiste). C’est la « killer application » dont rêvaient toutes les Maisons de Ventes petites ou grandes qui dépensent des fortunes en publicité et en marketing. Pour une vente dite « de prestige » le poste de publicité et marketing peut peser chez la maison de Ventes à hauteur de 70% à 80% alors que ce poste avec Artprice ne leur coûte que 4,5%.

Boursica.com : Pourquoi avoir choisi la Demeure du Chaos comme siège sociale d’Artprice, provocation ou stratégie ?

Thierry Ehrmann :
Ni l’un ni l’autre, l’univers de La Demeure du Chaos est indissociable de histoire d’Artprice et du Groupe Serveur, pionnier historique d’Internet depuis 1987 dont les sièges sociaux sont au cœur de la Demeure du Chaos. La Demeure du Chaos / Abode of Chaos dixit le “New York Times,” est née en 1999 de mon acte conceptuel, qui se nourrit du Chaos alchimique de notre 21e siècle, tragique et somptueux, dont les braises naissent le 11 Septembre 2001. Elle a presque le même âge qu’Artprice à 3 ans près.

Elle est devenue aujourd’hui, avec plus de 1890 reportages de presse écrite et audiovisuelle de 72 pays, en 12 ans, une “Factory” et un Musée incontournable et unique dans le monde, selon la presse artistique internationale. C’est un musée à ciel ouvert et gratuit, présentant plus de 3627 œuvres, où convergent chaque année désormais 120 000 visiteurs. Chaque fois que la presse artistique mondiale parle de la Demeure du Chaos, Artprice est naturellement citée.

Comment peut-on bâtir ex-nihilo Artprice, société quasi-mythique qui source 90% de la presse mondiale sur l’information du marché de l’art, sans être soi-même, dans sa chair et son âme, un plasticien passionné d’histoire de l’art, vous n’imaginez pas le nombre de visiteurs de mon Musée désormais numéro deux à Lyon en nombre d’entrées, qui sont aussi clients ou actionnaires d’Artprice. Chaque année nous faisons notre assemblée générale à la Demeure du Chaos et nous avons que des encouragements depuis 10 ans.

Côté client et notamment avec les galeries d’art dans le monde, ils sont très sensibles de travailler avec Artprice dont le fondateur est inscrit depuis plus de 25 ans dans les société de droit d’auteur en tant que sculpteur plasticien, regardez ma bio sur le Who’s Who et vous comprendrez, il y a une grande partie de mes expositions dans le monde. Il faut savoir que le milieu de l’art est très épidermique et que Artprice, pour certains puristes, était dans les années 90, un groupe qui n’avait pas la sensibilité de leur monde de par nos indices, cotes et statistiques avec en plus, le fait d’être en Bourse. Avec la Demeure du Chaos ces puristes sont devenus nos plus fidèles clients. Voilà la vraie réponse à votre question !

Boursica.com : Combien peut-on valoriser Artprice ?

Thierry Ehrmann :
Depuis près de 120 ans selon la méthode des comparables, la valeur d’une Maison de Ventes dans le monde c’est 80 % le fichier client, entre 800 et 4000 dollars par client et 20 % pour la marque de la Maison de Ventes si cette dernière est notoirement connue. Pour bien comprendre la différence entre un poste client estimé à 800 dollars et l’autre à 4000 dollars, c’est à partir des strates d’informations détenues sur le client final que l’on calcule le prix.

Boursica.com : Pouvez vous être plus clair avec un exemple précis ?

Thierry Ehrmann :
Prenons par exemple une vente du sculpteur Arman (1928/2005). On pourrait définir un degré un (800 dollars) avec la Maison de Ventes qui vous dit : j’ai 4500 clients qui achètent les nouveaux réalistes comme Yves Klein, César, Arman ou Nikki de Saint-Phalle etc…. Le degré 2 serait que la Maison de Ventes vous précise qu’elle a aussi les clients qui n’achètent que les sculptures d’Arman sachant qu’il est aussi peintre et photographe. Mais le nec plus ultra que seul Artprice peut proposer à ce jour, c’est le degré 3 où l’on peut proposer les 4500 clients dans le monde qui recherchent les sculptures d’Arman sur le thème très précis des « poubelles organiques ». Dans ce cadre-là, détenir cette information finale constitue pour les Maisons de Ventes ou les marchands le Saint Graal absolu. Car ils seront certains que les enchères atteindront des maximums. On peut donc construire le raisonnement que le degré 3 est la valorisation en fourchette haute à environ 4000 dollars le client.

C’est la plus vieille méthode pour valoriser une Maison de Ventes. La grande valeur d’Artprice c’est de pouvoir trouver pour une vente les collectionneurs dans le monde qui par leur présence vont permettre de doubler ou tripler le prix de vente de l’œuvre. Dans une vente cataloguée sur un artiste connu, des nouveaux collectionneurs de l’autre bout de la planète peuvent faire doubler la vente et sur ce sujet-là, Artprice est le seul à détenir ces fameux collectionneurs sur 210 pays.

Nous pouvons affirmer sans difficulté qu’on a actuellement sur Artprice 100 % des acteurs qui comptent dans le marché de l’art, les grands marchands, les grands collectionneurs, l’intégralité des Maisons de Ventes et les Experts, le noyau dur, celui qui fait et défait les prix qu’on nomme les market-makers. Ils sont systématiquement clients d’Artprice.

Boursica.com : Même vos détracteurs sont sur Artprice ?

Thierry Ehrmann :
Même nos pires détracteurs se servent de nos données. On a 1 300 000 clients, on peut considérer que la valorisation se fait en fonction des niveaux de recherche des clients. Plus on a des clients qui recherchent quelque chose de très précis, plus la valorisation est importante pour ces clients. Nous sommes certains de proposer les recherches les plus fines. Plus la recherche est fine et plus le client est à même de faire monter les prix aux enchères et donc ce client est d’autant plus intéressant pour une Maison de Ventes.

Nous avons un fichier client extrêmement complet avec plus de 18 milliards de logs, en respect avec la CNIL, les autorités européennes et américaines, ce qui nous permet de savoir exactement ce que recherche ou possède nos clients. Je pense avec le recul, que c’est à ce jour avec sagesse, la meilleure méthode pour valoriser une Maison de Ventes parce qu’elle date de 120 ans et qu’elle est toujours d’actualité et éprouvée des milliers de fois de par le monde.

Boursica.com : Quelles commissions aurez-vous sur les transactions ?

Thierry Ehrmann :
Nous sommes très compétitifs car l’intermédiation se situe à 37.5 % selon le Conseil des ventes volontaires qui est l’AMF du marché de l’art alors que nous serons entre 4,5 % et 7 %. On sera meilleur qu’une banque pour une galerie ! Nous proposerons 4,5% pour la transaction avec en plus entre 3% et 4,5 % sur la location du fichier clients dont on vient de parler, ce qui permettra aux Maisons de Ventes de mieux cibler les acheteurs potentiels, car nous mettrons en relation avec la Maison de Ventes les personnes qui recherchent Arman mais mieux encore leur proposer la période « poubelles organiques d’Arman » par exemple. De même les commissions seront de 4,5 % sur les ventes de gré à gré.

Boursica.com : Est-ce qu’Artprice est opéable ?

Thierry Ehrmann :
Une OPA sauvage est impossible du fait de l’auto contrôle de Groupe Serveur sur le capital d’Artprice, par contre une OPA amicale pourquoi pas si elle a une logique industrielle, notamment avec une maison de ventes cotée en Bourse, on peut réfléchir.

Pour mieux comprendre Artprice il faut consulter son document de référence ou rapport annuel, ce sont des vraies mines d’or en terme d’informations sensibles et très pointues.

Boursica.com : Artprice a-t-elle une concurrence ?

Thierry Ehrmann :
Non, c’est clairement dit dans le rapport, car tout est protégé au titre de la propriété intellectuelle. On a simplement dans un périmètre différent que la société Artnet qui fait en volumes en un an de Bourse ce que nous faisons en une semaine. Artnet ne fait pas le même métier que nous, n’est coté que sur un marché non réglementé et ses comptes ne sont pas audités. Il est pour nous un hébergeur de luxe qui ne possède pas son outil de production. De plus il n’a pas toujours respecté le droit de reproduction dans un certain nombre de pays. De surcroît il s’est fait prendre sa marque Artnet par manque de vigilance par plus de 18 déposants de 21 pays et non des moindres… Enfin ses tarifs sont exorbitants avec des requêtes limités par mois ce qui était le propre de l’économie de l’Internet du début des années 90. Nous considérons que pour être leader mondial il faut pratiquer une politique tarifaire extrêmement agressive comme Dell qui est pour moi un modèle et qui a laminé l’univers du PC et du Serveur.

Boursica.com : Artprice est-elle en abus de position dominante ?

Thierry Ehrmann :
Non ! Votre question porte elle même la réponse, ce qui est puni par les autorités de la concurrence c’est l’abus et non la position dominante, nous n’avons fait aucun refus de vente, nos prix reflètent la réalité de nos coûts et investissements et nous avons aucune politique de vente sélective mais surtout nous sommes les auteurs originaux de l’ensemble des produits et services d’Artprice, donc une démarche novatrice et innovante. Certains on tenté cette approche avec nous et ils ont été systématiquement débouté.

Pour prendre le marché loyalement mais avec férocité il faut des prix tellement bas qu’une hypothétique concurrence se mettrait tout de suite en perte faute d’avoir comme nous déjà payé tous les investissement sur 14 ans.

J’en veux pour preuve qu’au cours de la période 2000/2010 aucun concurrent n’est apparu, par contre on ne compte plus le nombre de faillites de sites sur l’art qui ferment faute de fréquentation et donc de chiffre d’affaires. Chaque semaine on a environ une dizaine de demandes de rachats de marques, de sites ou de DNS mais cela représente aucun intérêt pour nous, à l’exception de micro base de donnée très pointue sur des pays émergents.

Boursica.com : Vous avez été tenté d’acheter Artnet ?

Thierry Ehrmann :
Nous avons été sollicités à trois reprises pour racheter Artnet, mais nous ne trouvons aucun intérêt, au risque de se prendre une multitude de procédures. Quant à la marque, vu qu’elle n’est pas déposée de manière mondiale on serait immédiatement pris dans des conflits de propriété intellectuelle avec les autres propriétaires d’Artnet qui sont dans leurs droits.

Boursica.com : Il semble que d’autres DNS accèdent aux banques de données d’Artprice…

Thierry Ehrmann :
Oui, bien entendu, comme par exemple Artmarket.com. Nous avons 1800 DNS qui sont des génériques autour du marché de l’Art en 9 langues. Si vous tapez Artmarket sur Google, vous avez Artprice numéro 1 en ranking grâce au DNS Artmarket.com. Nous avons déposé toute la sémantique dans le début des années 90 qui permet d’aborder le marché de l’art.

Certains aujourd’hui valent de l’or car ce sont des génériques à l’état pur comme Artmarket, mais nous refusons de les vendre.

Boursica.com : Avez-vous de nouveaux clients ?

Thierry Ehrmann :
Oui, tous les jours et nous nous rendons compte que l’âge moyen de notre clientèle augmente car nous avons des personnes qui découvrent l’Internet à tel point que nous devons les aider dans leur navigation sur le site, et sur Internet en général. Nous avons une politique d’aller chercher de nouveaux clients, où que ce soit, et les accompagner sur Artprice. Cette clientèle s’appelle en autres les « silver surfers » définis par les géants du marketing comme les surfeurs aux tempes d’argent autrement dit les Seniors (plus de 55 ans). De même on voit de plus en plus de jeunes collectionneurs avec une moyenne d’age de 30/35 ans d’où le succès phénoménal de l’abonnement Artprice Smartphone. Le Marché de l’Art est effectivement passé dans le monde de 500 000 collectionneurs de l’après-guerre à désormais près de 300 millions d’amateurs, collectionneurs et professionnels dont le terrain de chasse de prédilection est désormais l’Internet avec la dématérialisation, notamment par la Place de Marché Normalisée. Il est certain que le continent asiatique a fait exploser le Marché de l’Art en nombre d’acteurs.

Boursica.com : Quelle est la santé financière d’Artprice ?

Thierry Ehrmann :
Contrairement à une grande majorité de sociétés cotées, nous n’avons pas un centime de dette. Pas de découvert bancaire, pas d’emprunts court, moyen et long terme, ni d’instruments financiers à rembourser comme les BSA et autres produits dérivés… Ce qui étonne bien souvent l’AMF !! Avec de plus, une bonne trésorerie et un BFR négatif.

Il faut préciser que je suis viscéralement hostile aux augmentations de capital qui non seulement dilue l’actionnaire mais surtout, et on l’oublie souvent, interdit à la société cotée de voir son cours monter très rapidement. J’en veux pour preuve qu’Artprice a environ 4 millions de titres en circulation. Si nous étions comme la plupart des sociétés de l’Eurolist réglementée nous serions plutôt entre 20 et 40 millions de titres en circulation et nous aurions pris que 2 ou 3 euros en 2 mois alors que nous avons pris 22 euros pour un volume traité en 45 séances de bourse d’environ 250 millions d’euros.

Boursica.com : Avec les volumes constatés, pourquoi n’y a-t-il pas eu de franchissement de seuil déclaré ?

Thierry Ehrmann :
D’après notre dernière enquête TPI et des estimations nous sommes passés de 18 000 actionnaires à une estimation possible de 27 000 actionnaires environ. En 2010 nous avions 81 % de nos clients actionnaires d’Artprice. C’est le gage de la sécurité car ils connaissent presque tout d’Artprice, parfois ce sont eux qui nous identifient des cibles à acheter ou nous donnent des idées d’amélioration de nos banques de données.

Boursica.com : Qu’en est-il des fonds chinois ?

Thierry Ehrmann :
La notion de franchissement de seuil chez eux n’est pas une notion qu’ils comprennent et rentrent par de multiples comptes, ce qui leur permet de rester en dessous. On a donné des call conférence aux gérants de fonds dont les 2/3 sont de Hong Kong. Je n’avais jamais vu cela avant et il est certain qu’ils n’achètent pas pour des clients français.

Boursica.com : Dans combien de temps pensez-vous que le parcours législatif sera terminé pour la Loi de libération des ventes aux enchères ?

Thierry Ehrmann :
C’est une question de semaines tout au plus. Il fut préciser que la France en moins de 45 ans est passée du 1er rang au 4 rang mondial avec la Chine sur le haut du podium en n° 1 puis les USA en n° 2 et la Grande Bretagne en n°3.

De plus, le scandale Drouot pèse énormément, chaque semaine on a les suites de l’affaire, les mises en examen ne font que commencer. Je vous invite à lire l’ouvrage « Adjugé Volé » de Michel Deléan à ce sujet. Il y a déjà 39 mises en examen. Le gouvernement semble décidé à aller jusqu’au bout, sachant que Drouot c’est 45 % du marché de l’art français. On a exaspéré les européens sur l’adaptation de cette directive en droit interne et les pressions sont énormes sur la France. C’est une affaire d’état, avec un risque d’amendes colossales par la CEJ, la Cour Européenne de Justice. D’ailleurs l’Autorité française du marché de l’art le CVV ONT estimé qu’il serait suicidaire pour la France une réforme a minima et qu’après les injonctions de Bruxelles, la saisine de la CEJ est très proche.

On a été les premiers à rédiger le code de loi, le Code des Ventes Volontaires et Judiciaires en 2000 qui est devenu la référence chez les Commissaires Priseurs français. C’est le seul ouvrage (1800 pages) qui indique la première réforme de 2000 et son inapplication. Cette réforme de 2000 a été une gigantesque mise en scène car les Commissaires Priseurs sont restés avec leur monopole de 1535 avec l’obligation entre autres de demander une autorisation pour chaque vente.

Où celle-ci était donnée quelques jours voire quelques heures avant la vente. C’était donc un véritable obstacle à la libre circulation des produits et services en Europe notamment pour les enchères d’œuvres d’art sur Internet.

On a tous les facteurs de réussite. Le processus est avalisé définitivement. Le train de l’Histoire est en route et nous sommes dans ce train que rien ne peut arrêter désormais. Il fallait être simplement très patient et féroce contre ce monopole de près de 500 ans en suivant un chemin de croix législatif de 10 ans.

Boursica.com : Pourquoi n’avez-vous pas déménagé ?

Thierry Ehrmann :
Parce que le coût de sortie aurait été supérieur, sans parler des incidences comme la communication ensuite en langue étrangère, un nouveau marché de cotations, le déménagement physique tout le système et du personnel, etc. …

Boursica.com : Que dire à propos de l’ISF ?

Thierry Ehrmann :
C’est un sujet très sérieux. C’est le bloc parlementaire UMP qui a fait cette proposition. Leur analyse est de faire un ISF qui ne vise que les plus-values latentes incontestables. Je n’applaudis pas forcément, je ne pense pas que ce soit la bonne solution mais les parlementaires ont bien compris qu’Artprice leur permet de dire aux collectionneurs qu’il y a un rendement exact pour les œuvres qu’ils possèdent. Par contre il est évident que ça va favoriser la place de marché Artprice car les gens bénéficient d’un anonymat, Artprice protégeant l’identité de l’acheteur et du vendeur. Ce qui n’est pas possible pour les salles de ventes physiques. On s’est aperçu que le nombre de créations de portefeuilles virtuels par nos clients a explosé le jour de l’annonce, et dans les heures qui ont suivi pour simuler le cours de leur collection.

Boursica.com : Peut-on penser à un passage rapide au SRD Long Only ?

Thierry Ehrmann :
Peut-être en Septembre, c’est au comité scientifique d’Euronext de le décider mais il est clair que nous dépassons les critères d’entrée.

Boursica.com : Avez-vous backtesté votre système pour les futures enchères en ligne ?

Thierry Ehrmann :
Oui bien entendu, nous avons fait des bêtas tests à l’étranger et tout est opérationnel. Les Maisons de Ventes sont déjà reliées à notre Intranet pour les catalogues. Pour la place de marché je pense qu’il y aura 80 % de Maisons de Ventes et professionnels et 20 % de collectionneurs et particuliers. Dès que la loi va passer, nos meilleurs clients seront les Commissaires Priseurs. Ils le disent eux-mêmes « on ne peut faire qu’avec Artprice ». Ils ont laissé passer le train d’Internet à la fin des années 90 puis celui de 2005 et aujourd’hui c’est trop tard et trop cher. On joue désormais à guichets fermés.

Boursica.com : Quelle est la pénétration d’Artprice sur le marché chinois ?

Thierry Ehrmann :
Pour réussir nous avons acquis de nombreuses banques de données chinoises, sinon c’était impossible. Nous avons eu le concours plein de diplomatie des autorités chinoises, c’est obligé car les Maisons de Ventes chinoises sont sous le contrôle partiel du gouvernement. Le département des affaires culturelles en Chine nous a aidés pour démontrer que la Chine était n°1 mondial du marché de l’art. Nous avons un personnel chinois à Lyon, nous avons mis 4 ans entre le moment où nous avons décidé de prendre le marché chinois et le moment où nous avons été opérationnels.

Boursica.com : Avez-vous eu des difficultés pour devenir leader mondial ? On vous reproche parfois votre côté procédurier ?

Thierry Ehrmann :
Oui et je l’assume à 100 %, nous avons eu 126 procès en 14 ans dans plusieurs pays notamment par les distributeurs de livres de cotes que l’on avait rachetés aux maison d’éditions et qui voulaient leur part sur Internet ainsi que de très nombreux contrefacteurs d’Artprice pour lesquels nous sommes pour la tolérance zéro, nous en avons gagné 117 dont tous les principaux. Comme ceux contre les 5 Maisons de Ventes françaises, dont certaines sont chez Drouot au passage, elles ont toutes renoncé au bénéfice de la Cour d’Appel sauf Camard que nous poursuivons au pénal. Ceux qui ont été perdus l’ont été contre des tiers qui n’ont ni impacté la vie de l’entreprise, ni ses comptes, ni ses objectifs. Christie’s Monde est une de nos plus belles victoires.

Boursica.com : Peut-on espérer un dividende prochainement ?

Thierry Ehrmann :
Oui je pense en 2013/2014 selon nos prévisions. Avant cela je pense qu’on aura enrichi de manière très importante nos actionnaires par le cours de l’action. On se renforce avant en fonds propres, pour financer les serveurs et autres équipements très onéreux pour nous permettre de nous développer dans le monde avec le maximum de sécurité. Je rappelle que nous sommes les seuls à posséder nos propres salles machines. On est considéré comme les pionniers de l’Internet en France, le Groupe Serveur a été le premier provider français et le second en Europe comme le précisait Time Magazine. L’enrichissement de nos actionnaires sera tel au niveau de l’action qu’on ne pourra pas avoir action et dividende au départ ! D’autant que nous n’avons jamais fait d’augmentation de capital.

Boursica.com : Quel sera l’impact du changement de statut après la loi sur le chiffre d’affaires annuel ?

Thierry Ehrmann :
Il va mécaniquement exploser ! La croissance sera colossale.

Boursica.com : Peut-on considérer qu’à 30 € nous ne sommes qu’au début de l’histoire ?

Thierry Ehrmann :
On remarque que le cours revient sur les niveaux atteints en 2005/2006 quand on a commencé à parler de la transposition de la Directive Services. 30 € c’est le tout début, une simple remise à niveau avant que la France exaspère en 5 ans l’Europe par son coté pathétique. Si on veut raisonner sérieusement, on ne peut que partir d’une base de 67 € qui était le plus haut cours de cotation. On a tenu l’ensemble des engagements de notre prospectus d’introduction. Nous sommes même très au-dessus des engagements du prospectus de 1999. 67 € a été le prix du marché lorsque la place de marché normalisé n’existait pas. Nous sommes donc en droit d’attendre le plus logiquement du monde un démarrage de cours qui se situe mécaniquement au-dessus de 67 euros. Le dicton « cours vu, cours revu », est une très vielle règle de la bourse.

Boursica.com : Pour finir une prédiction pour l’avenir d’Artprice ?

Thierry Ehrmann :
Concernant nos engagements qui étaient à l’époque très ambitieux sur le prospectus d’introduction de 1999, nous les avons tous remplis, bien au-delà du prospectus en passant à travers la crise du NASDAQ de 2000, les attentats du 11 septembre 2001, la guerre en Irak de 2003, la grande crise financière démarrée en 2007 et qui est loin d’être finie. Avec cette décennie la plus catastrophique des deux derniers siècles, je connais très peu de sociétés cotés sur le marché réglementé qui s’en sont sorties vivantes sans augmentation de capital et qui ont acquis durant cette période une position de leader mondial incontesté. Pour clôturer cette interview, je pense sincèrement que nous ne sommes qu’à 10% de l’histoire d’Artprice.

le film Alchimie et les mystères d’ Artprice voir la vidéo

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juin 5, 2011 Posted by | 999, Artmarket Marché de l'Art, Artprice, La Revue de Presse | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Laisser un commentaire

Artprice Com : « 81% des actionnaires d’Artprice sont aussi des clients » ITW Tradingsat

(Tradingsat.com) – Avec un cours de Bourse multiplié par plus de trois le mois dernier, Artprice s’est brutalement rappelé au (bon) souvenir de ses actionnaires. Le modèle économique du leader mondial des banques de données sur la cotation et les indices de l’art pourrait en effet changer de dimension d’ici peu, si tant est que la transposition en France de la directive européenne « Bolkestein » des biens et services arrive (enfin) à son terme. Patron d’Artprice et de sa maison mère, le groupe Serveur, Thierry Ehrmann, nous explique les enjeux de la dématérialisation du Marché de l’art.

Tradingsat.com : Votre chiffre d’affaires a progressé de « seulement » 5% au 1er trimestre.

Thierry Ehrmann : Il ne faut pas oublier que la Place de Marché Normalisée d’Artprice est devenue entièrement gratuite en septembre de l’année dernière. C’est donc une performance plus que satisfaisante et qui prouve, si besoin était, le bien fondé de notre stratégie visant à faire d’Artprice un acteur mondial incontournable de la libéralisation des ventes aux enchères d’Art, par voie électronique.

Tradingsat.com : Que trouve-t-on sur votre Place de Marché Normalisée ?

Thierry Ehrmann : Notre site Internet permet de visualiser la cote des artistes, les indices, les résultats de ventes aux enchères, les annonces des ventes futures, et une trentaine d’indicateurs semblables à ceux que l’on peut trouver en économétrie de marché… Il donne aussi, et surtout, accès, gratuitement, pour les acheteurs et les vendeurs, à l’ensemble de nos banques de données. La Place de Marché Normalisée agrège les deux principaux domaines de compétences du groupe Serveur, qui est non seulement un acteur majeur des banques de données judiciaires, juridiques et économiques, mais aussi l’un des tout premiers pionniers d’Internet dans le monde ! Nous fournissons des services sur Internet depuis 1985 !

Tradingsat.com : Vous dites que vos banques de données « font autorité ».

Thierry Ehrmann : Le projet Artprice repose à l’origine sur un constat : le marché de l’Art est – avec le marché des matières premières et le marché financier – l’un des trois seuls marchés fonctionnant de manière mondiale à pouvoir être subrogé par des banques de données. Artprice a acquis plus de 40 sociétés d’éditions ou de fonds éditoriaux d’Art dans le monde entier pour constituer ses banques de données sur le marché de l’Art. Elles ont été logiquement intégrées à notre Place de Marché Normalisée lors de son lancement sur Internet en 2005. L’enjeu est alors devenu celui de la dématérialisation, qui doit permettre de s’affranchir véritablement de l’ancien système des « salles des ventes physiques ».

Tradingsat.com : La dématérialisation est un atout pour le marché de l’Art ?

Thierry Ehrmann : Le marché de l’art, par nature, a toujours été international, mondial, mais partagé entre les grands initiés, qui font les prix, et les autres, les « victimes ». Internet est par définition l’outil qui va permettre de « capillariser » l’information de manière mondiale. Un marché où l’information circule efficacement est un marché qui croit de manière exponentielle. Sans cette information, les gens n’osent pas acheter ou vendre. Les flux d’œuvres d’art ont atteint 6,3 milliards d’euros l’an dernier sur notre Place de Marché Normalisée, après 5,85 milliards d’euros en 2009, 4,32 milliards d’euros en 2008, 2,7 milliards en 2006 et 1,3 milliard d’euros en 2005. Internet rend aussi le marché de l’art plus efficient. Par exemple : une requête sur la base de données Artprice pour des « compressions » de Cesar sur une période donnée va permettre d’identifier immédiatement les acheteurs potentiels qui ont recherché ou possèdent ce type d’œuvre dans leur portefeuille. La dématérialisation ne sort pas de notre imagination, nous n’avons pas à en faire la pédagogie. Cela fait 30 ans que les gens achètent par téléphone ; toutes les grandes enchères se font ainsi depuis longtemps !

Tradingsat.com : Mais vous ne profitez pas totalement de cette dématérialisation en termes de revenus.

Thierry Ehrmann : Cela ne nous empêche pas de gagner de l’argent. L’accès à la Place de Marché Normalisée est gratuit, mais nous avons toujours cru à l’information payante. Nos abonnements s’échelonnent de 15 euros à 500 euros, et donnent accès à des informations et des services qui vont permettre d’acheter une œuvre en parfaite connaissance de cause. Mais il est vrai qu’aujourd’hui, en l’état actuel de la législation, nous ne percevons aucune commission sur les ventes. Ce qui potentiellement constitue un manque à gagner considérable sachant que, sur les flux de 6,3 milliards d’euros de l’an dernier, près d’un tiers, soit l’équivalent d’1,8 milliard d’euros, ont abouti à une vente !

Tradingsat.com : Quel est le contexte législatif aujourd’hui ?

Thierry Ehrmann : A l’heure actuelle, la législation résulte d’une première réforme du marché de l’Art intervenue en 2000 (décret d’application en 2001). Mais elle est inutilisable, à cause du régime de l’autorisation préalable. Toute vente doit en effet recevoir le feu vert du conseil des ventes volontaire, qui ne rend son avis que quelques heures, au mieux une journée avant la date prévue pour les enchères. Une véritable entrave déguisée à la concurrence ! C’est pour cela que nous attendons, depuis plusieurs années maintenant, la transposition en droit français de la directive « Bolkenstein » sur les biens et services, qui inclut justement les ventes aux enchères sur le marché de l’art, notamment par voie électronique. Le législateur européen avait donné à la France jusqu’au 28 décembre 2009 pour la réaliser, puis fixé une nouvelle limite, au 24 août 2010, au-delà de laquelle la mise en application d’une importante sanction pécuniaire serait prononcée par la cour européenne. C’est pour cela que le processus législatif français s’est dernièrement accéléré ! La nouvelle loi est figée à 98%. Elle est passée à l’Assemblée Nationale, modifiée, amendée, ce n’est plus qu’une affaire de semaines.

Tradingsat.com : Qu’est ce qui va changer ?

Thierry Ehrmann : Le régime de l’autorisation préalable est mort. Deuxièmement, apparaît la notion d’opérateur en ligne, celui-ci n’étant plus tenu d’assurer l’authenticité de l’œuvre tant qu’il s’engage à ne pas détenir l’œuvre physiquement. En revanche, si un ayant droit ou un expert signale une œuvre litigieuse, celle-ci est immédiatement retirée du circuit. J’attire ici l’attention sur le fait que la Place de Marché Normalisée permet de visualiser sous forme de fichier PDF tous les documents attestant de l’authenticité des œuvres. Il faut savoir aussi qu’Interpol a droit de regard sur toutes les œuvres qui circulent et que les polices judiciaires de 70 pays utilisent la base de données d’Artprice dans leurs enquêtes.

Tradingsat.com : Dans le futur, vous pourrez donc percevoir une commission sur les ventes.

Thierry Ehrmann : Que les choses soient claires, aujourd’hui, selon le conseil des ventes volontaires, la marge d’intermédiation entre acheteur et vendeurs est de 37,5%. C’est colossal ! Nous appliquerons des taux de commission beaucoup plus faibles, entre 4,5% et 7% selon les services proposés. Nous provoquerons un effondrement des coûts énorme qui ne pourra que bénéficier au marché de l’art.

Tradingsat.com : Votre Place de Marché Normalisée ne risque-t-elle pas d’être copiée ?

Thierry Ehrmann : Personne n’a le droit de la reproduire. Elle est protégée par le droit sui generis créé en 1996, spécifique aux banques de données. C’est une barrière à l’entrée terrible, impossible à contourner. Des concurrents qui avaient porté plainte à Bruxelles ont d’ailleurs été déboutés sur ce point. La législation n’interdit pas la position dominante, mais son abus. Une position dominante qui résulte d’une vision novatrice et créatrice est totalement acceptée par les législateurs européen et américain.

Tradingsat.com : Pourquoi dites vous qu’Artprice dispose de tous les atouts pour offrir aux maisons de vente leur migration intégrale sur Internet ?

Thierry Ehrmann : Parce que les maisons de ventes, les commissaires priseurs, sont tout sauf nos concurrents ! Ils voient dans la place de marché d’Artprice une continuité de leur métier. Grâce à nous, les Maisons de Vente vont s’affranchir des coûts devenus inutiles liés aux salles des ventes physiques, leur permettant d’économiser sur leurs coûts immobiliers. Artprice est prêt, dès la promulgation de la loi, à répondre à la demande de plus de 3 600 Maisons de ventes et près de 7 400 experts partenaires.

Tradingsat.com : La société Artprice a néanmoins des ennemis.

Thierry Ehrmann : Nous avons attaqué au pénal le groupe Christie’s, contrôlé par François Pinault, qui a tenté de manipuler notre cours de Bourse en formulant des demandes exorbitantes sans aucun fondement sérieux, arguant que son catalogue de vente était soumis à des droits d’auteur. La raison est que François Pinault cherche par tous les moyens, à entrer à notre capital. Des attaques similaires s’étaient produites en 2001 et s’étaient soldées par un échec.

Tradingsat.com : Comment est constitué l’actionnariat d’Artprice aujourd’hui ?

Thierry Ehrmann : Le groupe Serveur est majoritaire, avec 32,7% du capital, il y 68 à 70% de flottant, le reste est dans les mains de 18 000 actionnaires. Sachez d’ailleurs que 81% des actionnaires d’Artprice sont aussi des clients. C’est il me semble un signe fort de confiance dans nos services… et dans le potentiel de valorisation d’Artprice. A toutes fins utiles, je rappelle que nous sommes rentables depuis plusieurs années, que l’intégralité de nos coûts sont fixes jusqu’à 30 millions d’euros de chiffre d’affaires, et qu’Artprice n’affiche aucune dette.

Propos recueillis par François Berthon

http://www.tradingsat.com/interview-pdg-bourse-Artprice-Com—81–des-actionnaires-d-Artprice-sont-aussi-des-clients–189561.html

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juin 2, 2011 Posted by | Artprice, La Revue de Presse | , , , , , , , , , , | Laisser un commentaire

Artprice : analyse de l’ISF sur les oeuvres d’art et vote final de la Directive Services à l’Assemblée

News Release Artprice.com

Artprice : analyse de l’ISF sur les oeuvres d’art et vote final de la Directive Services à l’Assemblée

London, 1 June
Distributed by PR Newswire on behalf of Artprice.com

PARIS, June 1, 2011 /PRNewswire/ — Selon Reuters et l’AFP, « la Commission des Finances de l’Assemblée Nationale a adopté ce mercredi 1er juin un amendement co-signé par plusieurs députés de la Majorité, qui élargit l’assiette de l’impôt de solidarité sur la fortune (ISF) aux oeuvres d’art, mais la manoeuvre est susceptible d’échouer. » « Une vraie révolution fiscale ! Car les oeuvres d’art sont exclues de l’impôt sur la fortune depuis la naissance de cette taxe il y a trente ans. »

Artprice, par la voix de son fondateur et président, thierry Ehrmann, ne peut que constater la concomitance plus que troublante de deux événements majeurs à l’Assemblée Nationale le même jour : l’ISF sur les oeuvres d’art et bien évidemment l’adoption définitive de la Directive Services visant notamment la libéralisation des Ventes aux Enchères électroniques qui passe en deuxième lecture pour le vote final ce jour même, qui est pour Artprice la consécration de son combat après un très long périple législatif (voir nos précédents communiqués).

Il est évident que le Marché de l’Art longtemps considéré comme une valeur de placement ne générant pas de plus-values rapides est depuis 30 ans exempté d’ISF. L’apparition d’un leader mondial comme Artprice qui, tant par ses banques de données sur la cote et les indices que par sa Place de Marché Normalisée démontre, que ce marché de l’Art est en croissance exponentielle dans l’ensemble des continents, qu’il est désormais parfaitement modélisable, très proche des écrans financiers, avec des performances et des tableaux de lecture dont Artprice a le monopole en sa qualité d’auteur unique avec près de 25 ans de R&D.

A ce titre, le Marché de l’Art attire naturellement l’attention de groupes parlementaires soucieux d’aller chercher les plus-values en période de crise, avec les outils de cotes et indices économétriques d’Artprice permettant le calcul de l’assiette fiscale. Il n’y a certes pas lieu de se réjouir de voir le Marché de l’Art français (673 millions d’euros) déjà relégué au quatrième rang, laminé par la Chine qui est devenu numéro un mondial. Concernant l’Art Contemporain, la France peut se vanter d’un piètre palmarès, 2,5 % de marché avec 18 millions d’euros pour l’exercice 2010 quand Artprice, la même année, confirme avoir constaté un volume d’environ 6,3 milliards d’euros d’oeuvres d’Art avec un taux de ventes estimé à environ, de l’ordre d’un tiers sur lesquelles Artprice n’est pas encore commissionnée. Sur ce chiffre, l’Art Contemporain pèse un minimum de 30 %.

On ne peut que conclure que nos députés considèrent désormais qu’avec la réforme des ventes aux enchères, notamment par voie électronique, entérinée avec la Directive Services, le Marché de l’Art serait assimilable aux valeurs mobilières de placement. Faudrait-il encore que la France ne se singularise pas par des scandales de type Drouot (45% du CA français) où l’on apprend pratiquement chaque semaine, la mise en examen de nouveaux commissaires-priseurs.

Il est regrettable que ce nouvel impôt valide la maturité extraordinaire du Marché de l’Art sans prendre en compte la spécificité française. Le Marché de l’Art est effectivement passé dans le monde de 500 000 collectionneurs de l’après-guerre à désormais plus de 300 millions d’amateurs, collectionneurs et professionnels dont le terrain de chasse de prédilection est désormais l’Internet avec la dématérialisation notamment par la Place de Marché Normalisée d’Artprice qui fait l’objet de protection au titre de la propriété intellectuelle.

Selon thierry Ehrmann, cette mesure contestable sur l’ISF mériterait une pédagogie et surtout un véritable accompagnement des pouvoirs publics à la jeune création française pour faire de la France à nouveau une place de marché de l’Art compétitive. De même, il serait nécessaire que les parlementaires comprennent que l’âge moyen des collectionneurs en France est passé en moins de 20 ans de 55 ans à 35 ans ; et que la construction de leur patrimoine n’obéit plus à un mode pyramidal où la collection d’art était l’aboutissement d’une réussite sociale mais est désormais un art de vivre où leurs collections précèdent les acquisitions de l’ancienne génération.

Source: http://www.artprice.com (c)1987-2011 thierry Ehrmann

Artprice est le leader mondial des banques de données sur la cotation et les indices de l’Art avec plus de 27 millions d’indices et résultats de ventes couvrant 450 000 Artistes. Artprice Images(R) permet un accès illimité au plus grand fonds du Marché de l’Art au monde, bibliothèque constituée de 108 millions d’images ou gravures d’oeuvres d’Art de 1700 à nos jours commentées par ses historiens. Artprice enrichit en permanence ses banques de données en provenance de 3 600 Maisons de ventes et publie en continu les tendances du Marché de l’Art pour les principales agences et 6300 titres de presse dans le monde. Artprice diffuse auprès de ses 1 300 000 membres (member log in), ses annonces normalisées, qui constituent désormais la première place de Marché mondiale pour acheter et vendre des oeuvres d’Art (source Artprice).

Artprice est cotée sur Eurolist by Euronext Paris : Euroclear : 7478 – Bloomberg : PRC – Reuters : ARTF

Sommaire des communiqués d’Artprice :

http://serveur.serveur.com/press_release/pressreleasefr.htm

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juin 2, 2011 Posted by | Artprice, La Revue de Presse | , , , , , , , , , , , , | Laisser un commentaire